Emergenza ambientale nella laguna di Orbetello

Notizie pubblicate su
05 August 2015
Il WWF accoglie con favore il sostegno per affrontare l’emergenza portato avanti da governo centrale e regionale in concerto con gli Enti locali, ma ricorda come questa debba rientrare nella casistica di una normalità di gestione coerente con le caratteristiche e la natura dell’area. Infatti il valore della laguna Orbetello è prima di tutto ambientale, tanto che sull’area insistono una Zona Ramsar, una riserva naturale statale, un parco regionale, un Sito di importanza Comunitaria e una Zona di Protezione Speciale . E’ quindi un luogo ad alto interesse naturalistico, riconosciuto a livello internazionale, comunitario, nazionale e regionale. Tali condizioni sono tra l’altro le migliori per accogliere le attività economiche compatibili. A cominciare dalla pesca e dal turismo.
 
Proprio un ambiente gestito nella sua complessità può raggiungere quegli equilibri che possono rispondere meglio alle sollecitazioni esterne, ai periodi di stress, agli eventi improvvisi. Allo stesso tempo, una gestione sostenibile della laguna può qualificare le attività economiche. Una pesca compatibile e di qualità, un turismo che oltre alla stagione estiva può allungarsi nei periodi dove maggiore è l’attrazione naturalistica (migrazioni di uccelli, per esempio). Quanto è accaduto in questi giorni è stato un brutto colpo per l’economia locale ed il WWF esprime la propria vicinanza a tutte quelle categorie, per primi i pescatori, che hanno subito ancora una volta i danni peggiori causati dall’emergenza ambientale che è ancora in corso nella laguna di Orbetello, emergenza che ha portato alla ingente moria di pesci dovuta a anossia.
 
Il motivo della crisi del bacino di Levante è legato alla natura stessa dell’area,  uno stagno costiero con bassa profondità e ridotto scambio d’acqua che tende alla eutrofizzazione e all’accumulo di detrito organico nei sedimenti. Tali caratteristiche portano il bacino a riscaldarsi sensibilmente quando le temperature si alzano, mentre il detrito organico subisce l’azione intensa di batteri anaerobi. La crisi che ha interessato la laguna di Levante si è manifestata durante un’ondata di caldo anomala, che ha raggiunto temperature record sia nelle acque della laguna con punte di 34°C, che in mare con 30°c. Un analogo episodio si è verificato in contemporanea, negli stessi giorni del grande caldo, nelle acque del lago di Varano, all’interno del Parco nazionale del Gargano.
 
Finito il commissariamento, finiti i finanziamenti milionari, la gestione è passata nel 2013 alla Regione Toscana e poi al Comune di Orbetello, che hanno deciso di fare delle scelte diverse dal passato, scelte volte al futuro, al risparmio dei cittadini e basate sulla scienza vera. Così ha fatto la Regione Toscana  nello scegliere il metodo proposto dal dottor Mauro Lenzi.
 
Il metodo di gestione ambientale che è stato adottato nel giugno 2014 dalla Regione Toscana, fin da subito appoggiato anche dal WWF, è basato sulla risospensione dei sedimenti superficiali ricchi di detrito organico, al fine di accelerare i processi di mineralizzazione per via ossigenica, metodo applicato per un anno nel bacino di Ponente dando un’ottima dimostrazione di efficacia, poiché la crisi ambientale ad Orbetello è avvenuta proprio dove il metodo non era ancora stato applicato.
 
Il metodo della risospensione a lungo sperimentato è oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche, e per il WWF rappresenta la vera ed unica soluzione per mantenere la laguna in grado di resistere al meglio anche ai problemi in parte irrisolti, come gli scarichi degli impianti di piscicoltura, oggetto da alcuni mesi di  puntuali richieste di chiarimento da parte della UE, che si domanda come è possibile che siano tollerati in un ambiente così delicato e di pregio.
 
Il WWF auspica che tale risoluzione prosegua, poiché non solo si è dimostrata efficace ma anche economica. Va evitato che ora arrivino proposte intese a spendere soldi in studi e esperienze inutili e dispendiose, come spesso accade in questo paese, quando si verificano le calamità.