Q&A-Jova Beach Party | WWF Italy

Jova Beach Party

Le vostre domande e le nostre risposte sulla nostra partecipazione al JBP

© JovaBeachParty

Quest’estate saremo presenti alle tappe del Jova Beach Party per portare avanti la nostra campagna contro l’inquinamento da plastica in natura. Il tour sta suscitando molto interesse e una grande risposta da parte del pubblico ma al tempo stesso però sono state espresse alcune perplessità e, in alcuni casi, vere e proprie critiche su alcune località scelte per le tappe.

Il WWF non intende sottrarsi al confronto, anzi, attraverso questa informativa in forma di domanda/risposta (in continuo aggiornamento), vuole offritre lo strumento per chiarire i dubbi più frequentemente circolati in particolare sui social.

 

Il WWF riceve soldi dal Jova Beach Party? 

No. Il WWF non riceve alcun compenso economico per la sua partecipazione al Jova Beach Party. 

 

Il WWF è organizzatore del tour insieme a Jovanotti? 

No. Il WWF Italia non è organizzatore, né sponsor del tour. È stato chiamato a partecipare al tour per promuovere la campagna che porta avanti da anni contro l’inquinamento da plastica in natura. 

 

Perché abbiamo scelto di partecipare al Jova Beach Party?

Il WWF sarà presente al tour perché Jovanotti ha aderito alla nostra campagna contro l’inquinamento da plastica in Natura dandoci la possibilità di partecipare il suo tour estivo per promuoverla. Crediamo nella volontà di Lorenzo di dare una mano a questa causa e nella capacità di trasformare una festa in un'occasione per raggiungere con un messaggio ecologista e di rispetto del pianeta un grandissimo numero di persone. Ci siamo quindi impegnati, attraverso  la nostra competenza scientifica e l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro sul campo, affinché il tour si svolga nel rispetto degli habitat e delle specie viventi. Il tour si sarebbe comunque fatto ugualmente e la nostra presenza ha certamente favorito un maggior rigore, più attenzioni sia sostanziali che formali e ha costituito un deterrente nei confronti di alcune amministrazioni che, attratte dall’importanza dell’evento, avrebbero potuto rilasciare autorizzazioni in maniera disinvolta. Nonostante fossimo stati chiamati solo per la nostra campagna PlasticFree abbiamo ritenuto di dover dare il nostro contributo per ridurre i possibili impatti sia relativamente alle localizzazioni che rispetto ai criteri generali di gestione dell’evento.

 

Perché è un’occasione così importante? 

Il Jova Beach Party coinvolgerà centinaia di migliaia di persone e rappresenta una grande occasione unica per avvicinare tantissime persone, in particolare i più giovani, alle tematiche ambientali e per creare una forte mobilitazione per difendere la Natura dall’inquinamento da plastica, una delle maggiori emergenza ambientali che sta assediando i nostri mari e la biodiversità che li popola. 

Se davvero vogliamo fare la differenza dobbiamo necessariamente andare a diffondere i nostri messaggi in eventi che coinvolgono un gran numero di persone (anche in eventi ludici come i concerti). Dobbiamo convincere le tantissime persone che fino ad oggi sono state meno attente ai messaggi ambientalisti, ricercando anche momenti diversi da quelli per noi più tradizionali ai quali però si avvicinano quanti sono già sensibilizzati.

 

Qual è l’obiettivo di questa partecipazione? 

Lo scopo del WWF in questa occasione è quello di sensibilizzare quante più persone possibile sul tema dell'inquinamento da plastica in mare e sul come modificare i nostri stili di vita in modo da ridurre il nostro impatto. Il WWF farà attività di informazione, educazione e sensibilizzazione. La battaglia contro l’inquinamento è anche (e soprattutto) una battaglia culturale. Per convincere le persone non vi è altro modo che incontrarle e parlarle. 

 

Cosa faremo all’interno del villaggio per raggiungere il nostro obiettivo? 

