Perché difendere il capitale blu

Il futuro dell’umanità dipende dalla salute degli oceani che ricoprono due terzi del nostro Pianeta. Nel loro insieme, se fossero un paese, questo avrebbe la settima economia più grande del mondo, per un valore complessivo di 24.000 miliardi di dollari. 

Con GenerAzioneMare vogliamo tutelare il Capitale Blu del Mediterraneo, un mare di straordinaria bellezza con oltre  17.000 specie e con un’economia, che può generare un valore annuo di 450 miliardi di dollariIl Mare Nostrum costituisce meno dell'1% degli oceani del mondo e ospita il 10% di tutte le specie marine conosciute. Oltre 150 milioni di persone vivono lungo la sua costa e beneficiano dei servizi ecosistemici che fornisce.

Dalla pesca eccessiva allo sviluppo economico insostenibile e alle micro plastiche, il Mar Mediterraneo è sottoposto a una pressione senza precedenti con pesanti impatti sugli ecosistemi marini, la biodiversità insieme a importanti settori economici come la pesca e il turismo. 

Lo scopo della nostra campagna è anche quello di unire volontari, ricercatori, pescatori, imprese per difendere specie e habitat marini anche attraverso lo sviluppo di Aree marine Protette, essere a fianco della piccola pesca,  promuovere un consumo sostenibile di pesce e combattere  l’inquinamento, in particolare la plastica. 

Dobbiamo urgentemente ripristinare l'equilibrio del Mediterraneo, in modo che le persone e la natura  possano continuare a prosperare, insieme.

 

Scopri il manifesto di GenerAzione Mare

 

Le minacce

Sovrapesca

Gli stock ittici del Mediterraneo sono in grave crisi. Più del 75% degli stock ittici monitorati è sovrasfruttato, e le popolazioni di pesci sono crollate di oltre un terzo negli ultimi 50 anni, a causa della pesca eccessiva, della pesca illegale e delle catture accidentali. Se l’attività di pesca non diventerà più sostenibile, alcuni stock potrebbero collassare, con conseguenze disastrose per gli ecosistemi, le comunità costiere e l’economia.

Specie a rischio

Il Mar Mediterraneo ospita un'incredibile diversità di fauna marina, con una stima di 17.000 specie di cui il 28% non si trova in nessun'altra parte del Pianeta. Ma le pressioni  stanno mettendo a dura prova tutta la fauna marina. Le popolazioni di mammiferi sono diminuite del 41% negli ultimi 50 anni. Più della metà delle specie di squali e razze che si trovano nel Mediterraneo è classificata a rischio di estinzione. Dalle balene colpite dalle navi, alle tartarughe che ingeriscono plastica e hanno difficoltà a nidificare in spiagge sempre più disturbate dai turisti, agli squali minacciati dalla pesca eccessiva, la fauna selvatica nel Mediterraneo deve affrontare molte minacce.

Corsa all'oro blu

Il mare è sempre stato al centro delle economie della regione mediterranea. Il turismo, la pesca e altre industrie che dipendono dal Mar Mediterraneo generano almeno 450 miliardi di dollari l'anno, sostengono milioni di posti di lavoro e sono  in rapida crescita. È stata chiamata la "corsa all'oro blu": il turismo, lo sviluppo costiero, il trasporto marittimo, l'acquacoltura, la produzione di petrolio e gas, l'estrazione mineraria,  l'energia eolica offshore, sono tutti destinati ad aumentare notevolmente nel Mar Mediterraneo nei prossimi anni. Tuttavia sia le risorse marine sia lo spazio marittimo sono una risorsa limitata

Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è tra le più grandi minacce che noi umani affrontiamo come specie e nel Mediterraneo le temperature stanno aumentando il 20% più velocemente della media globale. Ciò sta già determinando conseguenze gravi e reali in tutto il bacino. Le conseguenze che sono destinate ad aumentare nei prossimi decenni, causando un innalzamento del livello del mare di oltre un metro entro il 2100, con un impatto su un terzo della popolazione della regione. Il cambiamento climatico, inoltre, amplifica gli effetti di tutte le altre minacce che gravano sugli  ecosistemi marini. 

