Si è conclusa ieri a Campo Grande la settimana della 15ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS COP15). WWF Italia esprime pienamente il forte senso di urgenza espresso dalle parti per l’intensificazione degli sforzi di conservazione marina ai fini della preservazione delle specie marine migratrici e gli ecosistemi da cui dipendono.
L’incontro ospitato dal Brasile, ha riunito le Parti sotto il tema “Connecting Nature to Sustain Life”, evidenziando l’urgente necessità di salvaguardare la connettività ecologica tra oceani e continenti.
Risultati principali per la conservazione marina
WWF Italia accoglie con favore i progressi raggiunti alla CMS COP15, tra cui un maggior riconoscimento dell’importanza della connettività ecologica marina, l’urgente necessità di trovare soluzioni per l’inquinamento marino, il rafforzamento della protezione dei monti sottomarini e delle profondità marine in linea con il principio di precauzione, e l’impegno a ridurre le catture accidentali (bycatch) delle specie elencate nella CMS. Nuove collaborazioni transfrontaliere, attraverso i nuovi Piani d’Azione adottati per l’anguilla europea in pericolo critico e per lo squalo tope, offrono opportunità per proteggere queste specie dall’estinzione. Inoltre, WWF Italia ribadisce la necessità di istituire un tavolo tecnico interministeriale per la definizione di un Piano di Gestione Nazionale per squali e razze, uno strumento che rappresenterebbe senz’altro un’azione concreta del governo italiano per l’implementazione della Convenzione.
Accogliamo inoltre con particolare favore la decisione secondo cui le Important Shark and Ray Areas (ISRAs), le Important Marine Mammal Areas (IMMAs), le Important Marine Turtle Areas (IMTAs) e le Key Biodiversity Areas (KBAs) devono ora essere prese in considerazione dalle Parti nelle strategie nazionali di conservazione, nei processi di pianificazione spaziale e negli obblighi di rendicontazione, anche nell’ambito delle Strategie e Piani d’Azione Nazionali per la Biodiversità (NBSAPs). La stessa decisione sostiene inoltre un necessario salto di qualità verso una migliore collaborazione con le organizzazioni regionali di gestione della pesca e invita le Parti a incoraggiare una migliore condivisione dei dati nei forum della pesca. Ciò rappresenta un deciso passo in avanti nel sostenere i Target 1 e 3 del Global Biodiversity Framework di Kunming-Montreal e nel rispettare gli obblighi delle Parti della CMS per garantire la protezione e la gestione efficaci delle specie marine migratrici e dei loro habitat critici.
Rilevanza per il Mediterraneo
La regione mediterranea svolge un ruolo cruciale per le specie marine migratrici, fungendo da bacino chiave per squali, mammiferi marini, tartarughe marine e pesci. “Le specie marine migratrici richiedono un’azione urgente, coordinata, transfrontaliera e basata sulla scienza. Rafforzando gli impegni per la riduzione delle catture accessorie, mitigando gli impatti dell’energia offshore, affrontando l’inquinamento marino e salvaguardando le rotte e i corridoi migratori critici, le decisioni emerse da questa CMS COP15 forniscono un impulso cruciale agli sforzi di conservazione marina”, afferma l’esperto marino WWF Simone Niedermüller, presente in Brasile per il WWF. L’urgenza è evidente, come mostra l’ultimo rapporto sullo stato della CMS: “Quasi la metà di tutte le popolazioni di specie migratrici elencate è in declino a livello globale. Una specie su quattro è addirittura gravemente minacciata – e tra i pesci migratori questa percentuale sale a uno sconcertante 97%”, afferma Niedermüller.
WWF, in collaborazione con l’Angel Shark Project, ha inoltre lanciato un nuovo toolkit per la conservazione dello squalo angelo, rafforzando la necessità di standardizzare gli approcci e la collaborazione transfrontaliera, poiché le specie migratrici non conoscono confini. La CMS COP15 ha segnato una tappa fondamentale nel rafforzamento della cooperazione multilaterale in vista della Conferenza ONU sulla Biodiversità (CBD COP17) che si terrà il prossimo ottobre, ed è incoraggiante vedere il riconoscimento dell’importanza degli habitat oceanici per le specie migratrici del mondo.
Note: Circa due terzi dei Paesi sovrani del mondo (133 in totale) sono Parti della Convenzione CMS, il cui obiettivo è facilitare la cooperazione internazionale necessaria per conservare le specie che migrano tra un Paese e l’altro. La Convenzione ha due Appendici: l’Appendice I elenca le specie che richiedono una protezione rigorosa, inclusa la proibizione della cattura in quasi tutte le circostanze; l’Appendice II elenca le specie per le quali è necessaria la cooperazione internazionale per garantirne la conservazione. Tale cooperazione può assumere la forma di accordi formali, memorandum d’intesa, piani d’azione o altre misure.