Le attività del WWF al Jova Beach Party si svolgeranno attraverso un apposito spazio animato da iniziative di sensibilizzazione ed educazione e attraverso volontari che somministreranno a chi partecipa al concerto un questionario, le cui domande, realizzate con la supervisione del consigliere nazionale Paolo Anselmi, vicepresidente di Eurisko, hanno una duplice funzione. Da un lato, quella di rendere consapevoli gli intervistati del loro grado di conoscenza sull’emergenza dell’inquinamento da plastica in natura, dall’altro, quello di raccogliere un campione significativo da rendere pubblico alla fine del Tour. Le attività di sensibilizzazione continueranno con la pubblicazione di due comportamenti da seguire per ogni tappa del tour sul quale saranno coinvolti anche gli ospiti del Jova Beach Party per amplificarne gli effetti.

Durante tutte le giornate dei concerti attraverso video, gazebo e manifesti saranno poi diffusi messaggi finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla conservazione della natura.

 

Perché vogliamo sensibilizzare le persone? 

Attraverso il questionario e i consigli che daremo ai partecipanti del tour, vogliamo spingere migliaia di persone a riflettere sulle proprie azioni quotidiane e sull’impatto che queste hanno sull’ambiente. Riuscire a modificare i comportamenti individuali è fondamentale per invertire il trend di inquinamento dei nostri mari dove già nel 2050 corriamo il rischio che ci sia più plastica che pesce. In questa campagna di informazione e sensibilizzazione sono state coinvolte anche le Capitaneria di Porto che, anche in relazione al Jova Beach Party, agiscono nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto con il WWF Italia. 

 

L’evento avrà un impatto ambientale? 

Ovviamente i concerti come questo che coinvolgono centinaia di migliaia di persone hanno sempre un impatto ambientale, indipendentemente dai luoghi scelti. Ma anche grazie al lavoro del WWF, per tutti i concerti in programma, sono state concordate una serie di attenzioni, alcune delle quali molto innovative, che altrimenti non ci sarebbero state e che fanno sì che gli impatti su habitat ed ecosistemi non siano significativamente superiori a quelli causati dalle attività che si svolgono abitualmente negli stessi siti. Anzi, in alcuni casi, abbiamo ottenuto l’impegno degli enti locali e dell’organizzazione a migliorare sensibilmente lo stato di conservazione dei luoghi. 

 

Quali misure sono state attivate per contenere gli impatti grazie al WWF? 

Al Jova Beach Party saranno utilizzate esclusivamente strutture precarie, di facile installazione e rimozione per lasciare i luoghi, ad evento realizzato, nello stato in cui si trovavano precedentemente, e quindi con un impatto sull’ambiente e sul paesaggio di breve durata e poco significativo. Sono stati concordati: l’utilizzo di strutture e impianti (audio, video, luci) noleggiabili senza costi ambientali di produzione e smaltimento; l’utilizzo di scenografie anch’esse noleggiabili, e solo in parte prodotte appositamente, per ridurre i costi ambientali di produzione e smaltimento. Le emissioni acustiche e luminose saranno indirizzate in direzione opposta a quella delle aree naturali, ci sarà una raccolta differenziata spinta dei rifiuti raccolti durante e dopo l’evento.

Non ci saranno effetti scenografici che provocano dispersione di rifiuti nell’ambiente (coriandoli); si utilizzeranno fuochi artificiali freddi (senza combustione e fiamme, con polveri di farina di riso colorata sparate senza elementi esplosivi né emissioni acustiche) e strutture gonfiabili per ridurre le esigenze di trasporto: si è così ridotto almeno del 50% il numero di camion necessario per il trasporto, con conseguente riduzione dell’50% delle emissioni di CO2 provocate dai trasporti, a fronte delle scarse emissioni causate dal loro gonfiaggio. 