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Plastica

Fino a mezzo milione di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nel Mar Mediterraneo ogni anno, dove possono rimanere per decenni o addirittura secoli: si stima che questo tipo di inquinamento sia destinato a crescere, in quanto  la produzione di rifiuti di plastica nella regione potrebbe quadruplicare entro il 2050. Meno visibili, ma ancora più insidiose, sono le minuscole particelle note come microplastiche, che raggiungono concentrazioni record nei fondali del Mediterraneo di 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato. Il 90% dei danni provocati dai rifiuti alle specie marine è dovuto alla plastica. Pochi animali sfuggono, infatti, agli impatti dell'inquinamento da plastica

Le sfide




 

Pesca sostenibile


Un’attività sostenibile è tale se:

  • non minaccia le specie a rischio di estinzione e protette e non riduce la capacità naturale degli stock ittici di rigenerarsi

  • non inquina e non distrugge gli habitat marini e costieri 

  • non contribuisce in modo significativo al rilascio di gas serra

  • considera adeguatamente gli interessi delle comunità associate

  • non opera alcuna trasgressione dei diritti umani fondamentali né dei diritti dei lavoratori 

  • non mina la sicurezza alimentare, è legale e tracciabile ed è gestita secondo l’approccio precauzionale che ne garantisce la sostenibilità


Lavoriamo con pescatori affinché adottino pratiche più sostenibili, con le aziende affinché si impegnino nella trasformazione della loro filiera produttiva e di approvvigionamento, con le autorità nazionali e internazionali affinché garantiscano una gestione adeguata della pesca.
 

  • Obiettivo 1: garantire che il 100% degli stock ittici del Mediterraneo disponga di piani di gestione a lungo termine efficaci che ne consentano la ripresa e riducano gli impatti su altre specie ed ecosistemi. 

  • Obiettivo 2: garantire che la gestione della pesca includa i pescatori locali. 

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Consumo sostenibile  


Oggi in Europa e in Italia il consumo di pesce è raddoppiato rispetto a 50 anni fa, spesso a discapito dei nostri mari e delle comunità più vulnerabili. L’Unione Europea, infatti, costituisce il principale importatore al mondo di prodotti ittici, oltre la metà dei quali viene importata da Paesi asiatici, africani e da altri in via di sviluppo, dove molte comunità locali basano il proprio sostentamento sull’attività di pesca. Lavoriamo per sensibilizzare i consumatori verso un consumo responsabile di pesce, incoraggiare le aziende verso un approvvigionamento sostenibile e aiutare i pescatori artigianali del Mediterraneo a operare una pesca più sostenibile, valorizzando i prodotti locali meno conosciuti.
 

  • Obiettivo 1: sensibilizzare i consumatori italiani ed europei verso un consumo responsabile di pesce. 

  • Obiettivo 2: coinvolgere l’industria ittica nella trasformazione del settore della pesca verso la sostenibilità.

  • Obiettivo 3: sostenere i pescatori artigianali del mediterraneo a pescare meno e vendere meglio.

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Protect Wildlife


Il Mar Mediterraneo ospita una straordinaria fauna selvatica. Popolazioni sane di specie selvatiche sono al centro di ecosistemi sani e resilienti. Lavoriamo con un'ampia gamma di partner per ridurre le minacce alla vita marina, diffondendo idee che hanno dimostrato di funzionare e sviluppando soluzioni innovative, concentrandoci in particolare su tre gruppi di specie minacciate: mammiferi marini, squali e razze, tartarughe marine. 
 

  • Obiettivo 1: ridurre del 50% le catture accidentali di mammiferi marini, squali elasmobranchi e tartarughe per proteggere la megafauna vulnerabile del mediterraneo.

  • Obiettivo 2: identificare e proteggere le aree chiave per le popolazioni di mammiferi marini, squali e razze, tartarughe marine. 

  • Obiettivo 3: coinvolgere la società civile e i pescatori nella salvaguardia di questi animali 

I nostri progetti

IL FRATINO

Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo uccello trampoliere che vive anche sulle spiagge italiane. La sua presenza ci ricorda che la spiaggia non è solo un luogo di vacanza, ma anche un ecosistema complesso: emblema dello stato di conservazione dei litorali, lo si può scorgere mentre corre velocemente tra le dune e la battigia.
 

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I CETACEI

Balene e delfini, gli abitanti simbolo dei grandi oceani. Queste meravigliose creature sono capaci di solcare i mari del mondo percorrendo migliaia di  chilometri lungo rotte che da nord a sud attraversano l’intero pianeta. 

Ma anche nel “piccolo” Mar Mediterraneo vivono alcune delle principali specie di cetacei: 21 specie, tra delfini, balene, capodogli, di cui 8 sono considerate specie regolari.
Inoltre, il Santuario Pelagos, nel triangolo nord-occidentale del Mediterraneo, è considerato un paradiso per queste specie grazie alla ricchezza di cibo per queste specie. Difendere balene e delfini dalle pressioni delle attività umane e condurre ricerche su minacce e comportamenti degli animali sono priorità del WWF.

