All’interno del complesso ecosistema urbano, gli apiari rappresentano snodi fondamentali per i corridoi degli impollinatori, garantendo la produzione di un alimento ricco come il miele e fornendo un efficace indicatore dello stato di salute dell’ambiente circostante.
Essi sono però strutture fragili e precarie, edificate prevalentemente in legno e, di conseguenza, estremamente vulnerabili agli incendi, la cui natura, come segnalano le cronache romane, può rivelarsi anche dolosa. Proprio a tutela delle api e del lavoro degli apicoltori, le istituzioni nazionali non rendono pubblica l’ubicazione esatta degli apiari, fornendo le statistiche aggregate a scala comunale tramite l’Anagrafe Apistica nazionale.
Come sovente avviene per i dataset territoriali, non mancano però le alternative per la mappatura degli oggetti non censiti dai portali cartografici ufficiali: sia l’utilizzo di fonti informali di geodati, come i progetti di crowd mapping iNaturalist (www.inaturalist.org) e OpenStreetMap (www.openstreetmap.org), sia l’elaborazione di immagini aero-satellitari dove rilevare, in automatico o attraverso la fotointerpretazione manuale, gli apiari situati all’aria aperta e dunque esposti alle tecnologie di remote sensing.
È questo il quadro in cui si colloca il presente laboratorio GIS, proposto dall’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, www.aiig.it) per l’edizione WWF Urban Nature del 2026, mira a illustrare fonti, metodi e strumenti geotecnologici per il rilievo degli apiari della Capitale, evidenziando la presenza di una biodiversità troppo minuta per le scale di dettaglio delle banche dati cartografiche istituzionali.
L’evento si svolgerà online venerdì 2 ottobre 2026, dalle 10:00 alle 13:00. Per ricevere il link alla videoconferenza si richiede la compilazione del seguente Google Form all’indirizzo https://forms.gle/s8TM6Z4F59BVL9Z19 entro il prossimo 30 settembre. Roma RM Lazio Italia