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Nella guerra in medio Oriente l'Europa non si consegni agli inquinatori

Le politiche climatiche sono la migliore difesa dalla crisi energetica: l’appello di numerose organizzazioni ambientaliste italiane

Alla vigilia del Consiglio Europeo un comunicato delle associazioni

NO ALLA DEREGOLAMENTAZIONE CHE FAVORISCE I FOSSILI

Il Governo italiano, invece di chiedere la sospensione dell’ETS e promuovere la deregolamentazione ambientale, dovrebbe difendere davvero l’interesse nazionale e la sicurezza dei cittadini, e non favorire i combustibili fossili, veri responsabili della ennesima crisi energetica, delle tensioni mondiali e della volatilità dei prezzi. Colpire l’ETS (Emission Trading Scheme) o fare marcia indietro su elementi fondamentali del quadro climatico dell’UE non farebbe altro che indebolire la risposta dell’Europa alla crisi. Al contrario, i soldi dell’ETS vanno usati bene, cioè per accelerare la transizione energetica, porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili, mantenere la rotta del Green Deal europeo e contrastare strutturalmente la povertà energetica: questo l’appello di numerose organizzazioni ambientaliste italiane (Forum Diseguaglianze Diversità, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e WWF Italia) ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europa che si riuniscono domani e dopodomani a Bruxelles.

L’Europa è fortemente dipendente dai combustibili fossili importati, costosi e rischiosi. L’Europa e l’Italia devono mobilitare ingenti investimenti nel risparmio energetico, nelle energie rinnovabili, nelle reti, nello stoccaggio e nell’elettrificazione per proteggere le famiglie e le imprese da ulteriori shock dei prezzi dell’energia. Ed è proprio dall’ETS che potranno venire una parte dei fondi necessari a sostenere la transizione, se non continueranno a essere usati per il ripiano di bilanci e a perdersi in mille rivoli, come ha dimostrato un rapporto della think tank indipendente sul clima Ecco : dei 18 miliardi generati dal meccanismo “chi inquina paga” della UE, solo il 9% (1,6 miliardi) sono andati effettivamente a sostenere le politiche climatiche.

Le rinnovabili superano i fossili

Eppure, le energie rinnovabili hanno già superato i combustibili fossili nella produzione di energia elettrica dell’UE. Eppure, i vantaggi per le aziende e i cittadini europei sarebbero enormi: con il risparmio energetico, le energie rinnovabili, l’elettrificazione, gli accumuli e le reti, l’Europa potrà sempre più fare affidamento su abbondanti energie rinnovabili di produzione interna. Le rinnovabili sono l’unica strada affinché l’Europa possa diventare indipendente e immune da shock esterni provocati da crisi e guerre, spesso causati dalla stessa corsa scriteriata ai combustibili fossili e al nucleare: pericoloso, estremamente costoso e comunque con tempi lunghissimi”. Nell’immediato, le associazioni ambientaliste e sociali propongono di ridurre le imposte sull’elettricità e riformare il sistema per fornire davvero sollievo alle famiglie e alle imprese in tutta Europa.

Per le ONG ambientali e sociali occorre garantire che la “semplificazione” normativa non indebolisca le protezioni ambientali, climatiche o sociali. Essenziale, anche per la sicurezza energetica, accelerare l’uscita dell’Europa dai combustibili fossili. I costi dei danni climatici graveranno sui bilanci pubblici e su cittadini e imprese.

Insomma, anziché chiedere la sospensione dell’ETS e promuovere una pericolosa deregolamentazione ambientale, il Governo italiano dovrebbe tutelare l’interesse nazionale e la sicurezza dei cittadini, rafforzando politiche climatiche ambiziose, accelerando la transizione energetica e riducendo strutturalmente la dipendenza da gas e petrolio.


Quanti sono e come vengono usati i proventi dell’ETS >

Qui il comunicato stampa completo

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