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A Milano una mostra sui danni provocati dal piombo

Ogni anno, nell’Unione Europea, l’attività venatoria disperde oltre 14.000 tonnellate di piombo nell’ambiente

La mostra è visitabile fino al primo marzo 2026

Si è aperta a fine novembre al Museo di Storia Naturale di Milano (fino al 1° marzo 2026) la mostra “Il veleno dopo lo sparo. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l’ambiente e l’uomo”, promossa dal Comune di Milano e realizzata dal Museo di Storia Naturale di Milano in collaborazione con il Museo di Scienze Natrali “E. Caffi” di Bergamo e la Società Italiana di Scienze Naturali. La mostra offre un percorso divulgativo e scientifico sui rischi ambientali e sanitari legati all’uso del piombo nelle munizioni da caccia.

Una minaccia invisibile ma diffusa

Dal 15 febbraio 2023 è in vigore il Regolamento UE 2021/57, che vieta l’utilizzo di munizioni al piombo entro 100 metri dalle aree umide europee, riconoscendone ufficialmente la tossicità per fauna, ambiente e salute umana. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera il piombo una neurotossina pericolosa per inalazione, contatto e ingestione, e sconsiglia vivamente il consumo di carne di selvaggina abbattuta con munizioni tossiche, soprattutto da parte di bambini sotto i 7 anni, donne in età fertile e anziani sopra i 70 anni.

Nonostante sia ormai bandito da benzine, giocattoli, bigiotteria, tipografia, idraulica, vernici, ceramiche, prodotti sanitari e, soprattutto, da tutti i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA), il piombo è ancora ampiamente impiegato in Europa per le munizioni da caccia, con conseguenze ambientali e sanitarie rilevanti. Il loro utilizzo, infatti, provoca una massiccia dispersione di questo metallo nell’ambiente e la possibile ingestione da parte dell’uomo che consuma carne di selvaggina contaminata da pallini e frammenti di proiettile.

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    Firma la petizione del WWF rivolta a Governo e Parlamento sulla caccia

14mila tonnellate di piombo nell’ambiente ogni anno

Ogni anno, nell’Unione Europea, l’attività venatoria disperde oltre 14.000 tonnellate di piombo nell’ambiente: un metallo che può permanere nel suolo fino ad un secolo. Gli uccelli acquatici lo ingeriscono accidentalmente, mentre rapaci e necrofagi, come gli avvoltoi, lo assumono nutrendosi di prede o carcasse contaminate. Secondo l’ECHA (European Chemical Agency), ogni anno 2,3 milioni di uccelli muoiono per intossicazione da piombo. In Lombardia, il 73% delle 55 aquile reali e avvoltoi recuperati morti o in difficoltà tra il 2005 e il 2025 risultava contaminato da piombo di origine venatoria, come dimostrano le analisi condotte da ERSAF – Parco Nazionale dello Stelvio e dall’Ufficio Caccia della Provincia di Sondrio.

Il percorso espositivo

CRAS Vanzago

Attraverso reperti naturalistici, campioni, immagini, collezioni storiche e installazioni multimediali, la mostra illustra gli effetti del saturnismo (intossicazione da piombo) su uccelli acquatici, rapaci e grandi avvoltoi europei, mostrando come questa minaccia invisibile coinvolga non solo la fauna selvatica ma anche l’uomo e gli animali domestici. Il percorso espositivo, concepito per un pubblico ampio, mira a informare con rigore scientifico e a stimolare una riflessione critica su un problema spesso sottovalutato.

Necessario bandire le munizioni al piombo

Infografica WWF “Cartucce avvelenate”

L’obiettivo non è condannare la caccia, ma promuovere una caccia sostenibile e consapevole, incentivando la transizione verso munizioni alternative ecocompatibili – come acciaio, rame, tungsteno e bismuto – già adottate con successo in diversi Paesi europei e da alcune amministrazioni italiane. Una caccia senza piombo è possibile e necessaria. Una mostra per la conoscenza e la responsabilità “Il veleno dopo lo sparo” rappresenta un monito chiaro e documentato a istituzioni e consumatori: l’uso irresponsabile del piombo mette a rischio l’equilibrio degli ecosistemi, la biodiversità e la salute delle persone.

Attraverso la divulgazione scientifica e la collaborazione tra musei, enti di ricerca e istituzioni, l’esposizione intende contribuire a un cambiamento culturale e normativo ormai necessario. Durante il periodo di apertura sono previste visite guidate, incontri divulgativi, conferenze e attività didattiche per scuole e famiglie, volte ad approfondire il tema del rapporto tra caccia, ambiente e salute pubblica.

(da: Comunicato stampa MSNM)

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