Il WWF a Barcolana contro la plastica in mare | WWF Italy

Il WWF a Barcolana contro la plastica in mare

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08 October 2019
Con Barcolana, la regata velica più grande del mondo, il WWF chiude in bellezza una lunga serie di eventi e attività estive, tra grandi concerti, tour di pulizia spiagge e fondali, lezioni di mare per i più piccoli, tutti dedicati alla campagna globale #StopPlasticPollution che mira a eliminare l’immissione di plastica in natura entro il 2030. 
Anche quest’anno l’Associazione ‘sposa’ lo spirito della storica manifestazione che si è aperta sabato 5 ottobre a Trieste, cogliendo l’occasione per sensibilizzare le migliaia di visitatori che fino al 13 ottobre affolleranno la città, informarli sulle possibili soluzioni da adottare per uno stile di vita #plasticfree a partire dalla ROSA DEI VENTI dedicata ai diportisti, ma anche consigli su casa, ufficio, vacanze, sport, abbigliamento, animali di compagnia.

Il depliant Rosa dei Venti è anche destinato a tutti gli iscritti alla regata e inserito nella Sacca del Marinaio.
Per il WWF combattere la plastica in mare si può ed il principio base è l’approccio basato su un’economia circolare che prevenga  la generazione del rifiuto, disegnando prodotti longevi, riparabili, recuperabili e riciclabili alla fine del loro utilizzo. ma soprattutto occorre una maggiore efficienza nei sistemi di raccolta e dal cambiamento dei comportamenti del consumatore.
 
“La plastica è nel cibo che mangiamo, nell’acqua che  beviamo e nell’aria che respiriamo, ma tra i testimoni silenziosi di questo inquinamento pervasivo ci sono gli abitanti del mare: tartarughe, balene e delfini. Nel Mare nostrum la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge e provoca il 90% dei danni alla fauna selvatica. Poter sensibilizzare l’appassionato pubblico di Barcolana su questo tema, diffondere buone pratiche e coinvolgerlo nella nostra campagna è per noi un’occasione davvero speciale e per questo ringraziamo chi ha voluto ospitarci. Il WWF è in prima linea al livello nazionale e globale nella lotta contro l’inquinamento da plastica: il nostro impegno è a 360° per spingere i governi a ridurre entro il 2021 l’uso della plastica ed entro il 2030 impedire un’ulteriore immissione di  plastica in natura e creare una comunità sempre più ‘plastic free’ – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia.
 
Il ‘punto WWF’ quest’anno è, infatti, ospitato nello stand  ufficiale di Generali,  presenting sponsor di Barcolana e allestito nel Villaggio Barcolana in Piazza dell’Unità a Trieste: per tutta la durata della manifestazione decine di volontari dell’associazione accoglieranno il pubblico nello speciale angolo informativo allestito con pannelli e videowall con immagini spettacolari e di denuncia sugli impatti della plastica per le specie marine come tartarughe, balene, delfini.  L’Italia è uno dei paesi maggiormente responsabili per gli impatti della plastica in mare: nell’ultimo report WWF sul Mediterraneo si scopre che siamo il maggior produttore di manufatti in plastica dell'area mediterranea e il secondo più grande produttore di rifiuti: circa 4 milioni di tonnellate l'anno e l'80 % di queste proviene proprio dall'industria degli imballaggi. Solo il 26 % viene riciclato, mentre circa il 60 % viene conferito in discarica. 

 
TARTARUGHE MARINE: SIMBOLO DEL RISCHIO PLASTICA NEI MARI

Tra le tante attività dell’associazione  in difesa dei mari e che hanno bisogno  di essere sostenute quotidianamente merita attenzione il lavoro svolto da volontari, veterinari e biologi dei Centri di recupero: qui  vengono salvate ogni anno centinaia di tartarughe marine, tra le specie più colpite da plastiche dei nostri mari. Il 90% di questi animali marini trovati in difficoltà hanno ingerito plastiche o microplastiche. Nel 2018 nei Centri WWF sono state salvate oltre 500 tartarughe di cui il 70% riabilitate e salvate in mare: nello stomaco di questi animali si trova di tutto: sacchetti, cannucce, bottiglie e imballaggi.
 
In ogni angolo della festa i volontari WWF distribuiranno depliant informativi invitando il pubblico a firmare su speciali tablet la Petizione globale già sottoscritta da oltre 1 milione e 400.000 persone in tutto il mondo.