La sfida è garantire il futuro della pesca su piccola scala
La pesca artigianale (SSF) nel Mediterraneo e nel Mar Nero sta affrontando una grave sfida demografica. Secondo Lo Stato della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero 2025, quasi la metà dei pescatori su piccola scala (47 per cento) ha più di 40 anni, mentre solo il 17 per cento ha meno di 25 anni. Il ricambio generazionale rappresenta quindi una sfida fondamentale. In molti Paesi della regione, i giovani non accedono al settore – e quando lo fanno, spesso faticano a rimanervi. Non si tratta di una mancanza di motivazione, ma di un problema di sostenibilità economica, con serie ripercussioni sulla resilienza a lungo termine delle comunità costiere.
Nel recente SSF Forum “Dare forza alla prossima generazione: il coinvolgimento dei giovani nella SSF”, organizzato ad Atene, in Grecia, dalla Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (GFCM) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), con il sostegno di WWF Grecia e WWF Mediterraneo, i partecipanti hanno discusso delle principali difficoltà che il settore sta affrontando. I giovani sono sempre più riluttanti a intraprendere questa professione a causa delle dure condizioni di lavoro, dell’incertezza economica, dell’aumento dei costi, della complessità normativa e del limitato accesso ai finanziamenti.

Oggi pescare non significa solo andare in mare. Significa gestire un’impresa sotto pressione, con margini di guadagno in diminuzione e requisiti amministrativi in aumento. «Non siamo solo pescatori. Gestiamo un’attività con investimenti, rischi e responsabilità», afferma Miguel Angèl Mercant Sirer, 37 anni, dalle Isole Baleari, Spagna. «I giovani non entreranno nel settore se la pesca non potrà garantire una vita dignitosa». Il basso potenziale di guadagno riduce ulteriormente l’attrattività della SSF per le nuove generazioni.
Senza azioni mirate, la pesca rischia di perdere non solo forza lavoro, ma anche patrimonio culturale, conoscenze tradizionali e coesione sociale.
Ostacoli procedurali e burocratici e accesso ai finanziamenti
La complessità amministrativa rimane uno dei principali deterrenti per i giovani e i nuovi entranti. Licenze, registrazione delle imbarcazioni, obblighi di rendicontazione e procedure di conformità sono spesso difficili da comprendere, richiedono tempo e comportano costi elevati. Anche l’accesso ai finanziamenti rappresenta una barriera importante, con alti costi di investimento aggravati da criteri di ammissibilità stringenti.
Diversi partecipanti al SSF Forum hanno sottolineato che il peso cumulativo degli adempimenti amministrativi e dei controlli può esercitare una forte pressione sui pescatori artigianali, in particolare sui giovani e su chi si affaccia alla professione per la prima volta, e può scoraggiare la partecipazione e l’impegno a lungo termine nel settore.
«Le regole spesso vengono fatte lontano dal mare, senza comprendere la realtà quotidiana», afferma Stavros Nanidis, 38 anni, dalla Grecia.
Garantire una concorrenza equa
La pesca non regolamentata e non dichiarata crea concorrenza sleale, altera i mercati e mina gli sforzi di sostenibilità. Ciò include anche la pesca ricreativa, che spesso si sovrappone maggiormente alla pesca su piccola scala in termini di aree di pesca e specie bersaglio, rendendo i suoi impatti particolarmente visibili e fortemente avvertiti dai pescatori professionali su piccola scala.
La vendita di pescato dichiarato, senza tassazione o tracciabilità, indebolisce i mezzi di sussistenza ed erode la fiducia nella governance della pesca. Sono quindi necessari quadri chiari ed efficaci per la concessione delle licenze, la dichiarazione delle catture, la tracciabilità e la conformità in tutte le attività di pesca, insieme a controlli più forti e armonizzati, per garantire equità e proteggere le comunità professionali della SSF.
Digitalizzazione: opportunità, competenze e inclusione
Gli strumenti digitali – tra cui la dichiarazione elettronica delle catture, i sistemi di monitoraggio delle imbarcazioni e le piattaforme dati – offrono opportunità per migliorare trasparenza, sicurezza e gestione. Tuttavia, la digitalizzazione introduce anche nuove sfide.
