Al riutilizzo dei rottami ferrosi nella produzione di acciaio è attribuito un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni industriali e del consumo di risorse. Ogni tonnellata di rottame utilizzata per la produzione di acciaio evita l’emissione di 1,5 tonnellate di CO2, il consumo di 1,4 tonnellate di minerale di ferro e la combustione di 740 kg di carbone. Ed il riciclo dell’acciaio può continuare indefinitamente, realizzando al meglio il principio fondamentale dell’economia circolare: il riuso completo delle risorse, con una perdita minima del loro contenuto metallico, senza la necessità di estrarre altro minerale ferroso e con indubbi benefici energetici ed ambientali.
Luci e ombre italiane
L’Italia, considerando che il 90% dell’acciaio viene prodotto da forni ad arco elettrico alimentati da rottami ferrosi, è uno dei Paesi più virtuosi da questo punto di vista, ma anche più esposto di altri in Europa ai trend di riduzione della disponibilità e della qualità del rottame. Per prevenire gli impatti più deleteri al settore e per ambire ad avere un acciaio riciclato di massima purezza, utilizzabile anche in combinazione con ferro pre-ridotto ottenuto da idrogeno verde, occorre che il governo si doti di una strategia nazionale che valorizzi la filiera del riciclo, oggi composta da circa 7 mila aziende, e introduca obblighi di contenuto riciclato nei materiali e nei prodotti finiti, accompagnati da incentivi fiscali e strumenti di tracciabilità ed etichettatura anti-greenwashing.
Lo studio del WWF
Lo studio di WWF “Il ruolo del rottame nella decarbonizzazione dell’industria siderurgica” – realizzato in collaborazione con il professor Romeo Danielis, docente di economia e politica industriale dell’Università di Trieste – analizza nel dettaglio queste ed altre raccomandazioni e fornisce un quadro completo del mercato internazionale, europeo e italiano del rottame (consumi, import, export), delle previsioni sulla sua disponibilità nel breve, medio e lungo periodo e sulle iniziative legislative UE che impattano sul settore.
Un lavoro che completa la prima serie di approfondimenti sulla decarbonizzazione del settore siderurgico italiana, avviata nel luglio del 2024 con il report “Il settore dell’acciaio in Italia: criticità ed opportunità”, in cui abbiamo tracciato i 3 possibili scenari di transizione da qui al 2040, definendo l’unico che portasse alla neutralità climatica rispettando i principi della “just transition”; e proseguita nel maggio 2025 con “Acciaio verde: a che punto siamo in Italia?”, in cui è stata fatta un’analisi comparativa con rating delle strategie e delle performance dichiarate dalle principali aziende di settore.