Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

L’Oasi è situata sui rilievi che separano i Monti Lattari dai Monti Picentini ed include parzialmente i rilievi di Montagnone, Monte Caruso, Forcella della Cava, Poggio e Monte Cuculo.

L’area protetta ha un’estensione di circa 444 ettari e interessa un ambiente collinare e montuoso ricoperto di boschi a cui si alternano aree di prateria che offrono al paesaggio, alla flora e alla fauna una importante diversificazione e ricchezza.

I valloni profondi e incisi del versante dei Monti Lattari, infatti, favoriscono il passaggio della fauna attraverso corridoi naturali (Torrente Bonea - Vallone S. Francesco) che mettono in collegamento le due catene montuose. 

Curiosità

 
	© A. Salzano
 
La flora

Nell’oasi WWF di Diecimare è stata stimata la presenza di circa 200 specie vegetali appartenenti a 40 famiglie.

L’area è interessata da un bosco caducifoglie che si presenta dominato o caratterizzato secondo l’esposizione a sud da cerro (Quercus cerris) e roverella (Quercus pubescens), a nord dal faggio (Fagus sylvatica) anche a quote bassissime (ca. 400 m s.l.m.) insieme con l’agrifoglio (Ilex aquifolium), con un ambiente di transizione dominato dal castagno (Castanea sativa).

Le essenze si presentano in associazione con frassino (Fraxinus angustifolia), orniello (Fraxinus ornus), acero campestre (Acer campestre), carpino nero (Ostrya carpinifolia), olmo (Ulmus carpinifolia), ontano napoletano (Alnus cordata) e pioppo tremolo (Populus tremula).

Nella Piana di Diecimare è possibile osservare un bellissimo e secolare castagneto da frutto, solo per una piccola parte compreso nell’area protetta.

Monte Caruso, grazie alla sua esposizione, è ricco di macchia mediterranea: sempreverdi quali il mirto (Myrtus communis), il corbezzolo (Arbutus unedo), il leccio (Quecus ilex), il lentisco (Pistacia lentiscus), l’olivastro (Oleae europea var. oleaster), l’erica (Erica arborea), il ginepro (Juniperus communis) e la colorata ginestra (Spartium junceum) formano delle isole dove gli animali possono trovare cibo e rifugio.

La macchia è intervallata con la gariga ed è circondata dalle essenze caratteristiche degli ambienti steppici meridionali: la briza (Briza maxima), l’avena (Avena fatua), il finocchio selvatico (Foenicolum vulgare), la carota selvatica (Daucus carota), l’asfodelo bianco (Asphodelus albus), il cisto rosa (Cistus incanus) e quello bianco (Cistus salvifolius).

Le pendici di Monte Caruso sono, inoltre, popolate da numerose piante aromatiche e medicinali quali il timo (Thymus vulgaris), la ruta (Ruta graveolens), la lavanda (Lavandula angustifolia), la borragine (Borago officinalis) e il crescione (Nasturtium officinalis).

Nelle radure è facile individuare, in primavera inoltrata, la fioritura delle orchidee selvatiche quali la scimia (Orchis simia), la papilionacea (Orchis papilionacea), l’orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis), la vesparia (Ophrys apifera) e l’ofride dei fuchi (Ophrys fuciflora).

La fauna

Nell’Oasi WWF di Diecimare sono state censite 60 specie di uccelli di cui 35 nidificanti; sino ad ora, inoltre, è stata anche accertata la presenza di 23 mammiferi.

Particolarmente importante risulta essere la presenza nell’Oasi di specie protette da Direttive Europee e inserite in Check List Rosse Nazionali e Regionali.

Di importanza comunitaria sono: il barbagianni (Tyto alba), un silenzioso rapace notturno molto utile nelle campagne, poiché si nutre di roditori, e il cervone (Elaphe quatuorlineata) un lungo, colorato ed innocuo serpente.

Le specie inserite nel Libro Rosso della Fauna Italiana sono: tra i mammiferi, il quercino italico (Eliomys quecinus) e il moscardino (Muscardinus avellanarius), simpatici abitanti del bosco che si nutrono di ghiande; tra gli uccelli, il picchio verde (Picus viridis), con il suo classico verso a risata, e il corvo imperiale (Corvus corax).

Di rilevanza regionale è la presenza dello sparviere (Accipiter nisus), rapace che predilige la caccia nel bosco e della beccaccia (Scolopax rusticola), svernante in pericolo.

Tra i rapaci diurni sono presenti il gheppio (Falco tinnunculus) e la poiana (Buteo buteo), che con un’apertura alare di 140 cm è uno dei rapaci più grandi del Parco. È presente anche il falco pellegrino (Falco peregrinus), micidiale predatore, che utilizza il Parco come terreno di caccia.

Tra i rapaci notturni, oltre al barbagianni, sono presenti l’allocco (Strix aluco), la civetta (Athene noctua) e l’assiolo (Otus scops), mentre è incerta la presenza del gufo (Asio otus).

Durante i periodi di passo migratorio, invece, si possono avvistare altri interessanti rapaci quali il nibbio bruno (Milvus migrans), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), l’albanella reale (Circus cyaneus). Nello stesso periodo sostano nell’Oasi specie molto rare e dalle colorate livree come il gruccione (Merops apiaster), il rigogolo (Oriolus oriolus) e l’upupa (Upupa epops). A maggio, inoltre, il verso del cuculo (Cuculus canorus) diventa il sottofondo musicale della vita del Parco.

Nel bosco è possibile riconoscere il rumoroso verso della ghiandaia (Garrulus glandarius) e il canto di numerosi passeriformi, tra cui la cinciarella (Parus caeruleus), abituale ospite delle cassette nido presenti nel Parco, il codibugnolo (Aegithalos caudatus), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), l’averla piccola (Lanius collurio) e l’averla capirossa (Lanius senator).

Per quanto riguarda i mammiferi, il Parco è frequentato dalle specie più comuni quali la volpe (Vulpes vulpes), il riccio (Erinaceus europaeus), il cinghiale (Sus scrofa), la donnola (Mustela nivalis), il ghiro (Glis glis) e la faina (Martes foina). È stata inoltre accertata la presenza del mustiolo (Suncus etruscus), uno dei mammiferi più piccoli al mondo.

Tra gli insetti troviamo lo scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis), il cerambice della quercia (Cerambyx cerdo), la mantide religiosa (Mantis religiosa) e l’insetto stecco (Bacillus rossii). Le farfalle sono tantissime e possiamo facilmente riconoscere le più colorate come il macaone (Papilio machaon), simbolo del Parco, la vanessa (Aglais urticale), il podalirio (Iphiclides podalirius) e la cavolaia (Pieris brassicae).

Tra i rettili sono comuni il cervone (Elaphe quatuorlineata), il biacco (Coluber viridiflavus) e la natrice (Natrix natrix); frequente è la lucertola campestre (Podarcis sicula) e la muraiola (Podarcis muralis), raro il ramarro (Lacerta viridis).
 

Specie Simbolo

 
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