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LE TARTARUGHE MARINE

Le tartarughe marine sono affascinanti rettili che abitano il pianeta da oltre 100 milioni di anni , hanno nuotato e viaggiato nei mari di tutto il mondo. Negli ultimi 150 anni le attività dell’uomo le hanno però messe in pericolo. Il Mediterraneo ospita 3 delle 7 specie di tartarughe marine presenti nel mondo: la tartaruga liuto, la tartaruga verde e la tartaruga caretta, quest’ultima la più comune.

Le femmine depongono le uova lungo le coste del bacino mediterraneo, in particolare nella parte orientale : Grecia, Turchia, Cipro, Libia. In Italia i nidi censiti annualmente sono  solo alcune decine, anche se in costante crescita negli ultimi anni, ma i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per questa specie come area di foraggiamento. 

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GLI SQUALI

Gli squali sono gli animali per eccellenza al vertice della catena alimentare per cui non ha predatori se si esclude l’uomo. In tutto il mondo le specie di squalo sono più di 465, tuttavia ogni anno sono più di 100 milioni gli squali che muoiono a causa dell’uomo. 

Nel mar Mediterraneo esistono 86 specie diverse : 47 specie di squali ,d alla verdesca al grande squalo bianco, 38 specie di razze e 1 chimera. Nel nostro bacino vive circa il 7% dei pesci cartilaginei del mondo. Proprio il Mediterraneo però, rappresenta uno dei posti più pericolosi del pianeta per gli squali, dal momento che almeno la metà delle specie che vi vivono rischia l'estinzione. 

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30% del Mediterraneo efficacemente protetto


Le Aree Marine Protette (AMP) sono essenziali per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità degli oceani e per la protezione di habitat critici, specie e funzioni ecologiche. Oggi meno del 2% del Mediterraneo e delle acque territoriali italiane è protetto in modo efficace. La nuova Strategia UE sulla Biodiversità prevede che, entro il 2030, il 30% dei mari europei sia protetto in modo efficace e il 10% di questi sia protetto in modo rigoroso. 
 

  • Obiettivo 1: incrementare l’efficacia di gestione delle amp e dei siti natura 2000 esistenti. 

  • Obiettivo 2: assicurare che almeno il 30% delle aree costiere e marine sia protetto nel mediterraneo e in italia

 



I nostri progetti:


Verso il 2020 Fact check su Mediterraneo >>

WWF 2018 Check up Aree Marine Protette >>

WWF Med 30x30 Report completo 2021 >>

WWF Mediterraneo 30x30 Riepilogo >>


Economia blu sostenibile 


Un mare sano, con biodiversità e stock ittici abbondanti, può creare nuove opportunità di lavoro, a partire dai settori della pesca e del turismo, può aiutare a ridurre l'impatto del cambiamento climatico, può assicurare una casa e cibo alle numerose comunità che si affacciano sul mare e fornire benessere alle tante persone che visitano le sue coste e isole. Il collasso degli ecosistemi marini del Mediterraneo può avere un effetto a cascata su tutti i sistemi socio-economici. Il Piano per la Ripresa Blu del Mediterraneo si compone di 2 priorità: protezione efficace del mare e  gestione sostenibile di tutte le principali attività economiche marine
 

  • Obiettivo 1:  gestire il 100% del mediterraneo attraverso una pianificazione spaziale basata sugli ecosistemi nell’ambito della quale sviluppare un’economia blu sostenibile. 



I nostri progetti:


Report WWF 2015 Medtrends >>

Mediterraneo, un mare di ricchezza >>

Report Reviving Mediterranean Sea Economy >>

The Blue Recovery Of The Mediterranean >>

Plastica 


Abbiamo mostrato come l'incapacità globale dei Paesi del Mediterraneo di gestire i propri rifiuti di plastica stia contribuendo in modo significativo a livelli record di inquinamento da plastica e costi all'economia regionale centinaia di milioni di euro ogni anno. Lavoriamo per realizzare un'economia circolare per la plastica basata sulla riduzione dei consumi, sul riutilizzo, sulla ricerca di prodotti alternativi a minor impatto, sul miglioramento della gestione dei rifiuti, sull’incremento del riciclo e sull’ampliamento del mercato delle materie seconde. 
 

  • Obiettivo 1: ottenere un trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo per contrastare l'inquinamento marino da plastica. 

  • Obiettivo 2: consentire ai pescatori di trasportare a terra i rifiuti pescati accidentalmente per un loro corretto conferimento. 

  • Obiettivo 3: sensibilizzare e coinvolgere la società civile nella lotta contro la plastica. 

 

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©: WWF Italia

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