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Operazione antibracconaggio nel pavese

Un’importante azione antibracconaggio - "Operazione Eridano" - è stata condotta nei giorni scorsi dal Corpo di Polizia Provinciale di Pavia con le Guardie WWF

I 3 soggetti fermati agivano su un’isola fluviale del Po


Nel corso dell’attività di controllo sono state sorprese tre persone mentre esercitavano l’attività venatoria facendo uso di un richiamo acustico vietato per attrarre le anatre selvatiche. In particolare, veniva utilizzato un
telefono cellulare dotato di un’applicazione dedicata alla riproduzione dei canti degli uccelli, collegato a una cassa bluetooth per amplificare il suono e aumentarne la portata, configurando così un illecito penale ai sensi
della normativa vigente. L’intervento si è rivelato particolarmente complesso poiché i cacciatori, servendosi di un’imbarcazione, erano soliti recarsi su un’isola fluviale del fiume Po (Comune di Bastida), rendendo difficile la verifica dell’attività venatoria.
A seguito dei controlli è emerso inoltre che una delle tre persone sorprese a esercitare l’attività venatoria era priva di porto d’armi. La Polizia Provinciale di Pavia ha proceduto al sequestro dei tre fucili utilizzati,
del telefono cellulare, della cassa bluetooth e della fauna abbattuta: 17 alzavole e 3 fischioni. L’Operazione, soprannominata Eridano, prende il nome dall’antico appellativo mitologico del fiume Po, considerato nella tradizione classica un corso d’acqua primordiale e sacro. Il riferimento a Eridano richiama l’idea di un fiume da custodire e proteggere, luogo di migrazione dell’avifauna e di equilibrio tra natura e fruizione umana.

Un’attività pianificata che si è avvalsa di nuove tecnologie

Determinante, per il buon esito dell’intervento, è stata l’attività pianificata dalle Guardie WWF da mesi lungo il corso del fiume Po, anche in altre province, con l’impiego di nuove tecnologie: droni, anche dotati di sistemi di rilevamento termico e microfoni direzionali per l’individuazione di richiami vietati, che hanno consentito di localizzare con precisione soggetti dediti al bracconaggio.
Anche grazie all’ausilio di sistemi basati sull’intelligenza artificiale, è oggi possibile distinguere in modo chiaro e inequivocabile il canto naturale degli uccelli selvatici dai richiami artificiali, siano essi prodotti da dispositivi
dedicati o da applicazioni per smartphone. Inoltre, attraverso l’impiego di modelli di intelligenza artificiale e machine learning, si è iniziato ad analizzare lo storico delle segnalazioni e delle denunce per bracconaggio,
i dati relativi ai flussi migratori dell’avifauna e le previsioni meteorologiche. L’elaborazione congiunta di queste variabili consente di identificare pattern ricorrenti e correlazioni spazio-temporali, permettendo di stimare
con elevata affidabilità la probabilità di occorrenza di atti di bracconaggio in specifiche aree e finestre temporali. Questo approccio predittivo supporta l’adozione di strategie di prevenzione e controllo, ottimizzando
l’impiego delle risorse sul territorio e migliorando l’efficacia delle attività di contrasto.

Operazione Eridano : alzavole sequestrate

Un plauso dal WWF alla Polizia provinciale di Pavia

“L’operazione rappresenta l’occasione per esprimere un sentito plauso alla professionalità, alla competenza e alla dedizione del Corpo di Polizia Provinciale di Pavia” afferma Antonio Delle Monache, Coordinatore Guardie WWF Lombardia “che negli ultimi anni, grazie a un’attività costante e capillare di controllo del territorio, ha contribuito in modo determinante a una radicale riduzione del fenomeno del bracconaggio nella provincia”.
Il contrasto al bracconaggio assume un rilievo ancora maggiore se inquadrato nel contesto nazionale e internazionale. L’Italia, infatti, è tra i Paesi del bacino del Mediterraneo dove si registra il più alto numero di illeciti venatori, una condizione che ha reso necessario l’adozione di un Piano Nazionale Antibracconaggio finalizzato al coordinamento delle azioni di prevenzione, controllo e repressione delle attività illegali ai danni della
fauna selvatica. In questo quadro, operazioni come quella condotta nel pavese rivestono un ruolo fondamentale per la tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi.
La lotta alle illegalità venatorie si inserisce inoltre pienamente nei principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela il paesaggio, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle
future generazioni. Il rispetto della legge e il contrasto al bracconaggio rappresentano quindi non solo un dovere istituzionale, ma anche un impegno collettivo a difesa del patrimonio naturale del Paese.

Il WWF Lombardia invita i cittadini a segnalare eventuali animali selvatici in difficoltà e casi di caccia illegale al numero antibracconaggio 3287308288, o tramite la pagina Facebook

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