In tutte tappe si ridurranno i consumi energetici del 50% rispetto a quelli di un concerto tradizionale in uno stadio, grazie all’utilizzo di generatori di energia elettrica di ultima generazione a basse emissioni in atmosfera e per l’80% di lampade a led. All’interno dell’area del concerto saranno installate torri faro ibride a batteria senza emissioni acustiche e atmosferiche e dispositivi dimostrativi alimentati da pannelli solari o da dinamo di biciclette azionate dai partecipanti per la ricarica dei telefonini, a scopo educativo. 

La vendita di prodotti alimentari sia di tipo tradizionale che di provenienza locale, avverrà con attenzione particolare alla sostenibilità delle filiere di produzione e gli sponsor dell’iniziativa hanno politiche ambientali nei settori di competenza (veicoli, cibo,energia, ecc.).

 

Il WWF ha scelto le spiagge? 

No, le località erano già state individuate dall’organizzazione prima che l’artista ci coinvolgesse nell’evento. Di norma sono spiagge già fortemente antropizzate e dedicate alla fruizione per la balneazione di migliaia di persone. 

 

Perché abbiamo detto di sì ai concerti sulle spiagge scelte dagli organizzatori del Jova Beach Party?

Le aree dei concerti sono localizzate in spiagge antropizzate che comunque d’estate sono sempre soggette a fortissime pressioni da parte dei bagnanti. Dove ci siamo resi conto dell’incompatibilità dell’area con le misure di conservazione abbiamo chiesto che si adottassero altre scelte: alcuni tratti di costa (pur essendosi candidati ad ospitare l’evento) non sono stati presi in considerazione, altri concerti sono stati posticipati e la località di Torre Flavia è stata cambiata (nonostante fossero già state rilasciate le necessarie autorizzazioni da parte del comune). Tutto questo lo abbiamo fatto anche confrontandoci con la LIPU (in particolare per quanto riguarda la nidificazione del Fratino) e raccogliendo le considerazioni di altre organizzazioni locali e nazionali. 

 

Il WWF è responsabile per la presenza delle ruspe sulle spiagge?

Certo che no. La presenza di ruspe sulle spiagge prima dell’avvio dei concerti è legata ad attività già previste dai Comuni, ordinarie (es. pulizia delle spiagge con mezzi meccanici) oppure straordinarie (es. sistemazione di un canale a Vasto). Tutte le attività legate al concerto che potranno avere impatti su specie o habitat sono state considerate attentamente anche attraverso formali Valutazioni di Incidenza Ambientale, che hanno sempre escluso impatti significativi.

 

Cos’ha fatto il WWF per tutelare il fratino? 

Per tutelare il fratino, specie protetta di uccello che nidifica sulle spiagge, Il WWF ha creato una Rete di volontari per coordinare le attività di censimento e tutela dei nidi, che va avanti da anni in Abruzzo, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata e Veneto. Dal mese di maggio e con ancora con più frequenza dall'inizio di giugno, i nostri volontari sono sul campo e hanno già messo in sicurezza alcuni nidi a Siculiana marina (AG) e sul Delta del Po. A Lido degli Estensi abbiamo chiesto e ottenuto che l’area di concerto non coinvolgesse in alcun modo la duna e che la data venisse posticipata per non interferire con possibili nidificazioni di fratino e che venisse fatta una formale Valutazione di Incidenza, per quanto non necessaria a norma di legge essendo al di fuori di qualunque area protetta, per escludere impatti negativi su specie o habitat. Anche le spiaggia di Praia a Mare e quella di Barletta sono regolarmente monitorate. 

 

Cosa è accaduto al fratino sulla spiaggia di Rimini? 

