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Disastro sulla Dora Baltea, in secca causa lavori

Il WWF denuncia un disastro ambientale che coinvolge ben due riserve naturali: lavori condotti senza rispetto per un ecosistema delicato

La denuncia del WWF

Un disastro ambientale che coinvolge ben due riserve naturali. Il WWF Italia lancia l’allarme sulla situazione della Dora Baltea. In questi giorni nel tratto a valle dell’opera di presa del canale Farini, nel comune di Saluggia (VC), sono in corso degli imponenti lavori da parte della Coutenza Canali Cavour; lavori che hanno praticamente messo in secca un lungo tratto di questo fiume.

Nell’area sono previsti due interventi strutturali di risanamento: il primo riguarda l’opera di presa del canale Farini, il secondo il ponte di sovrappasso del canale Cavour sulla Dora. Per realizzarli la quasi totalità della portata della Dora Baltea è stata deviata nel canale Farini, lasciando il fiume in asciutta pressoché totale. La forte alterazione idrologica coinvolge tutto il corso d’acqua fino alla confluenza con il Po: l’acqua sottratta alla Dora non ritorna infatti in alveo, confluendo invece nel canale Cavour.

Un grave disastro ambientale

Un disastro ambientale perpetrato in un’area all’interno del Parco del Po Piemontese e che coinvolge due siti di Rete Natura 2000:  la Riserva Naturale Speciale dell’Isolotto del Ritano, area SIC,   e la Riserva Naturale Speciale della Confluenza della Dora Baltea (Riserva del Baraccone) SIC; in entrambe è presente una ricca e importante comunità ittica, caratterizzata da specie rare e a rischio inserite nelle liste rosse dell’IUCN (Unione internazionale Conservazione della Natura) e tutelate dalla Direttiva “Habitat”.

Sono, infatti, presenti: la trota marmorata, (Salmo marmoratus), il barbo canino (Barbus caninus), il barbo italico (Barbus plebejus), il vairone (Telestes muticellus), il cobite (Cobitis bilineata), lo scazzone (Cottus gobio), la savetta (Chondrostoma soetta), la lasca (Protochondrostoma genei) e il ghiozzo padano (Padogobius bonelli); inoltre di particolare rilievo è la presenza della lampreda di fiume (Lethenteron zanandreai). Alcune di queste specie, come il temolo, sono in pieno periodo riproduttivo. Per altre, come la trota marmorata, questo è il delicato momento in cui gli avannotti, usciti dalle uova, iniziano ad alimentarsi. Questo tratto di Dora Baltea è inserito nel Progetto LIFE “Gray Marble”, per il recupero delle popolazioni di trota marmorata e di temolo adriatico (Thymallus aeliani).

Il WWF non mette in dubbio la necessità di effettuare interventi strutturali o di manutenzione straordinaria, ma questi vanno condotti con modalità diverse e con minori impatti, catturando e mettendo in sicurezza i pesci presenti se sono previsti interventi di asciutta prima dell’inizio lavori, come da normativa attuale.

Ambienti fluviali già in sofferenza

È incredibile come si continui a danneggiare i fiumi senza alcuno scrupolo o attenzione per l’ambiente, in sfregio alle direttive europee e alle norme nazionali e regionali, creando danni agli ambienti fluviali, già in crisi per le molte pressioni che su di essi insistono, a cominciare dei cambiamenti climatici. Il WWF invece invita invece ad adoperarsi per promuovere una grande azione di rinaturazione, per contribuire all’obiettivo dei 25.000 km di corsi d’acqua da riqualificare in Europa entro il 2030, come chiede la Strategia Europea per la Biodiversità e che il Piano Nazionale di Ripristino della Nature Restoration Law, che dovrebbe essere pronto a settembre di quest’anno, dovrebbe definire e garantire.

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