Petizione Amazzonia | WWF Italy

Distruggere e sfruttare illegalmente le nostre risorse naturali deve essere considerato un crimine contro l'umanità

Proprio adesso l'Amazzonia sta bruciando. 

Dall’inizio dell’anno ad oggi la percentuale netta della superficie bruciata in Amazzonia è aumentata del 150% rispetto al trend degli ultimi 10 anni.

I grandi sistemi naturali come la foresta amazzonica, i ghiacci polari, gli oceani, il permafrost, svolgono funzioni vitali che garantiscono la nostra sopravvivenza.

Distruggerli, come sta accadendo alla foresta amazzonica, deve essere considerato un crimine contro l'umanità.


Chiediamo al Governo italiano di diventare portavoce della nostra richiesta presso la Corte penale internazionale e chiedere che anche la distruzione dei sistemi naturali cruciali per la sopravvivenza dell’intera società umana vengano inseriti tra i crimini contro l'umanità,  al pari di genocidio, crimini di guerra e aggressioni.

FIRMA LA PETIZIONE
Chiedi che i crimini ambientali siano inseriti tra i crimini contro l'umanità!

Le nostre richieste al Governo italiano

Al Presidente del Consiglio dei Ministri  
Premesso che

Per garantire il futuro dell’umanità è ormai urgente e necessario attivarsi a livello mondiale per ottenere il mantenimento dei complessi e delicati equilibri dinamici del nostro complesso Pianeta Terra che hanno consentito il raggiungimento della civiltà umana.    

La Terra pertanto non può essere considerata un “oggetto legale non identificato” ma deve essere considerato nel nostro diritto internazionale un “bene collettivo”, la casa comune dell’umanità. 

Una Terra vitale e resiliente, unica garanzia per il presente e il futuro  dell’umanità, deve essere l’obiettivo prioritario di chi oggi è alla guida delle Nazioni nel mondo. 

Sono ormai quotidiani  gli allarmi globali sugli effetti delle attività umane, molto spesso illegali,  che danneggiano irreversibilmente, distruggono, inquinano  i beni collettivi – clima, acqua, aria, suolo, foreste, specie viventi. In particolare l’azione dell’uomo mette oggi a rischio alcuni sistemi strategici che regolano il funzionamento dell’intera biosfera, tra cui l’Amazzonia.

I  nefasti effetti prodotti dall’intervento umano sull’Amazzonia, mettono oggi a rischio uno degli elementi più delicati degli equilibri dinamici planetari, spingendolo l’ecosistema verso un punto critico. Superato tale punto critico   potrebbero generarsi il collasso delle foreste ed effetti drammatici difficilmente gestibili da parte delle società umane su tutta la biosfera. 

La distruzione dell’Amazzonia e degli altri sistemi naturali cruciali per la sopravvivenza della società umana è a tutti gli effetti un crimine contro l’umanità.

        
Considerato che

La Corte penale internazionale, istituita con  lo “ Statuto di Roma”  del  17 luglio 1998, è competente a giudicare i responsabili di crimini particolarmente gravi e che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione;   

Riteniamo sia ormai tempo che anche i “crimini ambientali”, compiuti attraverso la distruzione e lo sfruttamento illegali delle risorse naturali planetarie strategiche per il futuro dell’umanità, siano inseriti nello Statuto della Corte penale internazionale e considerati alla stregua dei crimini contro l’umanità, ai sensi dell’art. 7 dello Statuto stesso.   

L’Articolo 9, punto 2 dello Statuto della Corte stabilisce le modalità con cui è possibile apportare “ Modifiche agli elementi costitutivi dei crimini”. Tra queste le proposte provenienti da  uno Stato Parte, che possono essere poi “approvate dall'Assemblea degli Stati Parte a maggioranza di due terzi dei membri”. 

L’Italia è stata uno dei Paesi protagonisti nell’istituzione della  Corte penale internazionale “per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità”; l’Italia ha ospitato la Conferenza  Diplomatica per l’adozione dello Statuto della Corte. L’Italia ha ratificato, tra i primi Paesi Parte, lo “Statuto di  Roma” con la legge 232 del 1999 e successivamente approvato l’Adeguamento dell’ordinamento italiano allo Statuto della Corte penale internazionale, con Legge 237/2012 . 
 

Chiediamo che:

Il Governo italiano avvii la procedura per chiedere al Segretario della Corte penale internazionale una modifica dello “Statuto “ per inserire tra i crimini perseguiti dalla Corte i “Crimini ambientali contro l’umanità”.   

Agisci ora per la Foresta Amazzonica

Non puoi andare in Amazzonia a spegnere gli incendi, ma puoi comunque fare qualcosa per aiutarci a fermare l'emergenza.