Le prime nidificazioni in Turchia e Grecia
A fine maggio tornano sulle spiagge del Sud Italia le attività di monitoraggio del WWF dedicate alla tutela della tartaruga marina Caretta caretta. Come avviene ogni estate oramai da più di venti anni, circa un centinaio tra volontari e operatori dell’associazione saranno impegnati lungo le coste di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia per individuare e proteggere eventuali nidi durante tutta la stagione riproduttiva. Nel Mediterraneo, infatti, questa è ufficialmente iniziata in Turchia, sulla spiaggia di Iztuzu ed in Grecia nel golfo di Kyparissia, dove rispettivamente il 2 maggio ed il 13 maggio sono stati individuati i primi nidi di Caretta caretta.
Ci si prepara quindi all’avvio della stagione, e non solo al Sud: il WWF, infatti, ricorda come le nidificazioni di tartaruga marina negli ultimi anni, oltre a quelle da sempre registrate nelle coste meridionali, siano aumentate anche in Toscana e Liguria.
I monitoraggi
I monitoraggi sono svoli dai volontari nelle prime ore del giorno e in alcuni casi con l’ausilio di droni. Saranno centinaia i chilometri di costa censiti, tra quelli storicamente più idonei alle nidificazioni. Un lavoro fondamentale che negli ultimi anni ha portato risultati sempre più significativi: il numero di nidificazioni rilevate sulle coste italiane è infatti in costante aumento. Negli ultimi anni gli operatori WWF hanno registrato 219 nidificazioni di Caretta caretta nel 2023, 247 nel 2024 e ben 338 nel 2025, il valore più alto mai registrato. A trainare questa tendenza è soprattutto la Sicilia, che concentra circa il 70% del totale
Il fattore clima
Negli ultimi anni infatti il Mediterraneo centrale, e in particolare le coste del Sud Italia, si sono affermate come aree sempre più frequentate dalle tartarughe per la deposizione delle uova. Un fenomeno legato anche all’aumento delle temperature delle acque marine che rende ancora più urgente un presidio capillare del territorio. “L’aumento dei nidi è una notizia positiva, ma rappresenta anche una grande responsabilità: ogni nuovo sito di nidificazione deve essere protetto e gestito correttamente, soprattutto in aree fortemente antropizzate”, sottolinea il WWF.
Le squadre WWF, insieme a volontari e cittadini formati, svolgeranno attività quotidiane all’alba per:
- Iindividuare tracce di risalita delle tartarughe sulla spiaggia,
- segnalare e mettere in sicurezza i nidi,
- coordinarsi con le autorità competenti,
- sensibilizzare bagnanti e operatori turistici.

Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla gestione dei lidi e alle buone pratiche per ridurre il disturbo antropico. Le attività di monitoraggio dallo scorso anno si inseriscono nel quadro del progetto europeo LIFE ADAPTS, cofinanziato dall’Unione Europea, che ha come obiettivo quello di sviluppare strategie di adattamento al cambiamento climatico per tutelare habitat e specie vulnerabili come la foca monaca e le tartarughe marine del Mediterraneo. Il progetto utilizza tecnologie avanzate (eDNA, droni, fototrappole, telemetria satellitare), coinvolge le comunità locali e promuove soluzioni replicabili per la protezione delle spiagge di nidificazione.
Le tartarughe marine rappresentano un indicatore chiave della salute degli ecosistemi costieri e la loro crescente presenza rende evidente la necessità di spiagge più naturali, meno artificializzate e meglio gestite.
Tre mosse per salvarle: un vademecum per tutti
Anche in questa stagione il WWF invita cittadini, turisti e operatori balneari a collaborare attivamente attraverso 3 mosse : segnalare eventuali tracce o avvistamenti al n. 1530 della Capitaneria di Porto o agli operatori del WWF Italia, evitare di disturbare le aree di nidificazione, ridurre l’uso di luci artificiali e mezzi meccanici sulla spiaggia.
Si può contribuire al progetto tartarughe con un’adozione >