PNRR

La nostra risposta al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

© WWF Italia

PNRR: DOVE È LA NATURA PER LE PROSSIME GENERAZIONI?

Insieme ad altre organizzazioni ambientaliste ed a rappresentanti della ricerca scientifica abbiamo chiesto al governo di rivedere l’attuale bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in un’ottica che ponga al centro la Natura, in termini di biodiversità ed ecosistemi, così come indicato dall’Unione Europea nel New Green Deal con il Next Generation EU.

Nell’attuale versione del PNRR questa centralità è assente, mentre persiste quella logica “estrattiva” che ha guidato il nostro rapporto con la natura, considerata una mera “risorsa” da gestire a nostro vantaggio, e che ha portato ad un progressivo deterioramento del capitale naturale. 

I capisaldi della Commissione Europea declinati nel Green Deal, nella Strategia europea e nelle Linee Guida del PNRR sui temi della biodiversità e della tutela del capitale naturale sono: 
 

  • Fare in modo che tutte le politiche dell’Unione Europea contribuiscano a preservare e ripristinare il capitale naturale europeo 

  • Garantire i servizi essenziali forniti dagli ecosistemi quali cibo, acqua dolce, aria pulita e riparo

  • Assicurare che i Piani Nazionali per la Ripresa e la Resilienza (PNRR) destinino almeno il 37% delle risorse dei Piani nazionali ad azioni per il clima e la biodiversità 

  • Fare in modo che gli Stati europei nei propri PNRR  prevedano azioni per accrescere il proprio capitale naturale, migliorare l’uso efficiente delle risorse, proteggendo e ripristinando i sistemi naturali

  • Proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e il 30% delle aree marine dell'UE, con tutela integrale per almeno il 10% del territorio, e integrare i corridoi ecologici in una vera rete naturale trans-europea 

La nostra Comunità Scientifica ha epresso una ferma dichiarazione relativa al PNRR:

• L’attuale PNRR non risponde alle linee guida europee per quanto riguarda la protezione e il restauro della biodiversità e degli ecosistemi terrestri e marini del nostro paese, ovvero il capitale naturale indispensabile per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere.

• Per evitare il rischio di bocciatura del Piano, è quindi indispensabile modificarlo prontamente per rispondere ai criteri del Next Generation EU e del Green Deal Europeo, inserendo adeguate misure di conservazione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, con il supporto dei migliori scienziati esperti in materia.

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La natura deve essere protagonista del nuovo PNRR

L’ultima bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) non considera la Natura (in termini di biodiversità ed ecosistemi): mancano la Protezione e l’uso sostenibile delle risorse acquatiche e marine, e le misure dirette di protezione e restauro della biodiversità e degli ecosistemi. Al contrario è necessario rivedere l’attuale bozza del PNRR in un’ottica che ponga al centro la Natura, in termini di biodiversità ed ecosistemi, così come indicato dall’Unione Europea nel New Green Deal con il Next Generation EU.

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Nel PNRR manca una strategia per la tutela del capitale naturale

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mancano una strategia strutturata progetti in grado di tutelare e ricostituire il capitale naturale italiano. All’Italia serve un piano più coerente con gli obiettivi del Green Deal, un PNRR che introduca anche obiettivi concreti e misurabili per la conservazione della biodiversità, a cominciare dall’implementazione del sistema delle Aree Protette e da progetti di ripristino degli ecosistemi naturali che nel piano non hanno trovato spazio. 

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Nella bozza del PNRR mancano città, elettrificazione e sicurezza

Le città, l’elettrificazione dei trasporti e la sicurezza stradale non sono una priorità per il PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri. Nonostante la crisi di Governo, il piano sarà discusso in Parlamento nei prossimi giorni. Solo 7,5 miliardi di euro per la mobilità urbana e regionale, contro i 29 miliardi necessari, nessuna voce specifica sullo sviluppo di un’adeguata rete di ricarica elettrica nazionale ad uso pubblico, nessun investimento per la riconversione industriale del comparto trasporti, briciole per la sicurezza stradale.

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PNRR, WWF chiede al Governo visione, coraggio e realismo

Il WWF chiede al Governo di avere visione, coraggio e realismo in una nuova stesura del Piano Nazionale per la Ripresa e per la Resilienza (PNRR) che chiarisca con quali criteri saranno scelti i progetti cantierabili e come verranno ripartire la risorse per realizzare la rivoluzione ecologica. Questo piano verrà finanziato con i 193 miliardi di euro del dispositivo Recovery and Resilience Facility ma i soldi cominceranno ad arrivare all’Italia dal prossimo anno solo se entro il febbraio 2021 saranno presentati progetti coerenti con l’European Green Deal ed effettivamente realizzabili.

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