Si è svolta oggi, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), la tavola rotonda “Verso l’implementazione del Piano d’azione regionale FAO-CGPM per la pesca artigianale”, un momento di confronto tra istituzioni, cooperative della pesca artigianale, Aree Marine Protette, mondo pesca, mondo della ricerca e organizzazioni non governative, dedicato all’attuazione in Italia del piano promosso dalla Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero (CGPM/FAO).
Un impegno politico di portata storica
Il Piano RPOA-SSF, sottoscritto come Dichiarazione ministeriale nel settembre 2018 dai rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero e dell’Unione europea (Italia inclusa), rappresenta un impegno politico di portata storica. Costituisce una road map decennale (2018–2028) volta a garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale della pesca artigianale, adattando al contesto mediterraneo le Direttive volontarie della FAO per la piccola pesca.
“La piccola pesca come risorsa strategica”
Aprendo i lavori, moderati dal vicepresidente Medac Giampaolo Buonfiglio, Marco Lupo, Capo Dipartimento del MASAF per le politiche competitive, della qualità agroalimentare e l’ippica, ha sottolineato come la piccola pesca rappresenti un settore che merita di essere sostenuto con strumenti concreti, partecipazione e visione a lungo termine.
Nel suo intervento, il Sottosegretario di Stato, Patrizio La Pietra, ha sottolineato che “la piccola pesca artigianale rappresenta una risorsa strategica per il Paese. Il MASAF è pronto a proseguire il confronto con tutti gli attori coinvolti per sostenere il settore della piccola pesca.”
Nel corso della mattinata, esperti e stakeholder hanno discusso le principali sfide per il settore – dal ricambio generazionale alla redditività, fino alla necessità di una governance più inclusiva basata su dati esaustivi e capillari – condividendo esperienze e proposte per costruire un percorso nazionale condiviso di attuazione del Piano.
Come ricordato da Anna Carlson, Fishery Officer della CGPM/FAO, “Il successo del RPOA-SSF dipende dalla capacità dei Paesi di trasformare i principi in azioni concrete, coinvolgendo tutti gli attori – dai pescatori alle istituzioni – in un dialogo continuo e costruttivo.”
La gallery della tavola rotonda al MASAV
“Un alleato prezioso per la tutela del mare”
Come evidenziato da Alessandra Prampolini, direttrice generale del WWF Italia, “la pesca artigianale sostenibile è un alleato prezioso per la tutela del mare e per il benessere delle comunità costiere. L’attuazione del Piano in Italia è un passo necessario per unire conservazione, innovazione e giustizia sociale, mettendo le persone e gli ecosistemi al centro delle politiche marittime.”
L’Alleanza delle Cooperative Italiane Pesca (Confcooperative Fedagripesca, Agci Pesca e Acquacoltura, Legacoop Agroalimentare) ha ribadito che “la piccola pesca non è solo una componente economica, ma un patrimonio culturale e sociale che va tutelato e valorizzato. Il Piano rappresenta un’occasione concreta per rafforzare il ruolo dei pescatori nella gestione sostenibile delle risorse e nella costruzione di un futuro condiviso per le comunità costiere. Il modello italiano di piccola pesca già esiste ed è quello elaborato in questi anni dall’Alleanza delle Cooperative. Tale modello merita di diventare il punto di riferimento nazionale, di essere fortemente finanziato per una sua implementazione nazionale e disseminato in tutto il Mediterraneo.”
Le cinque priorità
Dalla giornata di confronto sono emerse cinque priorità operative per accelerare l’attuazione del Piano in Italia.
- Istituire momenti di approfondimento regolari, anche utilizzando e ampliando i meccanismi istituzionali già esistenti per garantire un confronto strutturato e inclusivo tra istituzioni, settore, ricerca e società civile.
- Definire un quadro normativo nazionale per la cogestione, capace di supportare lo sviluppo di piani di gestione locali partecipati, fornendo regole chiare.
- Allocare risorse dedicate e strumenti finanziari stabili per monitoraggio, formazione e innovazione, anche alla luce dei cambiamenti nella programmazione europea.
- Rafforzare la raccolta e condivisione dei dati sulla piccola pesca, integrando conoscenze scientifiche e tradizionali per decisioni basate su evidenze.
- Valorizzare e replicare le buone pratiche già esistenti, così da costruire un modello italiano di pesca artigianale sostenibile.
I partecipanti hanno espresso una volontà comune a portare avanti questi obiettivi, riconoscendoli come elementi essenziali per rafforzare la resilienza della piccola pesca e contribuire alla sostenibilità del Mediterraneo.