Negli anni scorsi ci era stata segnalata la presenza di fratini nidificanti sulla spiaggia di Rimini, per questo - nella scelta dello spazio in cui svolgere il concerto - è stata evitata l’area di spiaggia libera dove erano avvenute le nidificazioni e scelta un’altra all’interno di stabilimenti balneari, che ogni estate ospita migliaia di persone. Tuttavia, alcuni lavori di movimentazione della sabbia che sono stati realizzati a maggio, hanno creato disturbo ai fratini e provocato un loro spostamento verso nord, dove questi hanno nidificato.
Nei giorni che hanno anticipato la data di Rimini del 10 luglio, sono stati fatti monitoraggi e un sopralluogo insieme all'assessore all'Ambiente del Comune di Rimini, che ha confermato la presenza di alcuni fratini in un'area limitrofa e esterna, a sud dal tratto di spiaggia che ha ospitato il villaggio. 
Ci teniamo a precisare che quest’ampia area di 100 metri per 200 metri, circa due ettari, è stata off limits per tutta la durata del concerto, tanto che anche l’ingresso al villaggio è stato posizionato in una zona antistante l’area di nidificazione, senza che il passaggio dei partecipanti potesse impattare su di essa.
Per proteggere i fratini sono state applicate una serie di misure:

- L'area è stata delimitata grazie a una rete, posizionata nel lato opposto al concerto e appositamente rialzata da terra di alcuni centimetri per permettere l’eventuale passaggio ai piccoli fratini;
- I membri dello staff, carabinieri forestali e i volontari WWF hanno monitorato l'area per tutta la durata del concerto.
Il 10 luglio il fratino è stato protetto, ma a tutti chiediamo di continuare a tutelarlo, anche dopo che i riflettori del Jova Beach Party si sono spenti su Rimini. 

 

Quali valutazioni sono state fatte sulla tappa di Marina di Cerveteri? 

La località di Marina di Cerveteri è stata scelta come alternativa a Ladispoli. La località inizialmente individuata dall’organizzazione era infatti troppo vicina al Monumento Naturale – Zona di Protezione Speciale di Torre Flavia, con le sue dune naturali che spesso ospitano nidi di fratino, per essere sicuri di escludere effetti negativi su habitat e specie. Pertanto abbiamo chiesto e ottenuto che fosse spostata. Il nuovo sito individuato, per quanto a pochi chilometri di distanza verso nord e ad alcune centinaia di metri dal confine nord della area protetta, è invece una zona del tutto antropizzata che insiste per 1/3 su uno stabilimento balneare e per 2/3 su un parcheggio sterrato, nel quale l’unico elemento naturale (un piccolo canneto) verrà totalmente rispettato. I lavori attualmente in corso di sistemazione del fondo, sia nell’area di concerto che in una adibita a mezzi di soccorso e di servizio, che fungerà da area cuscinetto preclusa al pubblico alle spalle del palco, erano previsti e accuratamente valutati, insieme alle attività di concerto, da un approfondito Studio di Incidenza che ha ricevuto valutazione positiva da parte dell’ente gestore, escludendo quindi qualsiasi impatto negativo su specie e habitat dell’area protetta. Al termine dell’evento, l’organizzazione si è anche resa disponibile ad un intervento di ingegneria naturalistica che contribuirà a ricostituire dune naturali nella zona a nord della riserva, aumentando così gli habitat idonei per il fratino.
 

Quali valutazioni sono state fatte sulla tappa di Lido degli Estensi? 

L’area individuata dall’organizzazione per la tappa di Lido degli Estensi presenta da sempre alcuni elementi di naturalità, come una duna semi-naturale tra la spiaggia e l’abitato, e numerose criticità, quali le ordinarie pesanti pulizie meccaniche della spiaggia, la presenza di una colonia felina poco lontana, il libero accesso alla duna, etc., che hanno comportato che tutti i tentativi di nidificazione da parte del fratino siano andati a vuoto. Abbiamo quindi chiesto ed ottenuto che l’area di concerto non coinvolga in alcun modo la duna, che la data venisse posticipata per non interferire con possibili nidificazioni di fratino e che venisse fatta una formale Valutazione di Incidenza, per quanto non necessaria a norma di legge essendo al di fuori di qualunque area protetta, per escludere impatti negativi su specie o habitat. Inoltre abbiamo chiesto che Comune e organizzazione si impegnino a migliorare in futuro le condizioni dell’area, prevendendo pulizie manuali dell’arenile, delimitazione dell’area di duna e di eventuali nidi di fratino, apposizione di pannelli che illustrino i valori naturalistici dell’area, chiusura degli accessi carrabili e individuazione di un sito migliore per la colonia felina. Ricordiamo che il WWF da anni si batte altresì per l’istituzione del Parco Nazionale del Delta del Po affinché si possano tutelare al meglio le aree naturali e le zone umide del delta più importante d’Italia. 

