Oggi a Roma un evento per ricordarlo: “Fulco e l’orso”
Avrebbe compiuto 92 anni Fulco Pratesi, domenica 6 settembre. Se avesse vissuto questa terribile estate dove caldo e siccità sembrano non volerci abbandonare, si sarebbe preoccupato soprattutto dei suoi amici animali, duramente provati dalle temperature estreme e da fiumi in secca. Con l’incubo dei cacciatori in arrivo. E, a proposito delle proposte di legge in discussione, avrebbe probabilmente ricordato la lettera inviata a Papa Paolo VI negli anni ‘70 in cui, interpretando il pensiero di San Francesco d’Assisi, gli rassegnava le dimissioni da Patrono d’Italia. “Mi sostituisca pure con S. Uberto, patrono dei cacciatori”. Sicuramente avrebbe invitato i più volenterosi a camminare sulle spiagge e nelle aree dunali (laddove esistenti) con guanti e sacchi alla mano, per ripulire gli ambienti costieri dai rifiuti. Fulco Pratesi era letteralmente innamorato dagli ambienti dunali. Le dune, se protette e non devastate da parcheggi, costruzioni e ruspe, “vedranno fiorire soldanelle e gigli di mare, santoline e violaciocche. Piccoli e commoventi giardini litoranei”, come li definiva, riportandoli nei suoi acquerelli.

Acquerelli pionieri
Mercoledì 16 settembre invece, si aprirà al Museo di Roma in Trastevere (Piazza S. Egidio 1/B) la mostra “Fulco Pratesi. Acquerelli pionieri”. La mostra, che si inserisce nel solco delle iniziative messe in campo per i 60 anni del WWF in Italia, ripercorre la straordinaria opera artistica del fondatore dell’associazione del panda: architetto, giornalista, scrittore, naturalista e illustratore. Acquerelli, disegni, schizzi, diari e taccuini, rigorosamente dedicati al mondo naturale, arricchiranno una esposizione davvero unica nel suo genere. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale ed è a cura della figlia Olympia.
Fulco e l’orso
Oggi alle 18, Sala del Carroccio presso il Comune di Roma, una iniziativa del WWF Roma lo ricorda, con un evento intitolato “Fulco e l’orso”. L’orso era stato infatti un vero e proprio animale totem per Fulco Pratesi: la visione dell’orsa con i tre cuccioli, quando, trentenne, andava a caccia in Anatolia, gli fece abbandonare il fucile e lo convertì alla protezione della natura, che divenne la sua ragione di vita. Con Fabrizio Carbone, Gianluca Catullo, Ilaria Guj, Stefano Maugeri e Marco Preziosi.
Il Fulco privato, nonno di sei nipoti
Fulco Pratesi, nonno di sei nipoti, sapeva vivere con ironia e distacco i suoi tempi, l’avanzare degli anni, le inevitabili distanze generazionali. “Anche se oggi i miei nipotini sono più interessati, ahimè, ai mostri spaziali o ai bolidi di Formula 1, ai giochi elettronici e ai cartoni animati – scriveva nel 2013 -, mi capita spesso e mi fa piacere rispondere alle loro domande su questo o quell’animale, magari conosciuto attraverso lo zoo o i documentari televisivi. Ma per il nonno del 2050 penso sarà più difficile parlare di tigri (non so se allora le ultime 3.200 tigri ci saranno ancora*), di elefanti, rinoceronti o gorilla – tutti sull’orlo dell’estinzione – se l’umanità, arrivata in quegli anni a superare i 9 miliardi, li avrà fatti scomparire. Per sempre”.
• Per fortuna oggi le tigri sono decisamente aumentate, grazie anche all’azione incessante del WWF nei paesi asiatici (Fulco ne sarebbe felice). L’ultimo censimento riporta il dato di oltre 5.000 felini.