Pandanews

29 novembre, Giornata Mondiale del Giaguaro

In Amazzonia la foresta viene rasa al suolo per fare spazio alle coltivazioni di soia, in più si aggiungono i conflitti con le attività umane

Minacciato da deforestazione e bracconaggio

La campagna di Natale WWF >

La sopravvivenza del giaguaro dipende dalla sua casa, le foreste. E la loro distruzione, come ha confermato il Living Planet 2024 dipende, per il 90%, dal nostro sistema alimentare. Nel caso del giaguaro – oggi ricorre la Giornata Mondiale dedicata al maestoso felino americano – la responsabilità è del nostro smodato consumo di carne. Per alimentare milioni di animali d’allevamento e far spazio alle piantagioni di soia, si sta distruggendo il polmone del Pianeta. Consumiamo in media 61 kg di soia l’anno, ma il 93% di questo vegetale va nei mangimi utilizzati nell’allevamento degli animali che finiscono nei nostri piatti. A livello globale, la coltivazione di soia sta devastando alcuni dei più preziosi ecosistemi: Amazzonia, Cerrado, il Pantanal e il Gran Chaco, dove vive il 10% di tutte le specie animali conosciute, tra cui il giaguaro, il più grande felino sudamericano.

Le nostre scelte a tavola possono salvarlo o condannarlo

Il giaguaro è l’esempio lampante di come la nostra dieta stia impattando pesantemente sulla conservazione della biodiversità. Da inconsapevoli “divoratori” di foresta dovremmo diventare al più presto consumatori consapevoli, e ridurre fortemente il nostro consumo di carne. L’Amazzonia e altre foreste pluviali nel mondo sono rase al suolo per utilizzare poi il terreno per allevare bestiame o per colture e piantagioni. Ne perdiamo 3 miliardi di ettari l’anno, come 8 campi da calcio al minuto.
Fino agli anni ‘70 il giaguaro veniva ucciso per la sua pelliccia. Poi, con la nascita della CITES, la Convenzione Internazionale che regola il commercio delle specie animali e vegetali a rischio (1973), le cose sono cambiate. Ma oggi il bracconaggio rappresenta ancora una drammatica criticità per il giaguaro, ricercato sul mercato nero anche per sostituire specie divenute più rare come la tigre. Inoltre, sono in aumento le predazioni di bestiame domestico, a causa delle attività umane che invadono e sostituiscono sempre più il suo habitat e al contestuale calo delle sue prede selvatiche. Una situazione che inasprisce purtroppo i conflitti con le comunità locali.
Attualmente si stima che rimangano 173.000 giaguari in 18 Paesi dell’America Latina. Sebbene l’areale conosciuto dei giaguari si estenda dal Messico all’Argentina, questi magnifici felini sono stati eradicati da quasi la metà di questa vasta regione.

La perdita di habitat

Guaguaro

I giaguari oggi occupano meno del 50% del loro areale storico, tanto che la Lista Rossa IUCN oggi lo classifica come Quasi minacciato. Studi recenti mostrano una diminuzione della densità di popolazione in aree fortemente deforestate o frammentate. La connettività tra le popolazioni di giaguari è vitale per garantire il flusso genetico e la sopravvivenza a lungo termine di questo carnivoro che necessita per sopravvivere di estese foreste integre.
Ma le foreste e più in generale tutto l’habitat del giaguaro sono fondamentali anche per la vita delle comunità locali. Il WWF ha infatti calcolato che i servizi ecosistemici – stabilità climatica, risorse genetiche, cibo, acqua, materie prime, benessere, etc. – prodotti dai 14 territori più importanti per la conservazione dei giaguari in America Latina, producono un valore economico annuo tra 1,5 e 4 migliaia di miliardi di dollari l’anno. Una cifra ben superiore al prodotto dell’economia umana fornito dagli stessi territori, che si aggira intorno ai 708 miliardi di dollari l’anno. Ecco, quindi, che la protezione dei giaguari e del loro habitat contribuisce concretamente anche all’economia e al benessere umano.

L’impegno del WWF per il giaguaro

“Il WWF è impegnato da sempre nella salvaguardia del giaguaro e degli ecosistemi cruciali per il suo futuro, tra cui le foreste dell’Amazzonica, del Pantanal e del Chaco, portando avanti un’azione congiunta – la “Jaguar Initiative”- che vede numerosi uffici WWF e partner coinvolti – ha detto Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione WWF Italia – . Obiettivo dell’iniziativa è quello di ridurre la distruzione di habitat, sensibilizzando i consumatori in ogni luogo del Pianeta, promuovere attività economiche più attente alla conservazione della specie e aumentare la superficie di parchi e riserve protette in tutto l’areale del giaguaro. Nel 2025 l’Iniziativa ha ottenuto un importantissimo risultato con l’istituzione di una nuova immensa area protetta nel territorio del Pantanal-Chaco. L’area comprende comunità indigene e contribuisce a connettere ben 12 milioni di ettari, dando vita alla più grande estensione continua di aree protette e territori indigeni in questo luogo del Pianeta. Le prossime sfide sono quelle di continuare a lavorare per rafforzare e proteggere i corridoi di spostamento naturale della specie nella foresta amazzonica, a cavallo di Colombia, Ecuador, Perù, dove ancora oggi troviamo i territori più selvaggi, ma anche la più grande concentrazione di minacce, che vanno dal bracconaggio alla distruzione delle foreste per l’estrazione di risorse naturali”.

Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione WWF Italia: “Con l’aiuto di tutti i sostenitori speriamo di poter festeggiare anche l’anno prossimo un nuovo successo per il futuro del giaguaro, nel cuore dell’Amazzonia”.

Scopri come sostenere i progetti WWF >

La natura chiama. E a volte scrive anche. Iscriviti alla newsletter WWF

Utilizziamo cookie tecnici, indispensabili per permettere la corretta navigazione e fruizione del sito nonché, previo consenso dell’utente, cookie analitici e di profilazione propri e di terze parti, che sono finalizzati a mostrare messaggi pubblicitari collegati alle preferenze degli utenti, a partire dalle loro abitudini di navigazione e dal loro profilo. È possibile configurare o rifiutare i cookie facendo clic su “Configurazione dei cookie”. Inoltre, gli utenti possono accettare tutti i cookie premendo il pulsante “Accetta tutti i cookie”. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la nostra cookies policy.