No alla caccia selvaggia in Lombardia | WWF Italy

No alla caccia selvaggia in Lombardia

Notizie pubblicate su 01 October 2018
Guardie WWF controllano un cacciatore nelle campagnme lombarde
© A.Delle Monache/WWF Italia

LAC, LAV, WWF, CABS, LIPU, ENPA e LEGAMBIENTE:


“Proposte totalmente illegittime, che calpestano diritto e costituzione e
comportano responsabilità penali ed erariali dei consiglieri regionali. 
Il Presidente Attilio Fontana le fermi”


Martedì 2 ottobre i Consiglieri della Regione Lombardia voteranno due proposte di legge che, se approvate, consentiranno ancora una volta la cattura di uccelli selvatici per usarli come richiami vivi nella caccia da appostamento e l’uccisione di piccoli uccelli migratori non cacciabili. Ciò avviene a poche ore dalla tragedia di Imperia che ha visto l’uccisione di un escursionista di 19 anni per mano di un cacciatore e che richiederebbe ben altre riflessioni ed azioni.
Il tutto violando fragorosamente la norma europea (Direttiva Uccelli), la legge nazionale per la tutela della fauna e la Costituzione italiana, con integrazione di danno ambientale ed erariale nonché di uccisioni di animali non necessitate.   
Un illecito regalo patrimoniale ai cacciatori lombardi che potrebbero vedersi così consentite pratiche illegittime che nel resto del nostro Paese ed in tutta Europa sono punite penalmente.  FIRMA la petizione su change.org >>
“I consiglieri della Regione Lombardia hanno scelto ancora una volta e dopo una decina di sentenze della Corte Costituzionale contrarie la strada delle leggi provvedimento regionali nella piena consapevolezza di violare l’impianto normativo nazionale, al fine ultimo di rendere impossibile il nostro ricorso alla Giustizia amministrativa – dichiarano le associazioni LAC, LAV, WWF, CABS, LIPU, ENPA e LEGAMBIENTE – che avrebbe immediatamente sospeso provvedimenti così scellerati da essere già stati censurati, oltre che da Ispra, anche dallo stesso ufficio legislativo regionale”.

La Lombardia non è nuova a provvedimenti del genere, approvati al solo scopo di favorire ingiustamente la lobby venatoria, violando le norme che impongono particolari misure di protezione nei confronti degli uccelli migratori. Numerosissime le sentenze della Corte Costituzionale che hanno cassato tali leggi negli anni, e addirittura negli anni scorsi la Corte di Giustizia Europea è intervenuta con una ordinanza di ingiunzione di sospensione delle leggi lombarde minacciando sanzioni milionarie nei confronti del nostro Paese per ottenere il divieto della cattura degli uccelli da richiamo con le reti e l’uccisione dei migratori protetti in tutta Europa. 
Guardie WWF controllano un cacciatore nelle campagnme lombarde
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