 

Quali valutazioni sono state fatte sulla tappa di Vasto? 

Come in altre aree già adibite a balneazione e ad eventi, ci siamo assicurati che le attività legate al concerto non interferiscano con specie e habitat presenti nel Sito Natura 2000 situato più a sud. Abbiamo quindi chiesto e ottenuto che venisse fatta una approfondita Valutazione di Incidenza che ha dato esito positivo, escludendo quindi impatti ambientali significativi, anche grazie ai numerosi accorgimenti messi in campo dall’organizzazione (es. orientamento del palco e del suono in direzione opposta all’area protetta, utilizzo di utilizzo di fuochi artificiali freddi senza elementi esplosivi né emissioni acustiche, etc). I lavori relativi ad un canale che scorre sotto la piazzetta di Vasto marina, presente nell’area di concerto, erano stati preventivati e iniziati dal Comune precedentemente al concerto e indipendenti da esso. L’intervento di livellamento sulla spiaggia realizzato circa due mesi prima del concerto si è svolto in un’area differente da quella del concerto ed è stato denunciato proprio dal WWF. Puoi saperne di più leggendo questa news su Vasto

 

Quali valutazioni sono state fatte sulla tappa di Barletta?

L’area in cui si svolgerà la tappa del Jova Beach Tour è localizzata in una spiaggia antropizzate che d’estate è sempre soggetta a numerose attività balneari. La data del tour che si svolgerà a Barletta sarà il prossimo 20 luglio, quando la stagione è già in fase avanzata per il periodo di nidificazione del fratino. L’area di Barletta in cui potrebbe nidificare il fratino è comunque sempre monitorata e tenuta sotto controllo.

 

Perché sì alla tappa del tour a Plan de Corones?

L’unica data del Jova Beach tour in montagna sarà a Plan de Corones, uno dei più grandi bacini sciistici delle Alpi che, durante la stagione invernale, accoglie ogni giorno un numero di sciatori maggiore dei partecipanti al concerto e che ha già ospitato nel passato concerti dello stesso tipo. La zona che sarà interessata dal concerto di Plan de Corones non è in un’area protetta ed è già fortemente antropizzata e modellata in base alle esigenze del turismo di massa. L’intero comprensorio, con circa 30 impianti di risalita che hanno una capacità di trasportare oltre 70.000 persone ogni ora (per fare un paragone la nuova metropolitana di Milano la M4 avrà una capacità massima di trasporto nell’ora di punta di 12.500 passeggeri/ora) e i 119 chilometri di piste da sci, alcune delle quali funzionanti anche di sera, registra ogni inverno quasi mezzo milione di arrivi e oltre 2 milioni di pernottamenti (dati ASTAT 2014/2015). Il futuristico Museo della Montagna realizzato dallo stesso Messner richiama migliaia di turisti anche d’estate, contribuendo ai quasi 3 milioni di pernottamenti estivi del comprensorio (dati ASTAT 2017). Per il concerto del Jova Beach Party, i partecipanti arriveranno unicamente a piedi o sfruttando gli impianti di risalita esistenti.
 

Come saranno gestiti i rifiuti durante il Jova Beach Party?

