Sniffer dog WWF contro i crimini di natura | WWF Italy

Sniffer dog WWF contro i crimini di natura

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17 December 2015
Ambasciatore dell’iniziativa la star del tennis Andy Murray, e in Italia Gabriella Pession, Fabrizio Roversi, Sveva Sagramola, Riccardo Bocca.  Per la sua Campagna di Natale #diamovoce per potenziare la lotta ai bracconieri e trafficanti di specie protette il WWF lancia l’adozione degli sniffer dog,  cani da fiuto usati nei parchi nazionali ma anche negli aeroporti, nei porti di spedizione, nei centri di trasporto dove possono transitare i trafficanti con i loro bottini illegali. Il commercio illegale di specie selvatiche è un’industria globale in rapida crescita gestita da reti criminali altamente organizzate con un valore stimato di circa 23 miliardi di dollari l’anno. Insieme al personale esperto, questi animali specificamente addestrati riescono a scansionare rapidamente merci, bagagli, imballaggi, veicoli. I cani anti bracconaggio sono addestrati per riconoscere prodotti specifici come la pelle e le ossa di tigre o corni di rinoceronte, ma sono anche efficaci per individuare altri prodotti, come l’avorio, la bile d’orso. Inoltre la loro presenza è un forte deterrente per i trafficanti e aiuta sensibilizzare il pubblico sul commercio illegale di specie selvatiche.
A fianco di questa nuova forma di lotta all’illegalità è sceso in campo anche un testimonial d’eccezione, l’ambasciatore del WWF Andy Murray, secondo tennista al mondo e fresco vincitore della Coppa Davis con la sua Gran Bretagna. Ed ha proprio lo stesso nome del grande campione scozzese uno dei cani anticrimine al Chitwan National Park, in Nepal: la sua storia è simbolica rispetto a quella di tutti i suoi ‘colleghi’ sniffer dog nel mondo. Murray è un pastore belga battezzato così e addestrato sin da cucciolo e con il suo lavoro sta contribuendo a fermare i bracconieri di tigre. Oggi questo cane è un coraggioso protettore del suo nuovo migliore amico, la maestosa tigre poiché negli anni ha imparato a monitorare i bracconieri, a seguire l’odore dei loro fucili, e a fiutare le trappole.
In Italia sul profilo Twitter di @WWFitalia altri testimonial sono scesi in campo a sostegno della campagna #diamovoce: Gabriella Pession, Fabrizio Roversi, Riccardo Bocca, caporedattore de L’Espresso e critico televisivo, tutti hanno postato sui propri profili un ritratto con l’invito a sostenere l’iniziativa. Il regalo solidale proposto dal WWF è infatti l’adozione simbolica di un cucciolo di tigre, elefante, orango, lupo, oppure un cane ‘antibracconaggio . Si riceverà un certificato di adozione
 “Anche se abbiamo festeggiato, negli ultimi 4 anni, ben tre anni a bracconaggio Zero in Nepal, la minaccia delle uccisioni illegali è sempre presente” spiega Christy Williams, del Programma WWF Asian Elephant e Rhino, “e i cani sono uno strumento davvero efficace per catturare i bracconieri”. Con appena 3.200 esemplari rimasti in natura, il futuro di questi grandi felini e di migliaia di altre specie, grandi e piccole, dipende dalla nostra capacità di limitarne il commercio illegale. E il naso di Murray e dei suoi compagni è una delle armi più sofisticate nella lotta contro il bracconaggio, come conferma l’ultimo caso avvenuto all’aeroporto di Hong Kong, dove Maggie ha smascherato i trafficanti intenti a trasportare oltre 16 Kg. di cavallucci marini essiccati”.
L’aiuto fornito dagli sniffer dog è dovuto al fatto che i cani hanno uno straordinario senso dell'olfatto, quasi un migliaio di volte più sensibile di quello di un essere umano. Questo dà loro la possibilità di distinguere gli odori più deboli e di rilevarli nonostante gli sforzi dei contrabbandieri per mascherarli. “Sono pastori belgi Malinois che vengono usati dalle forze speciali di tutto il mondo in operazioni speciali anti-terrorismo, ma anche labrador e golden retriever. E’ una razza molto obbediente, i cani sono molto attaccati ai loro “handler”, gli esperti che li guidano nelle operazioni anti bracconaggio”, continua Williams.
“I grandi risultati che siamo riusciti ad ottenere grazie a questi animali dimostrano che il cane non è soltanto il migliore amico dell’uomo, ma anche dei suoi ‘compagni di viaggio’ , le tigri, gli elefanti, i rinoceronti, ancora oggi massacrati da trafficanti senza scrupoli in tutto il mondo. L’adozione simbolica di uno sniffer dog è un modo per aiutarci a combattere i crimini di natura – ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore conservazione WWF Italia – Spendiamo infatti ogni anno circa  50mila dollari per l’acquisto, la formazione e le strutture per questi preziosi animali e per i loro “handler”, mentre i costi di mantenimento sono di circa 20-30mila dollari l’anno. WWF e TRAFFIC sostengono i programmi che prevedono l’utilizzo degli sniffer dog nei principali punti caldi del commercio della fauna selvatica in Africa e in Asia . Dopo il successo del programma in paesi come la Cina e la Russia, sono in corso esperimenti in Africa orientale per determinare quali aeroporti e porti marittimi siano più adatti per l’impiego dei cani da fiuto, in primis Mozambico e Kenya”.
Il network internazionale TRAFFIC (Ufficio creato dal WWF per monitorare il commercio illegale di specie protette) ha assistito le forze dell'ordine nella formazione dei cani antidroga in tutto il mondo. Tra i Paesi che ospitano la tigre, TRAFFIC e il WWF lavorano con i governi locali in Russia, Cina e India per combattere il traffico della fauna selvatica e in Nepal e India per contrastare il bracconaggio. Il più grande centro di addestramento per cani da fiuto è il Ruili Sniffer Dogs Training Centre nella provincia cinese dello Yunnan. I cani vengono addestrati attraverso un programma di incentivazione che rinforza il comportamento positivo. Dopo aver riconosciuto con successo l’odore corretto, il cane viene premiato con del cibo o un gioco. È importante anche il legame che si forma tra il cane e la loro guida umana: devono essere in sintonia per lavorare efficacemente. Non solo devono fidarsi e capirsi, ma devono contare l'uno sull'altro: il cane per i comandi e l’uomo per gli spunti che gli arrivano dall’animale. I cani sono addestrati per circa 3 mesi per riconoscere gli odori ma anche per distrarre e neutralizzare i bracconieri armati. Il primo paese a introdurre l’uso dei cani da fiuto per supportare il lavoro di intelligence contro i trafficanti di fauna selvatica è stata la Cina. Nel 2011, un Workshop organizzato proprio a Pechino dalle autorità cinesi ha allargato l’uso di questi cani straordinari, uso sostenuto anche dal Network Traffic che ha allargato l’uso in India, Thailandia ma anche in Germania.

