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MedFilmFestival, il WWF MedFilm Award al film "Ciudad sin sueño"

Il film narra la storia di Toni, un ragazzo rom di quindici anni, che vive nella più grande baraccopoli illegale d'Europa

Il WWF ha affiancato per il quinto anno il MedFilmFestival, la più longeva manifestazione cinematografica di Roma che offre ogni anno una rassegna delle cinematografie euro-mediterranee e mediorientali. 

Il WWF MedFilm Award

La collaborazione con il MedFilmFestival è da sempre per il WWF un’occasione preziosa per proporre al pubblico temi e riflessioni sull’urgenza di difendere la Natura e stimolare autori, registi, produttori nel cercare nuovi linguaggi e narrative che possano innestare nei loro racconti i temi legati alla difesa dell’ambiente.  

Con questo spirito è nato il WWF MedFilm Award, promosso da quattro anni dal WWF Italia: il riconoscimento, una pergamena celebrativa insieme ad un simbolico contributo economico, è riservato al film che maggiormente è “capace di raccontare in controluce e con una narrativa originale ed efficace la sempre più stretta connessione tra le condizioni dell’ambiente e la vita delle comunità e dei singoli abitanti che popolano la regione mediterranea”.  

Il premio a Ciudad sin sueño

Il Premio di quest’anno è stato assegnato al film Ciudad sin sueño (Città senza sonno/sogno) del regista spagnolo Guillermo Galoe e consegnato ieri sera nella cerimonia ufficiale di premiazione tenutasi presso The Space Cinema Moderno.  

Il film narra la storia di Toni, un ragazzo rom di quindici anni, che vive nella più grande baraccopoli illegale d’Europa, alla periferia di Madrid. I 3 giurati, la regista, autrice e performer Paola Di Mitri, il giornalista e scrittore Stefano Liberti e l’attrice Elisabetta Pellini , dopo aver visionato i 4 candidati tra corti e film della selezione del Festival, hanno espresso la seguente motivazione:   

“La giuria ha deciso di premiare il film Ciudad sin sueño  poiché offre uno sguardo incisivo su una delle più grandi baraccopoli illegali d’Europa, abitata da famiglie impegnate nel commercio dei rottami metallici e costrette a scegliere tra la propria terra e un futuro incerto. In questo contesto, la dimensione ambientale emerge con forza: la terra come risorsa identitaria e materiale, gli strumenti di demolizione che distruggono non solo l’abitare ma l’equilibrio con il territorio, e la rottamazione stessa come metafora del ciclo produttivo e del degrado urbano-ambientale. Con linguaggio visivo essenziale e una narrazione che unisce dimensione reale e simbolica, il film invita lo spettatore a riflettere su come la crisi ambientale passi anche attraverso la perdita del luogo, della terra, del tessuto sociale. La giuria è lieta di conferirgli il premio per la sua capacità di rappresentare, con forza e poesia, l’intersezione tra ambiente, territorio e giustizia sociale. 

L’evento speciale di domenica 9 novembre

Nell’ambito della Rassegna MedFilm Festival il WWF ha potuto anche coinvolgere il pubblico in un evento speciale promosso nell’ambito del progetto BlueMissionMed di cui WWF e CNR sono partner: la serata di domenica scorsa ha offerto la visione del film/documentario “Ocean- I segreti dell’Oceano con David Attenborough”  , un viaggio mozzafiato tra gli ecosistemi marini più affascinanti del pianeta, a cui è seguito un dibattito sul Mediterraneo tra esperti e ricercatori di WWF e CNR. 

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