A monte, il Jova Beach Party cerca di ridurre al massimo la presenza e la produzione di rifiuti.
«Lasceremo le spiagge meglio di come le abbiamo trovate» è la frase detta da Lorenzo durante la conferenza stampa di presentazione del progetto e da allora questo è diventato il principio guida del Tour e che dimostrerà quanto questo evento sia diverso da tutti gli altri. 
Per ogni area è prevista una pulizia finale finanziata dai main partner dell’evento (Coop e Corona) con l’utilizzo di 60 persone per la pulizia manuale e dove necessario e possibile una pulizia con mezzi meccanici. La pulizia avrà inizio subito dopo lo smontaggio degli allestimenti. Durante l’evento, per ogni tappa, è prevista la presenza di un team di volontari Coop composto da circa 30 persone che si occuperà di raccogliere la plastica e di dare indicazioni al pubblico per la raccolta differenziata mirata.

 
 

Quale sarà il ciclo vitale di questi rifiuti dopo le tappe del concerto?

Ogni rifiuto del Jova Beach Party sarà gestito in un sistema di raccolta differenziata e inserito in un progetto di conversione: ciò significa che la gestione dei materiali sarà tracciabile e avrà una “nuova vita”.
A causa delle normative sull’ordine pubblico che vietano di introdurre ai concerti le borracce o contenitori di vetro, non è stato possibile eliminare le bottigliette di plastica, che però sarà raccolta, riciclata al 100% e conferito al consorzio CO.RE.PLA per diventare materia prima seconda e avere nuova vita. Grazie alla trasformazione della plastica riciclata saranno realizzati quattro diversi progetti. Il primo prevede la trasformazione del PET riciclato (bottigliette) in filato per la realizzazione di 1000 coperte da regalare alla Protezione Civile per scopi assistenziali e di soccorso sanitario; mentre il secondo la trasformazione del PET riciclato (bottigliette) in filato per la realizzazione di kit magliette da regalare alle squadre dilettantistiche locali. Con la trasformazione del PE (da tappi) insieme a un mix plastiche riciclati, poi, saranno realizzate panchine da regalare ai comuni ospitanti il tour e passerelle per disabili da donare ad un Parco o a un’area protetta, come ad esempio quella di lido Degli Estensi.


Cosa fanno i volontari WWF durante le tappe del Jova Beach Party?

 Al Jova Beach Party, alcuni membri dello staff WWF saranno affiancati da un gruppo di giovani volontari, che li aiuteranno nelle attività di sensibilizzazione del pubblico presente al concerto.
Nei giorni che precedono le varie tappe, ai giovani volontari vengono fornite varie informazioni sulla mission, sui principali progetti portati avanti dall’associazione e sulle attività che questi dovranno svolgere nel corso della giornata. Dalle ore 12 alle ore 14, i giovani avranno tempo per mangiare e partecipare a un ulteriore momento conoscitivo e di formazione fatto da alcuni membri dello staff WWF, dove verranno illustrate nel dettaglio attività, che avranno inizio dal momento dell’apertura del villaggio (le 14 circa), per poi concludere alle ore 20.00.
 
Le attività dei volontari WWF al Jova Beach party sono tre:
 
- la prima consiste nel supporto, da parte di alcuni, allo staff che si occupa del banchetto dedicato alla vendita di prodotti WWF come magliette o gadget, il cui ricavato sarà interamene devoluto ai progetti di conservazione;
 
- la seconda prevede che i volontari, a coppie e muniti di tablet fornito dallo staff, sottopongano un breve quiz alle persone presenti al Jova Beach Party, per poi invitarle all’info point del WWF dove riceveranno un gadget per aver partecipato;
 
- la terza prevede possibili attività di monitoraggio delle specie protette ove presenti. Nella tappa di Rimini, dove erano presenti alcuni fratini ed è quindi stata predisposta un’area off limits di messa in sicurezza, alcuni volontari hanno supportato gli esperti nell’attività di monitoraggio;
 
- l’ultima attività consiste nel supportare lo staff all’info point dello spazio WWF, dove i volontari consegneranno i gadget e potranno dare informazioni sulle attività del WWF Italia al tour.
 
Ci teniamo a precisare che i volontari WWF saranno impegnati solo fino alle ore 20.00 e non si occuperanno della pulizia delle spiagge, di cui sono incaricate la società Cooperativa Erica e Corona.