Pandanews

Continua a salire il drammatico bilancio complessivo delle alluvioni che, con inondazioni e frane, hanno colpito Indonesia, Sri Lanka e Thailandia. Il WWF ribadisce come gli eventi climatici estremi siano ogni giorno sempre più intensi e devastanti: siamo davanti a vere e proprie catastrofi che impattano totalmente sulle vite delle persone e distruggono territori del Sud-Est Asiatico già indeboliti da deforestazione e gestione forestale insostenibile.  

Ancora una volta davanti ai nostri occhi, ma fuori dalle agende dei governi, c’è l’urgenza di agire contro la crisi climatica abbandonando i combustibili fossili e mettendo fine alla deforestazione.  

Quasi 1.300 morti

Tutta l’area dell’Asia meridionale e sud-orientale, in Paesi quali Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam, Malesia e Filippine, ha subito di recente forti inondazioni, aggravate in alcuni Stati da tempeste tropicali, tra cui il tifone Koto, che ha causato gravi inondazioni improvvise e smottamenti nelle Filippine, il ciclone Senyar, che ha colpito duramente la parte settentrionale di Sumatra in Indonesia, e il ciclone Ditwah, che ha devastato lo Sri Lanka. Solo in Indonesia, Sri Lanka e Thailandia le vittime sono state oltre 1.250 e molte altre persone risultano ancora disperse. 

Più cambiamento climatico, più forza dei tifoni

Gli esperti ci dicono che i sistemi tropicali, tifoni, uragani o cicloni tropicali, stanno producendo molta pioggia a causa del riscaldamento dell’atmosfera e dell’oceano, che alimenta queste tempeste. 

Un recente studio di attribuzione condotto dal Grantham Institute for Climate Change and the Environment utilizzando il modello Imperial College Storm Model (IRIS) ha rilevato che il cambiamento climatico ha aumentato di circa il 10,5% la quantità di pioggia del tifone Fung-wong, che ha colpito le Filippine il mese scorso. 

I governi intervengano sulle cause

Anche in Asia, come in altre regioni del mondo, l’opinione pubblica critica la scarsa preparazione e attenzione da parte dei governi verso gli effetti della crisi climatica per comunità e persone. Per il WWF, è urgente rimuovere le cause, segnatamente uso dei combustibili fossili e deforestazione, e contemporaneamente affrontare il danno già fatto, cioè l’aumento di frequenza, intensità e rischi dei fenomeni estremi provocati dal cambiamento climatico. 

Questi fenomeni arrivano dieci giorni dopo che la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP30) in Brasile si è conclusa senza fornire le risposte che i paesi colpiti dai danni dei cambiamenti climatici hanno ripetutamente chiesto, vale a dire i finanziamenti anche per prevenire e far fronte ai disastri, nonché un percorso per transitare fuori dai combustibili fossili. 

L’Indonesia e gli effetti della deforestazione

L’Indonesia, colpita in questi giorni da piogge monsoniche e tempesta tropicale, è uno dei luoghi più rappresentativi del ciclone ecologico provocato dalla combinazione di crisi climatica e distruzione delle foreste tropicali. Dagli anni ’90 l’Indonesia ha perso un quarto della sua copertura forestale e solo nel 2024 oltre 240.000 ettari di foresta primaria sono andati perduti.  

Deforestazione e gestione forestale non sostenibile indeboliscono profondamente la resilienza dei territori, amplificando la frequenza e la severità di eventi climatici estremi come le alluvioni. Senza la copertura arborea, il suolo perde la sua capacità di trattenere l’acqua, l’erosione aumenta e le piogge intense si trasformano più facilmente in ondate di piena improvvise. La tutela e la gestione responsabile delle foreste non sono quindi solo una questione ambientale, ma una misura essenziale di sicurezza climatica e di protezione delle comunità. Dove gli alberi vengono sostituiti da piantagioni e da infrastrutture umane, si pavimenta la strada a perdite e sofferenze umane.   

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