Andy Murray, ambasciatore globale WWF. In un video prodotto dal WWF il tennista scozzese, vincitore del torneo di Wimbledon  2013 e con la Gran Bretagna della Coppa davis 2015, evidenzia il ruolo di cani addestrati nella lotta contro il bracconaggio e il commercio illegale di specie selvatiche. Il tennista scozzese, che ha chiuso la stagione al secondo posto della classifica mondiale, ha detto: "E’ un fatto sconvolgente che il bracconaggio ai danni dei rinoceronti in Sudafrica sia aumentato del 7.700% tra il 2007 e il 2013, e che restino appena 3.200 tigri in natura. Ho seguito il lavoro del WWF contro il commercio illegale di specie selvatiche e il programma sniffer dog: sembrava fosse fatto apposta per me. I cani addestrati fanno un lavoro incredibile, che si tratti di assicurare la sicurezza qui a Wimbledon, o la lotta alla criminalità della fauna selvatica in Nepal. L’impegno  di conservazione del WWF sostiene questi animali e i loro formatori, impegnati nella difficile battaglia per proteggere alcuni dei più iconici, e minacciati, animali sul nostro pianeta. Spero davvero che le persone si uniscano all'impegno per combattere il problema globale dei crimini verso la fauna selvatica ". Da quando è diventato un ambasciatore globale dell'Associazione del panda, Andy ha preso a cuore in particolare l'iniziativa del WWF in Nepal che sostiene la formazione e l'uso di cani addestrati per aiutare a sgominare i bracconieri nel Chitwan National Park. Elisabeth McLellan, capo del Wildlife Crime Initiative del WWF, ha dichiarato: "Il supporto di Andy Murray per la nostra lotta contro il bracconaggio è stato fantastico, sia nel supporto alla raccolta fondi che per diffondere la consapevolezza necessaria per contribuire ad affrontare il commercio illegale di specie selvatiche".

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