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Foto: B. Ravaglioli

Alla memoria di Fulco Pratesi il Premio De Sanctis per la sostenibilità

E' stato consegnato martedì, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il prestigioso riconoscimento nelle mani della figlia Isabella

C’è anche il fondatore del WWF Italia tra i premiati per la categoria sostenibilità

E’ stato consegnato ieri nelle mani di Isabella Pratesi il Premio De Sanctis per la categoria “Sostenibilità” in ricordo di Fulco Pratesi. Scomparso lo scorso primo marzo, Fulco Pratesi ha tracciato la strada dell’ambientalismo in Italia, fondando nel 1966 il WWF Italia e guidandolo, da Presidente o Presidente onorario, per quasi 50 anni. Il Premio De Sanctis, giunto alla seconda edizione, è organizzato annualmente dalla fondazione omonima, in collaborazione con importanti istituzioni dello Stato, con l’obiettivo di valorizzare attraverso un riconoscimento di carattere internazionale le personalità che si sono distinte nei campi umanistici, sociali ed economici. Tra gli altri premiati anche il pittore Michelangelo Pistoletto, l’Udinese calcio per il Bluenergy stadium esempio virtuoso di infrastruttura sportiva all’avanguardia, un modello europeo di innovazione green, e il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive.

La consegna a Isabella Pratesi del Premio De Sanctis a Fulco Pratesi

Il Premio è stato organizzato dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri .

Alla cerimonia era presente anche Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Italia: “Come tutti i percorsi anche quello della sostenibilità ha avuto dei pionieri, personaggi visionari eppure illuminati che questo percorso lo hanno “visto” prima degli altri e hanno saputo indicarlo, nello scetticismo generale, accolti con diffidenza se non addirittura con sospetto. Tra questi ispirati pionieri in Italia c’è stato sicuramente Fulco Pratesi.
Architetto, giornalista, naturalista, illustratore, è stato tra le figure più forti e carismatiche dell’ambientalismo italiano dell’ultimo secolo. Fulco Pratesi ha compreso prima di tanti altri come la tutela della natura costituisse il presupposto della vita umana soprattutto in un’epoca dove sempre più si attingono risorse senza lasciare ai sistemi naturali il tempo per rigenerarle”.

Luciano Di Tizio

“Quello che per noi oggi può apparire scontato, cioè che il percorso della sostenibilità necessiti di consapevolezza e che questa si conquisti anche con l’allargamento della partecipazione, per Fulco Pratesi è stato un vero obiettivo – ha detto ancora Di Tizio – . Per questo, negli anni 60, ha costituito, con un gruppo di autorevoli amici, il WWF Italia e ha lavorato per far sì che l’Associazione fosse diffusa, popolare, aperta al dialogo e al confronto, pur nella coerenza e nel rispetto dei propri valori, che erano e sono non soltanto di carattere scientifico, ma anche etici e morali.
Le campagne lanciate da Fulco Pratesi con il WWF hanno consentito a questo Paese di essere migliore, hanno portato la fauna a essere considerata patrimonio indisponibile dello Stato, hanno salvato dall’estinzione certa specie cruciali per la biodiversità, come l’orso marsicano e il cervo sardo, la foca monaca e la lontra, hanno dotato l’Italia di leggi su caccia e parchi e dotato il nostro Paese di un sistema di aree protette di valore internazionale. Ma soprattutto è stato tra coloro che ci hanno aperto gli occhi su dove stiamo andando e su quello che mai dovremmo perdere o lasciare indietro ricordandoci che “la natura non ha bisogno dell’uomo ma l’uomo ha bisogno della natura”.

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