«Le competenze digitali non sono più opzionali», afferma Dino Bozanic, 26 anni, dell’isola di Vis, in Croazia. «Sono essenziali se si vuole farcela».
I giovani pescatori hanno sempre più bisogno di competenze digitali per rispettare le normative e accedere ai mercati, ma la formazione e il supporto sono disomogenei. Transizioni digitali inclusive sono fondamentali per garantire che l’innovazione sostenga, e non emargini, i pescatori artigianali.
Istruzione, formazione e trasferimento delle conoscenze
L’istruzione è un pilastro del ricambio generazionale nel settore. Scuole di pesca dedicate, programmi di formazione professionale e centri di apprendimento locali possono creare percorsi di accesso per i giovani, in particolare per coloro che non provengono da famiglie di pescatori.
Un’educazione strutturata consente il trasferimento intergenerazionale delle conoscenze, integrando al contempo ricerca scientifica, principi di sostenibilità e competenze moderne. Iniziative di educazione precoce, compresi programmi scolastici che mettono in contatto i bambini con gli ecosistemi marini e i sistemi alimentari, aiutano a costruire un interesse duraturo e rispetto per la professione.
Donne: spesso invisibili, sempre essenziali
Le donne restano sottorappresentate e sottovalutate, nonostante rappresentino quasi il 30 per cento della forza lavoro lungo la catena del valore della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero. «Molte donne sono emarginate e c’è poca fiducia nelle donne all’interno del settore della pesca», afferma Safae Oualla, 22 anni, pescatrice del Marocco. «Vogliamo portare un cambiamento positivo rispettando l’ambiente».
Come riconosciuto nel Piano d’azione regionale per la pesca artigianale nel Mediterraneo e nel Mar Nero (RPOA-SSF), l’uguaglianza di genere e lo sviluppo delle capacità richiedono azioni capaci di andare oltre i soli quadri politici, con la società civile e le reti comunitarie che svolgono un ruolo chiave nell’empowerment e nella partecipazione.
Cosa è in gioco
Le imbarcazioni su piccola scala restano la spina dorsale dell’occupazione nel settore, rappresentando il 58 per cento dell’occupazione totale a bordo nel Mediterraneo e nel Mar Nero. La pesca artigianale non è solo un settore: è sistema alimentare locale, economia costiera e custode degli ecosistemi marini. Quando i giovani se ne vanno, le comunità perdono competenze, conoscenze e capacità di adattamento.
«Con il reddito che riceviamo e il sistema pensionistico che abbiamo, è impossibile pianificare un futuro», afferma Elia Gusso, 34 anni, di Caorle, Italia.
Il ricambio generazionale richiede più di un impegno politico. Servono migliore accesso, regole più eque, finanza mirata, istruzione, riconoscimento del ruolo delle donne e una governance basata sulla fiducia. In assenza di tutto questo, la domanda non è più perché i giovani se ne vanno, ma chi resterà.
Promuovere il coinvolgimento dei giovani e il ricambio generazionale è un pilastro della strategia di WWF Mediterraneo per la piccola pesca. Come evidenziato durante l’SSF Forum, investire nei giovani è essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine del settore, la sua resilienza e la capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali ed economici.
“WWF promuove un approccio di cogestione che riconosce il contributo essenziale dei pescatori, delle autorità pubbliche e degli attori costieri, garantendo al tempo stesso che i giovani abbiano una voce reale nei processi decisionali e accesso a percorsi professionali sostenibili,” afferma Luca Eufemia di WWF Mediterraneo.
In tutto il Mediterraneo, WWF sta trasformando il dialogo in azione: lavorando per rimuovere le barriere strutturali all’ingresso, rafforzare la rappresentanza giovanile, ampliare le opportunità di formazione e mentorship e sostenere l’imprenditorialità e l’innovazione lungo l’intera catena del valore della pesca. Migliorando la governance, la sostenibilità economica e la visibilità del settore, WWF sta contribuendo a creare le condizioni favorevoli affinché una nuova generazione di pescatori possa guidare un futuro più sostenibile e resiliente per la pesca mediterranea.