Ogni anno, il 21 novembre, la Giornata Mondiale della Pesca ci ricorda che la pesca non riguarda solo il cibo: è persone, comunità, cultura e un legame profondo con gli ecosistemi da cui dipende. Nel Mediterraneo, la piccola pesca artigianale riveste un ruolo fondamentale: fornisce gran parte del pesce destinato al consumo locale, preserva saperi tradizionali e sostiene economie costiere che esistono da generazioni.
Ma oggi questo settore si trova a un bivio. Con la COP30 in corso, il mondo si interroga su come ogni settore possa contribuire alla lotta contro la crisi climatica. La piccola pesca artigianale deve essere parte di questo processo. Non solo perché le comunità costiere sono tra le più esposte agli impatti del cambiamento climatico, ma anche perché il settore stesso racchiude un potenziale ancora poco valorizzato in termini di decarbonizzazione e resilienza climatica.
La piccola pesca di fronte alla sfida del cambiamento climatico
I pescatori artigianali del Mediterraneo stanno già affrontando gli effetti del cambiamento climatico: mari più caldi, specie che migrano, crescente diffusione di specie invasive,erosione costiera ed eventi estremi. Questi fenomeni mettono a rischio la sicurezza alimentare, i redditi e il patrimonio culturale delle comunità.
Eppure, il settore contribuisce anch’esso alle emissioni di gas serra. Attualmente, la piccola pesca è responsabile dell’8% delle emissioni totali di CO₂ del comparto pesca dell’UE, pari a circa 0,4 milioni di tonnellate all’anno. Un dato significativo, soprattutto considerando che gran parte della flotta costiera europea opera ancora con motori termici obsoleti e tecnologie a bassa efficienza, aggravando la dipendenza dai combustibili fossili e riducendo la competitività economica.
Decarbonizzare: una necessità, ma anche un’opportunità
Ridurre le emissioni della piccola pesca non è solamente una necessità ambientale: è una scelta strategica indispensabile per proteggere il futuro stesso della pesca. Questo significa:
- Ridurre i costi operativi grazie a un minor consumo di carburante.
- Migliorare la competitività sul mercato, dove la sostenibilità è sempre più richiesta.
- Contribuire alla sicurezza alimentare garantendo catture più sostenibili e responsabili.
- Sbloccare finanziamenti verdi ed incentivi per l’adozione di tecnologie pulite.
In sintesi, decarbonizzare la piccola pesca rappresenta un’opportunità strategica per allineare sostenibilità ambientale e redditività economica.
Possibili percorsi di cambiamento
Cosa significa, concretamente, decarbonizzare questo settore? Alcune strade includono:
- Efficienza energetica: motori più efficienti, imbarcazioni ibride o elettriche;
- Pratiche post-raccolta sostenibili: l’uso di energia rinnovabile nella lavorazione e conservazione del pescato riduce sprechi e migliora la qualità;
- Strumenti digitali per l’efficienza: applicazioni per pianificare le uscite, ottimizzare i percorsi e ridurre consumi inutili;
- Diversificazione e valorizzazione: integrare la pesca con attività di turismo sostenibile o filiere locali a basso impatto.
Queste soluzioni devono essere adattate ai contesti locali, con il coinvolgimento diretto delle comunità e un accesso facilitato a tecnologie e finanziamenti.
Un esempio concreto è il progetto pilota che WWF Italia sta portando avanti nelle marinerie di Chioggia e Caorle (Veneto), in collaborazione con il mondo della ricerca e diverse aziende specializzate. Qui si stanno sperimentando tecnologie innovative per ridurre le emissioni delle imbarcazioni artigianali, combinando vernici ecologiche, che non rilasciano sostanze tossiche in acqua e sostituiscono le tradizionali antivegetative, con sistemi a ultrasuoni alimentati da energia solare per limitare il biofouling. In questo modo si mantiene lo scafo pulito, si migliora l’efficienza delle barche e si riduce il consumo di carburante, generando benefici sia ambientali che economici per i pescatori coinvolti.
Un piccolo ma concreto passo verso una pesca a basse emissioni, replicabile in altri contesti italiani e del Mediterraneo.
Un appello per la COP30
La Giornata Mondiale della Pesca e la COP30 ci ricordano che le soluzioni basate sulla natura e l’azione comunitaria devono essere al centro delle strategie climatiche. I pescatori artigianali possono diventare protagonisti della transizione ecologica e innovatori della transizione verso un futuro a basse emissioni.
Ma non possono farcela da soli. Governi, istituzioni finanziarie, università e settore privato devono creare condizioni favorevoli: politiche che incentivino pratiche a basso impatto, investimenti in tecnologie pulite e accesso al finanziamento climatico per piccole imprese.
In questo World Fisheries Day, il messaggio è chiaro: supportare la piccola pesca artigianale nella transizione a basse emissioni non è solo un dovere ambientale. È un atto di giustizia climatica, equità e sostenibilità per le comunità costiere del Mediterraneo.