In occasione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare tutti i governi ad azioni concrete per la protezione di tutti gli insetti impollinatori, il WWF Italia lancia la petizione “Difendi gli Impollinatori”, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini per chiedere al Governo nazionale e altri decisori politici interventi urgenti a tutela di api, farfalle, sirfidi e di tutti gli insetti fondamentali per la sopravvivenza della specie umana.
Non possiamo restare a guardare
Gli insetti impollinatori stanno scomparendo a una velocità allarmante: in Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l’estinzione. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione animale.
Nonostante l’approvazione a livello europeo di importanti strumenti normativi, come il Regolamento UE 1991/2024 sul ripristino della natura, e documenti di programmazione degli interventi da parte degli Stati membri della UE, come l’Iniziativa europea per gli impollinatori adottata nel 2018 e aggiornata nel 2023, l’Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l’adozione del suo Piano di azione nazionale per gli impollinatori previsto dalla Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori, come ad esempio l’attuazione da parte delle Regioni delle Linee Guida per la riduzione dell’impatto dei pesticidi, disponibili dal 2015 e rimaste fino ad oggi sulla carta.
“Difendere gli impollinatori significa difendere la nostra vita – sottolinea Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia-. Questi insetti, infatti, garantiscono anche la riproduzione di circa il 90% delle piante selvatiche da fiore, sostenendo gli ecosistemi da cui dipendiamo”.
Un equilibrio sempre più fragile
In Italia vivono circa 1.040 specie di api, tutte fondamentali per l’impollinazione di piante coltivate e spontanee, in un intreccio straordinario di relazioni ecologiche. Tuttavia, questo equilibrio è sempre più compromesso. Le principali cause del loro declino sono legate all’agricoltura intensiva, alla perdita di habitat e all’uso massiccio di pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, altamente tossici per api e altri impollinatori. Nonostante i divieti europei, in Italia persistono deroghe che ne consentono ancora l’utilizzo. Il risultato è un danno enorme anche sul piano economico: il valore dell’impollinazione è stimato in oltre 22 miliardi di euro l’anno in Europa e 3 miliardi in Italia, un patrimonio che stiamo progressivamente mettendo a rischio.
La petizione WWF: agire subito per invertire la rotta
Con la nuova petizione “Difendi gli Impollinatori”, il WWF chiede al Governo italiano un cambio di passo deciso e immediato. In primo luogo, è urgente attuare pienamente la Strategia Nazionale Biodiversità 2030 che prevede interventi concreti per il recupero degli habitat naturali da cui gli impollinatori dipendono per sopravvivere. È quindi fondamentale che venga adottato un efficace Piano Nazionale di Ripristino della Natura in attuazione del Regolamento UE 1991/2024, garantendo adeguate risorse finanziarie per la sua attuazione. Fino al 9 giugno tutti i cittadini possono partecipare alla consultazione pubblica avviata dal Ministero dell’Ambiente sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura per chiedere un impegno concreto per la conservazione della natura e degli insetti impollinatori (Consultazione per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR) – ParteciPa).
Il ruolo del settore agricolo
Il settore agricolo ha un ruolo chiave in tutto questo: il WWF ritiene che sia fondamentale un cambio dell’agricoltura e chiede che gli agricoltori siano accompagnati in un processo di transizione agroecologica, promuovendo pratiche sostenibili e aumentando in modo significativo la superficie agricola coltivata con metodo biologico. Superare il 25% delle aree agricole ad agricoltura biologica a livello nazionale entro il 2030 è fondamentale per produrre cibo sano senza compromettere la biodiversità. Allo stesso tempo, l’organizzazione sottolinea la necessità di porre fine all’uso di pesticidi dannosi per api e impollinatori, eliminando definitivamente le deroghe ancora presenti per i pesticidi vietati dalla UE e garantendo l’aggiornamento del Piano di Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari scaduto dal 2019, per una tutela reale di queste specie fondamentali per l’agricoltura e gli ecosistemi.
Per proteggere le api e gli impollinatori è necessario conoscerli. Ed è quindi fondamentale rafforzare le conoscenze e la protezione degli insetti impollinatori, soprattutto per i tre gruppi principali (Apoidei, Lepidotteri e Sirfidi), attraverso un sistema di monitoraggio più efficace e strutturato, investendo nella formazione di specialisti e tassonomi. Infine, è indispensabile investire nella sensibilizzazione di tutti i cittadini e produttori, perché la tutela degli impollinatori passa anche da scelte quotidiane più consapevoli e da una maggiore conoscenza del loro ruolo essenziale.
Un patrimonio da proteggere subito
Api e impollinatori non sono solo produttori di miele o simboli della natura: sono ingranaggi essenziali degli ecosistemi, protagonisti di meccanismi evolutivi complessi che rendono possibile la riproduzione delle piante e la vita sulla Terra.
Per questo il WWF invita cittadini e istituzioni ad agire subito: firmare la petizione è un gesto concreto per chiedere politiche efficaci e difendere il nostro futuro.
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Difendi gli impollinatori
Unisciti a noi per chiedere al governo italiano azioni immediate per proteggere gli impollinatori e il nostro futuro