La Roadmap del WWF per realizzare il Green New Deal | WWF Italy

La Roadmap del WWF per realizzare il Green New Deal

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12 October 2019
Una Roadmap del WWF per realizzare il Green New Deal e la richiesta dell’istituzione di un Tavolo per la Giusta Transizione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, aperto agli attori sociali e della società civile per definire una visione e scelte condivise per conseguire l’obiettivo della riconversione dei processi produttivi verso la Quarta rivoluzione industriale, come scritto nella Nota di Aggiornamento al DEF (NADEF), trasmessa alle Camere il 30 settembre scorso. Queste le principali richieste del WWF contenute in un  documento che viene inviato in questi giorni al Presidente del Consiglio Conte, al ministro dell’Economia Gualtieri e ai Parlamentari su “Green New Deal e Manovra 2020 - il Pacchetto delle Proposte del WWF per la giusta transizione” (che indica 9 filoni di intervento e 21 proposte).

Il 2020, ricorda il WWF, sarà un anno speciale per definire un nuovo Patto mondiale sociale e ambientale che definisca le linee di azione  al 2030 per salvare il Pianeta e configurare il futuro all’Umanità. L’Italia, che all’Assemblea generale dell’ONU di settembre si è impegnata a sostegno del New Deal for Nature and People, deve fare la sua parte operando su vari piani: contrasto ai cambiamenti climatici e alla perdita della  biodiversità e conseguimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

Il capitale sociale e naturale del nostro Paese, ricorda il WWF, è la ricchezza dell’Italia. Nel 2015 la Commissione Europea stimava che l’attuazione di unprogramma ventennale per l’economia circolare porterebbe a vantaggi, in termini di risparmi economici e minori costi ambientali, valutabili in  11 miliardi di euro, più 20mila posti di lavoro e meno emissioni climalteranti di quasi 111 M/t. Nel contempo, l’Italia ospita circa la metà delle specie vegetali e circa 1/3  delle specie animali europee, ma sta disperdendo il suo capitale naturale: il 50% dei vertebrati è minacciato di estinzione, un quarto degli uccelli  è a forte rischio, il 40% delle piante inferiori (licheni, muschi e felci) è in pericolo e molti ambienti naturali sono sottoposti a pesanti impatti e trasformazioni fisiche. Per questo il WWF propone a Governo e Parlamento la sua Road Map per la Giusta Transizione a partire dalla Manovra 2020  -  che  dia garanzie per la tutela dei lavoratori, le fasce più deboli e le periferie del Paese - suggerendo un articolato pacchetto di proposte.

Innanzitutto, il WWF propone di affrontare i tre capisaldi del Green New Deal:

  • Strutturare e accelerare le politiche sul clima – il WWF chiede di: a) approvare un Pacchetto di misure urgenti per il clima, che contempli tra l’altro un prezzo minimo del carbonio per i settori ETS(produzione di energia elettrica e termica e settori energivori)  e una carbon tax per quelli non ETS, confermare per legge il phase out del carbone al 2025; b) stabilire obiettivi per la decarbonizzazione per specifici settori, industria, trasporto, agricoltura e linee guida per le Regioni mirate ad accelerare le autorizzazioni per le energie rinnovabili; c) presentare una Legge quadro sul clima che definisca i piani e i tetti settoriali, oltre agli obiettivi di adattamento e recupero della salute degli ecosistemi come argine più efficace contro gli impatti; d) puntare sull’efficienza energetica degli edifici, a cominciare da quelli di edilizia popolare.
  • Conservare e valorizzare il nostro capitale naturale – Il WWF chiede, tra l’altro, di: a) disporre di aliquote IVA agevolate per le produzioni e i servizi collegati alla gestione e valorizzazione della biodiversità nelle aree protette; b) inserire gli obiettivi della Strategia Nazionale della Biodiversità al 2030 nelle programmazione nazionale comunitaria 2021-2027 (nelle varie tipologie,Fondi europei FEASR, FESR, FSE, Coesione).
  • Rendere operativa l’economia circolare – Il WWF chiede di: a) allargare il campo d’azione del Piano nazionale Industria 4.0 con investimenti per: attivare misure di simbiosi industriale; migliorare il processo produttivo al fine di ottenere sottoprodotti; agevolare il riutilizzo degli scarti di produzione;; consentire la sostituzione dell’utilizzo di materia prima vergine con materiali riciclati e/o energia da fonte fossile con quella da fonte rinnovabile; b) introdurre incentivi fiscali per la transizione all’economia circolare, prevedendo, ad esempio, l’abbattimento dell’IVA sui prodotti realizzati in ecodesign e per i fornitori di beni e servizi all’interno di progetti di economia circolare.

