Governo e Parlamento vanno avanti nonostante l’Europa
“Via libera a caccia in spiaggia, specie protette diventano cacciabili, periodi di caccia più lunghi, aree protette aperte alle doppiette e stop alle proteste”
WWF Italia
Questa mattina, presso la Sala Caduti di Nassirja del Senato si è tenuta una conferenza stampa e un flashmob a cui ha partecipato anche il WWF Italia, per denunciare quanto sta accadendo nell’iter di discussione del DDL “caccia selvaggia”.
Si tratta di una vicenda di eccezionale gravità istituzionale: non solo è stata completamente ignorata la lettera ufficiale della Commissione europea che segnala gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, ma il testo è stato ulteriormente peggiorato attraverso l’approvazione di emendamenti che incidono in modo pesante sulla tutela della fauna e sui diritti dei cittadini.
Tra le modifiche approvate emergono alcuni elementi particolarmente critici: il ritorno della possibilità di caccia sul demanio marittimo, con la riapertura di fatto della cosiddetta “caccia in spiaggia”, l’ampliamento delle specie cacciabili includendo animali come lo stambecco, l’oca selvatica e il piccione e l’introduzione di un divieto molto ampio di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria, che rischia di colpire anche forme di dissenso e protesta pacifica con evidenti profili di incostituzionalità.
Nonostante il richiamo formale dell’Unione europea – noto al Governo da mesi e tenuto nascosto – i lavori parlamentari sono proseguiti senza alcuna sospensione e senza un confronto nel merito delle criticità. Al contrario, il testo è stato irrigidito, con il rigetto di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni che avrebbero potuto correggere almeno in parte le problematiche segnalate anche dalle associazioni e dal mondo scientifico. Per questo il WWF, insieme alle altre associazioni, ha scritto al Presidente della Repubblica.
«Siamo di fronte a un fatto gravissimo: si sta portando avanti una legge sapendo che presenta profili di incostituzionalità, incompatibilità con il diritto europeo, che aumenta i rischi per la sicurezza e la salute pubblica, comprime gli spazi di libertà dei cittadini, danneggia lo sviluppo di una economia sostenibile e favorisce il bracconaggio», dichiara Dante Caserta – Direttore affari legali e istituzionali WWF Italia «Tutto questo per accontentare meno dell’1% della popolazione, mentre la maggioranza degli italiani è fortemente contraria a queste misure che danneggiano tutti. Non si può andare avanti come se nulla fosse. Serve fermarsi subito e riportare questo tema dentro un confronto serio, trasparente e rispettoso della legalità e della democrazia».