COP23 Bonn | WWF Italy

Di cosa si discuterà alla COP23?

I lavori della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP23) sono cominciati a Bonn lunedì 6 novembre. Il summit si tiene nella ex capitale tedesca perché è lì che ha sede il Segretariato della Convenzione sul Clima, ma la presidenza del summit è delle  isole Fiji: scelta chiaramente simbolica dal momento che proprio le Fiji rappresentano uno dei territori più minacciati dai cambiamenti climatici. A Bonn i governi sono chiamati ad affrontare questioni chiave dell’Accordo di Parigi e gli strumenti per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C

L’Accordo di Parigi  non ha solo dimostrato che attraverso un impegno individuale e collettivo, l’umanità è in grado di affrontare la sfida al cambiamento climatico, ma ha anche indicato la strada da percorrere affrontando i temi chiave: fissare gli obiettivi a lungo termine rispetto alla temperatura globale e alle emissioni di gas serra; riconoscere formalmente il gap esistente tra gli obiettivi degli stati e quelli fissati dall'Accordo e di conseguenza predisporre i meccanismi adatti a ridurre il gap; invertire da subito il trend delle emissioni che devono declinare rapidamente . A quasi un anno dalla sua entrata in vigore lo storico Accordo sul clima sta per diventare operativo: è dunque indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l’implementazione dell’accordo stesso e per far sì che gli impegni di riduzione delle emissioni dei singoli Stati siano adeguati all’obiettivo di limitare l'aumento della temperatura ben al di sotto di 2°C. 

Gli eventi climatici estremi quest anno si sono ripetuti con drammatica ciclicità, sottolineano l’urgenza di trovare  soluzioni efficaci e metterle in pratica il prima possibile.  

    La presidenza Fiji: una scelta simbolica

 

 

Cosa si aspetta il WWF dalla COP23?

 

Dalla Conferenza di Bonn il WWF si aspetta che si compiano passi avanti significativi per quanto riguarda la strategia per il clima Pre 2020 (anno in cui l'Accordo di Parigi diverrà operativo) sia da parte dei Firmatari dell'accordo, sia da parte di tutti gli altri stakeholders.

Dalla COP di Bonn ci si aspetta il lancio di una tabella di marcia molto serrata in previsione del “Talanoa Dialogue”, sede in cui ci si confronterà in maniera «empatica e costruttiva» per fare il punto sugli impegni presi dalle Parti per raddoppiare gli sforzi a ridurre le emissioni di gas serra e per aumentare gli  obiettivi degli attuali NDC (gli impegni presi dai paesi)  a partire proprio dal 2020.

È necessario che si arrivi anche alla stesura di una serie di linee guida per l’implementazione degli impegni sottoscritti a Parigi. A partire da oggi, sarà necessario che le Parti individuino i sostanziali elementi per la composizione di un testo equilibrato e comprensibile che copra tutte le tematiche affrontate dall' accordo firmato a Parigi lo scorso dicembre.  

La COP23 sarà un importante banco di prova per gli Stati firmatari che saranno chiamati a dimostrare il loro impegno nel cercare una valida soluzione alle questioni legate al cambiamento climatico. In questa sfida gli stati potranno contare sull'appoggio degli stakeholders (comunità locali, attori economici, sindacati, università, città e governi locali) che non hanno partecipato ai negoziati di Parigi ma che saranno un soggetto sempre più importante per raggiungere l'obitttivo di temperatura fissato a 1.5°.

Scarica qui il documento con le aspettative del WWF per la COP23 di Bonn

© Andrew S. Wright / WWF-Canada

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L'Accordo di Parigi porta con se un obiettivo molto più ambizioso in materia di clima, in parte rappresentato dal cosidetto ciclo "revisione e regolazione". Si tratta di un meccanismo importante che indica ai firmatari un percorso da intraprendere per affrontare gli impegni presi a Parigi affinchè questi trovino una soluzione valida, per colmare le lacune ancora presenti. Inoltre, "il review and ratchet" si preoccupa di definire gli obiettivi nazionali e le misure per garantire il successo dell’accordo stesso. Il processo contribuisce anche a rafforzare la collaborazione tra Stati e gli attori non statali come le città, le imprese, la società civile e le amministrazioni sub nazionali. 

Questo ambizioso obiettivo climatico appartiene ad un progetto più ampio a livello globale, 

1) Periodo Pre 2020

2) Primo periodo NDC* (2021 - 2030)

3) Periodo NDC* successivo ( a partire dal 2030 in poi, in cicli di 5 anni).

Durante la COP23, servono numerosi progressi rispetto agli obiettivi da raggiungere per ognuno di questi tre periodi. 

* gli impegni presi dagli stati che hanno firmato l'Accordo di Parigi

© Global Warming Images / WWF

Le misure urgenti da parte degli stati e degli stakeholders nel periodo pre 2020

Gli scienziati sono ormai concordi nell'affermare che il tempo ultile per cercare di mantenere la temperatura globale a 1,5°C o, comunque, al di sotto dei 2°C, sta rapidamente terminando: per ottenere questo risultato l’effetto serra globale e le emissioni di gas serra dovranno cominciare a stabilizzarsi a partire dal 2020. 

Per questo motivo il WWF chiede agli Stati che prenderanno parte alla COP23 di trovare una soluzione valida per accelerare l’implementazione nazionale delle azioni climatiche, per superare gli impegni di Cancùn (pre2020), e gettare le basi per raggiungere gli obiettivi nei periodi che seguiranno.