Il WWF presenta un pacchetto di proposte anche per gli altri filoni di intervento che il Governo ha individuato nella NADEF come prioritari per la realizzazione del Green New Deal:

  • Incidere sui sussidi ambientalmente dannosi (SAD) - Il WWF chiede di: a) fare un programma che porti all’azzeramento dei SAD entro il 2025  (come stabilito in ambito G7), identificando subito i singoli  SAD da tagliare per settore (traporti, energia, industria, agricoltura, riscaldamento civile); b) tagliare già dalla Legge di Bilancio i 126 milioni di sostegno alle attività petrolifere (cancellando franchigie e sussidi per la ricerca) e cominciando a definire un intervento nel settore dell’autotrasporto, riducendo progressivamente il rimborso sulle accise per il gasolio che pesa ogni anno per 1,3 miliardi sui conti pubblici, prevedendo nel contempo incentivi per facilitar la conversione della flotta del trasporto pesante verso autoveicoli low carbon.
  • Favorire la riconversione ecologica dell’agricoltura - Il WWF chiede di: a) introdurre incentivi fiscali per la transizione ecologica dell’agricoltura, attraverso la ridefinizione delle aliquote IVA (alzando l’aliquota per i prodotti fitosanitari dall’attuale 10% al 22% e per i fertilizzanti chimici dall’attuale 4% al 10%), incentivando nel contempo il consumo di prodotti da agricoltura biologica fissando per tutti i prodotti certificati l’aliquota IVA al 4%; 2) introdurre  nuovi strumenti di fiscalità ambientale e accordi con il sistema bancario per facilitare gli investimenti non produttivi realizzati dalle aziende agricole per il restauro ecologico degli agroecosistemi previsti dalle politiche europee per lo Sviluppo rurale.
  • Fermare il consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana – Il WWF chiede di introdurre due strumenti di fiscalità urbanistica per: a) incentivare il riutilizzo, il recupero e la riqualificazione del suolo e rendere fiscalmente più gravoso l’utilizzo di nuovo suolo non urbanizzato, introducendo un contributo ad hoc; b) rimodulare il contributo di costruzione, prevedendo una riduzione od esclusione per gli interventi edilizi in aree urbane sottodotate o degradate, nonché per la riqualificazione e riutilizzazione urbanistica. 
  • Uscire dalla logica emergenziale nella gestione del rischio idrogeologico - Il WWF chiede, innanzitutto, di garantire che il 20% del budget destinato agli interventi integrati per il dissesto idrogeologico (che la Struttura di Missione Italia Sicura aveva calcolato in 27 miliardi di euro destinati a 9.397 opere) sia effettivamente assegnato agli interventi di miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità (come stabilito dal decreto legge n. 133/2014, cd Sblocca Italia).
  • Ripensare le scelte infrastrutturali - Il WWF chiede che si proceda finalmente entro il 2020 all’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (concepito nel 2001), come previsto nel Codice Appalti (legge n. 50/2016), trasformandolo in un Piano Nazionale per la Mobilità che  stabilisca quali siano le scelte infrastrutturali prioritarie che rispondano alla reale domanda di mobilità del Paese, - intervenendo sui problemi di saturazione, congestione ed emissione di sostanze climalteranti e inquinanti - e che favorisca i vettori meno inquinanti (a cominciare dal treno, dalla rete per la mobilità elettrica e ciclistica) e abbia come priorità le grandi aree urbane (con la creazione di Agenzie sovracomunali e di manager dedicati alla city logistic).
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