Pandanews

Grande successo per la Primavera delle Oasi

Hanno parecipato più di 33.000, oltre 220 gli eventi in Italia. Ora si guarda al futuro con il rilancio del progetto delle Oasi Affiliate

Oltre 220 eventi nelle Oasi WWF

Il 2 giugno si chiude la Primavera delle Oasi WWF, l’appuntamento che ha visto più di 33.000 persone nelle Oasi con oltre 220 eventi organizzati nelle oltre 100 Oasi WWF in Italia. Un grande successo di pubblico e partecipazione, che conferma il forte legame tra persone e natura e l’interesse crescente verso esperienze all’aria aperta all’insegna della tutela ambientale. 

Dal 25 aprile, le Oasi WWF hanno accolto cittadini, famiglie, scuole e appassionati, offrendo un ricco calendario di iniziative: visite guidate, laboratori, attività educative e momenti di sensibilizzazione dedicati alla biodiversità e alla crisi climatica. Un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e il valore unico di questi luoghi e per coinvolgere sempre più persone nella difesa della natura. 

Il WWF ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: i volontari, gli operatori delle Oasi, i partner locali e nazionali, e soprattutto le migliaia di partecipanti che hanno scelto di vivere e sostenere queste aree protette patrimonio di tutti.  

Le Oasi WWF si confermano non solo veri e propri presìdi fondamentali per la tutela della biodiversità, ma anche luoghi di aggregazione attorno a un valore condiviso: la consapevolezza che la natura è un bene comune da proteggere. In un contesto segnato da una perdita di biodiversità sempre più preoccupante, queste aree rappresentano un punto di riferimento concreto per la conservazione degli habitat e delle specie, ma anche per la costruzione di una cultura diffusa e concreta della sostenibilità

Marco Galaverni, Direttore del Programma Oasi, Educazione e Attivazione del WWF Italia

Sguardo al futuro con il programma delle Oasi Affiliate 

Oggi più che mai, le Oasi WWF guardano al futuro con l’obiettivo di ampliare la rete nazionale di territori protetti, contribuendo agli ambiziosi traguardi fissati dalla Strategia europea per la biodiversità 2030, che punta a proteggere efficacemente almeno il 30% del territorio terrestre e marino.

In questo quadro si inserisce il programma delle Oasi Affiliate WWF, una sfida che nasce dalla volontà di coinvolgere sempre più anche i proprietari privati nella tutela del patrimonio naturale. Grazie all’esperienza consolidata del WWF nella gestione di aree protette, il progetto supporta proprietari di terreni, aziende e agriturismi nell’adozione di pratiche positive per la biodiversità.  

Le Oasi Affiliate rappresentano un modello innovativo di collaborazione: pur non essendo di proprietà o gestione diretta del WWF, i proprietari vengono accompagnati dagli esperti dell’associazione in un percorso che prevede azioni concrete di conservazione, dall’eliminazione di caccia e pesticidi fino a interventi di rigenerazione naturalistica.  

Il programma sta già dimostrando il suo valore, con 16 Oasi Affiliate WWF attive in Italia, distribuite in 11 regioni e un numero crescente di richieste di adesione. Nel Lazio si trovano Castel Romano (Roma) e Martignanello (Campagnano di Roma); in Toscana Dynamo (San Marcello Piteglio), Padule di Bolgheri (Castagneto Carducci, tra le prime Oasi WWF in Italia) e San Felice (Marina di Grosseto); in Piemonte il Forteto della Luja (Loazzolo); in Abruzzo Fosso Giardino (Martinsicuro); in Emilia-Romagna Gregorina (Castrocaro Terme e Terre del Sole), Monte Lapo (Imola e Dozza) e il Bacino di Granarolo (Granarolo dell’Emilia); in Umbria La Malcontenta e il Lupo (Todi); in Sardegna Scivu (Arbus); in Liguria Terre dei Bravin (Mele); in Trentino-Alto Adige la Valle dello Sporeggio (Spormaggiore); in Campania le Gole del Cervati e Tenuta Castelluccio (Piaggine); in Puglia Masseria di Don Cataldo (Martina Franca). Una rete in crescita che testimonia la diffusione capillare di esperienze di conservazione su tutto il territorio nazionale. 

Tra le esperienze più significative, l’Oasi Dynamo sull’Appennino Pistoiese rappresenta un caso esemplare: oltre 1.000 ettari oggi destinati alla conservazione e a pratiche sostenibili, dove un’area un tempo riserva di caccia è diventata un modello virtuoso di tutela ambientale e responsabilità sociale.  

Accanto alle esperienze delle aree più grandi, emergono anche storie emblematiche di impegno personale. Come quella di Marco Osti, proprietario e gestore dell’Oasi affiliata Valle dello Sporeggio in Trentino, che ha scelto di destinare parte dei suoi terreni alla conservazione della natura e parte a un’agricoltura biologica sostenibile. La sua azienda , che integra tutela ambientale e ospitalità in bioedilizia, dimostra come la conservazione possa andare di pari passo con lo sviluppo locale e la valorizzazione del territorio. 

Queste esperienze raccontano concretamente il futuro delle Oasi WWF: una rete sempre più ampia e inclusiva, capace di mettere insieme pubblico e privato per rafforzare la tutela della biodiversità e costruire modelli replicabili su scala nazionale. 

Un impegno che continua 

La chiusura della Primavera delle Oasi, raccontata anche durante le tappe del Grand Tour delle Oasi WWF, non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio, in cui il WWF continuerà a promuovere un’alleanza tra cittadini, istituzioni e imprese per la tutela della natura. Le Oasi restano visitabili durante tutto l’anno: sul sito sono disponibili calendari e informazioni utili per programmare la propria esperienza in natura.  

Prosegue anche il contest fotografico “La tua Oasi – la grande bellezza d’Italia”, aperto a tutti, che invita appassionati e fotografi a raccontare attraverso le immagini il patrimonio naturale delle Oasi WWF. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 settembre, con tre categorie dedicate a fauna selvatica, habitat e rapporto uomo-natura, e l’obiettivo di valorizzare la biodiversità e il ruolo delle aree protette. 

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