Collegato ambientale | WWF Italy

Collegato ambientale

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22 December 2015
La norma guastafeste segnalata dal WWF (art. 57 del Collegato) prevede, in contrasto con il dettato della Direttiva “Habitat” e con la disciplina italiana contenuta nel DPR 357/1997, che vadano in Valutazione di Incidenza solo i Piani e non i Progetti che rischiano di compromettere o devastare i siti della Rete Natura 2000 e delega ai Comuni sopra  i 20 mila abitanti, che non hanno alcuna competenza tecnica interna in materia, lo svolgimento della procedura per gli interventi edilizi considerati “minori”. Si mettono così a rischio 2.314 Siti di Importanza Comunitaria che consentono in Italia di tutelare 131 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna (delle quali 21 mammiferi, 11 rettili, 16 anfibi, 25 pesci, 38 invertebrati) ai sensi della Direttiva Habitat; circa 387 specie di avifauna ai sensi della Direttiva “Uccelli” (dati del Ministero dell’Ambiente).

Il WWF accoglie con favore, invece, per la loro portata innovativa, le disposizioni che riconoscono finalmente il valore del capitale naturale contenute all’art. 67 del Collegato, con le quali si istituisce presso il Ministero dell’Ambiente il “Comitato per il capitale naturale” composto da 6 Ministeri tra cui quello dell’Economia e delle Finanze, istituti statistici (ISTAT) e di ricerca (ISPRA) ed esperti provenienti dalle Università per valutare in termini fisici e monetari quale sia l’effetto delle politiche pubbliche sul capitale naturale. Il Comitato redigerà ogni anno (entro la fine di febbraio) un rapporto annuale che diventi strumento di valutazione nell’ambito della programmazione economica nazionale, e per promuovere la contabilità ambientale anche negli enti locali. All’art. 68 si istituisce presso il Ministero dell’Ambiente il “Catasto dei sussidi ambientalmente dannosi e ambientalmente favorevoli”, allo scopo di raccogliere, tra gli altri, i dati di ISTAT, di Banca d’Italia e ISPRA sugli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati e le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente in coerenza con la Strategia Europa 2020. All’art. 70 (altra norma positiva) si dà la delega al governo per l’introduzione di un sistema di “pagamento dei Servizi Ecosistemici e Ambientali”- (PSEA) che serva a dare un valore di mercato ai PSEA, individuando i servizi (come la fissazione  del carbonio nelle foreste, la regimazione delle acque, la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio, l’utilizzo di beni demaniali per produzioni energetiche ecc.) che siano remunerativi e le relative modalità di pagamento, prevedendo che i beneficiari finali degli introiti così ottenuti siano i Comuni, le Aree protette, le fondazioni di bacino montano integrato e le organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni
Il WWF considera significativo, inoltre, che si stanzino, all’art. 6 del Collegato, 800 mila euro aggiuntivi nel 2015 e 1 milione nel 2016 per le Aree Marine Protette già istituite e si individuino nuove aree nel Canale di Sicilia (Banchi Graham, Terribile, Pantelleria e Avventura). E’ positivo che all’art. 5 del Collegato si torni a parlare di programmi nazionali sulla mobilità casa-scuola, casa-lavoro (con l’attesa previsione dei “buoni mobilità”), 26 anni dopo i decreti Ronchi del 1989. Apprezzano che con gli artt. 16, 18 e 19, in particolare,  si dettino finalmente disposizioni sugli appalti verdi che indichino nuove frontiere alle pubbliche amministrazioni. Valuta positivamente anche il pacchetto di misure tese a ridurre i rifiuti, favorire la filiera dei prodotti derivanti dai materiali post consumo nonché il compostaggio e incentivare la raccolta differenziata, contenute tra l’altro negli artt. 23, 30, 32, 37 e 45 del Collegato. Considera, infine,  un buon segnale, dato lo stato di emergenza idrogeologica ordinaria in cui vive il paese, che: vengano istituite le Autorità di bacino distrettuale (art. 51), dando finalmente piena attuazione alla Direttiva 2001/60/CE  “Acque”; venga finanziato ex novo un capitolo di Bilancio del Ministero dell’Ambiente che, anche se esiguo (solo 10 milioni di euro), servirà a realizzare interventi di rimozione e demolizione degli immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico (art. 52); e che siano favoriti strumenti volontari quali i “contratti di fiume” (art. 59) per la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali.

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