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Declassamento lupo: cinque richieste al Senato per fermare una decisione sbagliata

Una affollata conferenza stampa oggi in Senato le associazioni, con alcuni parlamentari dell'opposizione, hanno ribadito le ragioni del No al declassamento del lupo

Le associazioni chiedono moratoria sugli abbattimenti

Le associazioni ENPA, LAV, LNDC Animal Protection, WWF Italia e Fondazione Capellino chiedono al Senato della Repubblica di fermare il percorso che porta al declassamento della tutela del lupo, una scelta priva di basi scientifiche e giuridiche e potenzialmente devastante per la biodiversità e la convivenza nei territori.

Al termine della conferenza stampa tenutasi oggi presso la Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, le associazioni indicano con chiarezza cinque richieste concrete e non più rinviabili, che rappresentano l’unica strada responsabile per affrontare il tema della presenza del lupo in Italia.

  • Moratoria immediata sul declassamento

Prima di qualsiasi decisione, chiediamo che il Senato adotti una moratoria di almeno un anno sul declassamento del lupo, per consentire una valutazione completa e trasparente di tutti gli elementi scientifici, tecnici e legali legati allo status di questa specie simbolo della biodiversità. Elementi che finora sono stati sistematicamente ignorati.

  • Prevenzione delle predazioni: intervento del Ministro sulle Regioni

Chiediamo al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida un intervento formale presso le Regioni affinché venga finalmente garantita l’applicazione delle misure di prevenzione delle predazioni, già finanziabili attraverso i fondi della Politica Agricola Comune. Le risorse esistono: non usarle significa alimentare il conflitto.

  • Applicazione della legge 281/1991 e Piano nazionale biennale

È urgente l’implementazione piena della legge n. 281 del 1991 sulla tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo, attraverso un Piano nazionale di durata biennale. Una parte rilevante dei lupi presenti sul territorio è costituita da ibridi, nati dall’abbandono e dalla mancata gestione dei cani. La responsabilità umana non può continuare a essere rimossa.

Domenico Aiello (WWF) nel corso del suo intervento
  • Rifusione integrale dei danni agli allevatori

Le Regioni devono garantire la rifusione piena e tempestiva dei danni, adeguatamente documentati, subiti dagli allevatori a seguito di predazioni accertate. Ciò richiede l’identificazione certa dell’animale responsabile, anche tramite analisi del DNA, e il coinvolgimento di personale qualificato, a partire dai veterinari delle ASL.

  • Campagna nazionale su etologia e convivenza

Chiediamo l’avvio di una grande campagna di informazione pubblica su etologia e convivenza con il lupo, per contrastare disinformazione, paure infondate e allarmismi che alimentano bracconaggio e tensioni sociali.

Il lupo non è un nemico – dichiarano le associazioni – ma un elemento fondamentale degli ecosistemi. Il declassamento della sua tutela, previsto nella legge di Delegazione Europea attualmente in discussione, è un atto sbagliato e pericoloso, che rischia di riportare indietro di decenni il diritto ambientale e la protezione della fauna selvatica”.

Associazioni presenti

Nel corso della conferenza stampa, introdotta dal Senatore Peppe De Cristofaro (AVS), sono intervenuti Anna Maria Procacci (ENPA), Edgar Meyer (Fondazione Capellino), Massimo Vitturi (LAV), Michele Pezone (LNDC Animal Protection) e Domenico Aiello (WWF Italia).

“Chiediamo al Senato di ascoltare le ragioni della scienza, della legalità e della convivenza prima di assumere decisioni affrettate. Tutelare il lupo significa tutelare il futuro ambientale del Paese. La convivenza è necessaria, doverosa e possibile come dimostrano gli allevatori virtuosi che adottano i metodi di prevenzione dalle predazioni”.

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