È necessario, inoltre rafforzare il sostegno e il coordinamento in merito alle misure e alle tecnologie destinate ad affrontare le riduzioni di emissioni e resilienze ai cambiamenti climatici e lavorare con gli strumenti tecnologici e finanziari per implementare e accelerare le azioni raccomandate. Gli stakeholders vanno coinvolti maggiormente sull’azione climatica, partendo dalla Marrakech Partnership e attraverso giornate tematiche ed eventi di spicco.

 
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Talanoa Dialogue: ridurre il gap tra i risultati raggiunti e gli obiettivi da perseguire

La parola talanoa proviene dalla cultura fijiana ed è un concetto che richiama l'empatia e la comprensione. Il Talanoa Dialogue, in quest'ottica, rappresenta un’opportunità da non perdere per gli stati che, proprio in questa sede, dovranno raggiungere 3 obiettivi:

paragonare i progressi fatti in relazione agli obiettivi dell’Accordo e rivedere il deficit rimanente rispetto all’obiettivo di contenimento degli effetti del cambiamento climatico

esplorare nuove opportunità per le azioni climatiche che portino avanti lo sviluppo e gli obiettivi di biodiversità ma che probabilmente non sono ancora presenti negli attuali NDC (impegni presi dagli stati).

utilizzare i risultati del Talanoa Dialogue per trovare insieme il giusto modo per cogliere queste opportunità, ridurre il gap e accrescere gli obiettivi NDC a partire dal 2020.

La maggior parte degli stati stanno progressivamente migliorando le analisi, le politiche e le capacità istituzionali per affrontare la sfida al cambiamento climatico: è quindi evidente che gli attuali NDC necessitano di una revisione più ambiziosa. Il grande risultato del Talanoa Dialogue dovrebbe essere un chiaro segnale lanciato dagli Stati che sono disponibili a rivedere i rispettivi programmi in maniera più audace.

 

© Twitter Profile @COP23
© Global Warming Images / WWF


Il Censimento Globale: un ciclo continuo di 5 anni al servizio della strategia climatica 2030 

Il WWF auspica che nei giorni della Conferenza di Bonn gli stati possano raggiungere un'intesa in merito alla stesura di un pacchetto di linee guida per l'implementazione dell'Accordo di Parigi.

Un elemento fondamentale di queste linee guida sarà il progetto del Censimento Globale, un strumento utile per valutare l'adeguatezza delle azioni pianificate e che sia gli stati che gli stakeholders potranno utilizzare anche come guida per allineare le azioni e gli impegni nazionali agli obiettivi di Parigi.

 

Gettare le basi per una strategia climatica vincente 

 

Quali sono le questioni che andrebbero affrontate durante la COP23 per tener fede alle promesse fatte a Parigi? 

   

 

Adattamento

 

A Bonn il WWF sosterrà il bisogno prioritario di fornire indicazioni sulle modalità e sulle strategie di adattamento a tutti quei paesi che guardano al futuro e che necessitano di un valido supporto per completare questo processo. 

 

Perdite e danni

Riteniamo fondamentale l'adozione di un ambizioso piano di lavoro quinquennale da parte del Warsaw International Mechanism su danni e perdite (WIM); un'altra priorità legata a questo tema è rappresentata dall'implementazione di un piano d’azione da parte della WIM e della Standing Committee on Finance, per stabilire un meccanismo in grado di generare finanziamenti per perdite e danni, al di là della semplice assicurazione.

Finanziamento

L'associazione del Panda promuove l'idea secondo la quale i paesi economicamente sviluppati dovranno dimostrare il loro impegno per aumentare il finanziamento climatico, che dovrà essere di almeno di 100 miliardi di dollari annui fino al 2020, trovando inoltre un accordo in merito alla trasparenza.

Strategie a lungo termine

Crediamo che gli Stati debbano sviluppare ed implementare strategie economiche a lungo termine fino al 2050, (che saranno incorporate all’interno delle linee guida per l’implementazione dell'Accordo) e che i rispettivi NDC debbano essere coerenti con queste strategie e fare in modo che il Paese in questione possa raggiungere obiettivi a lungo termine, in modo da poter inviare forti segnali agli stakeholders esterni.

Mercato del Co2

Invitiamo gli Stati firmatari ad andare oltre l’ordinaria amministrazione e ottenere in questo modo netti vantaggi per l’atmosfera. Prerequisito di ciò dovrà sicuramente essere un robusto sistema contabile per i trasferimenti internazionali di impianti di emissione.

Oceani

Vista la situazione attuale, il WWF vede come prioritario il riconoscimento formale all'interno del testo decisionale di COP23, dell’importanza degli oceani e del cambiamento climatico, un valido supporto all'Oceans Pathway Strategy, e spianare la strada all’adozione di un programma di lavoro che affronti questioni relative agli oceani.

Trasparenza dell’azione e del supporto

Come ultima ma importante richiesta chiediamo di adottare un solido regime di trasparenza in grado di assicurare fiducia e sicurezza che sia in grado di monitorare i progressi in merito agli obiettivi promossi dall’Accordo di Parigi: modalità chiare, procedure e linee guida dovranno essere attuate in tempo utile, sulla base delle esperienza e attraverso strumenti di  misurazione, resoconti e verifiche.