Mediterraneo - GenerAzioneMare | WWF Italy

Perché difendere il capitale blu

Il futuro dell’umanità dipende dalla salute degli oceani che ricoprono due terzi del nostro Pianeta. Nel loro insieme, se fossero un paese, questo avrebbe la settima economia più grande del mondo, per un valore complessivo di 24.000 miliardi di dollari. Con GenerAzioneMare vogliamo tutelare il Capitale Blu del Mediterraneo, un mare di straordinaria bellezza con oltre  17.000 specie e con un’economia, che può generare un valore annuo di 450 miliardi di dollari.
Con GenerAzioneMare uniamo volontari, ricercatori, pescatori, imprese per difendere specie e habitat marini anche attraverso lo sviluppo di Aree marine Protette, essere a fianco della piccola pesca,  promuovere un consumo sostenibile di pesce e combattere  l’inquinamento, in particolare la plastica. 

Le Minacce

Pesca eccessiva e illegale, inquinamento, traffico marittimo in continuo aumento, cementificazione delle coste, invasione di specie aliene e acidificazione delle acque derivata dai cambiamenti climatici globali: sono tutti fenomeni che minacciano la biodiversità e il delicato equilibrio su cui si regge l’ecosistema del Mare Nostrum. 
Il capitale Blu può essere difeso solo con una tutela efficace e uno sviluppo economico  sostenibile.

 

I nostri progetti nel Mediterraneo

AREE MARINE PROTETTE

Le Aree Marine Protette (AMP) sono essenziali per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità degli oceani e per la protezione di habitat critici, specie e funzioni ecologiche. 

Nel Mediterraneo ci sono 1.140 AMP designate che coprono il 6,5% del Mar Mediterraneo. Di queste solo 76 sono completamente protette e coprono lo 0,04% del Mediterraneo, con una dimensione media molto piccola. Il Santuario Pelagos è una di queste nelle quali lavoriamo attivamente in quanto casa per il 18% delle specie marine di tutto il mondo e, in particolare, luogo di vitale importanza per i cetacei che abitano nel nostro mare. 

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PESCA SOSTENIBILE

Una delle grandi minacce per il nostro Mar Mediterraneo è lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, che minaccia la sopravvivenza delle specie e dei loro habitat. 

Per garantire garantire una pesca sostenibile che rispetti le risorse ittiche, l'ambiente e le persone lavoriamo sul campo con azioni di tutela rivolte al miglioramento della gestione delle risorse ittiche. Per farlo siamo impegnati con progetti sul campo, attività di advocacy in sedi istituzionali nazionali e internazionali, attività di promozione della sostenibilità lungo le filiere della pesca e campagne di sensibilizzazione dei consumatori.

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PLASTICA IN MARE

Dalla Fossa delle Marianne, all’Everest, ai ghiacciai dei poli, frammenti più o meno grandi di plastica sono  praticamente ovunque, nell’acqua, nei terreni, nelle falde acquifere, nell’aria e anche negli organismi viventi dal plancton ai grandi mammiferi marini. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani: il carico di un camion di spazzatura al minuto, causando danni gravissimi a oltre 700 diverse specie marine. 

Il Mar Mediterraneo ogni anno 570mila tonnellate di plastica finiscono anche nelle sue acque, in pratica è come se 33.800 bottigliette venissero gettate in mare ogni minuto. 

 

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WWF SUB

Un supporto concreto alla difesa della biodiversità marina è quello della nuova Community WWF SUB :  dalla segnalazione di specie a rischio o aliene alla pulizia dei fondali, dalle attività di sensibilizzazione alla denuncia di azioni illegali contro la biodiversità marina  Sono coinvolti apneisti, subacquei divers e diving impegnati in progetti di citizen science e tutela sparsi in tutta Italia.  

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IL FRATINO

Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo uccello trampoliere che vive anche sulle spiagge italiane. La sua presenza ci ricorda che la spiaggia non è solo un luogo di vacanza, ma anche un ecosistema complesso: emblema dello stato di conservazione dei litorali, lo si può scorgere mentre corre velocemente tra le dune e la battigia.
 

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I CETACEI

Balene e delfini, gli abitanti simbolo dei grandi oceani. Queste meravigliose creature sono capaci di solcare i mari del mondo percorrendo migliaia di  chilometri lungo rotte che da nord a sud attraversano l’intero pianeta. 

Ma anche nel “piccolo” Mar Mediterraneo vivono alcune delle principali specie di cetacei: 21 specie, tra delfini, balene, capodogli, di cui 8 sono considerate specie regolari.
Inoltre, il Santuario Pelagos, nel triangolo nord-occidentale del Mediterraneo, è considerato un paradiso per queste specie grazie alla ricchezza di cibo per queste specie. Difendere balene e delfini dalle pressioni delle attività umane e condurre ricerche su minacce e comportamenti degli animali sono priorità del WWF.

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LE TARTARUGHE MARINE

Le tartarughe marine sono affascinanti rettili che abitano il pianeta da oltre 100 milioni di anni , hanno nuotato e viaggiato nei mari di tutto il mondo. Negli ultimi 150 anni le attività dell’uomo le hanno però messe in pericolo. Il Mediterraneo ospita 3 delle 7 specie di tartarughe marine presenti nel mondo: la tartaruga liuto, la tartaruga verde e la tartaruga caretta, quest’ultima la più comune.

Le femmine depongono le uova lungo le coste del bacino mediterraneo, in particolare nella parte orientale : Grecia, Turchia, Cipro, Libia. In Italia i nidi censiti annualmente sono  solo alcune decine, anche se in costante crescita negli ultimi anni, ma i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per questa specie come area di foraggiamento. 

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GLI SQUALI

Gli squali sono gli animali per eccellenza al vertice della catena alimentare per cui non ha predatori se si esclude l’uomo. In tutto il mondo le specie di squalo sono più di 465, tuttavia ogni anno sono più di 100 milioni gli squali che muoiono a causa dell’uomo. 

Nel mar Mediterraneo esistono 86 specie diverse : 47 specie di squali ,d alla verdesca al grande squalo bianco, 38 specie di razze e 1 chimera. Nel nostro bacino vive circa il 7% dei pesci cartilaginei del mondo. Proprio il Mediterraneo però, rappresenta uno dei posti più pericolosi del pianeta per gli squali, dal momento che almeno la metà delle specie che vi vivono rischia l'estinzione. 

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©: WWF Policoro

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