ReNature Italy | WWF Italy




ReNature Italy 


Rigeneriamo la Natura d'Italia 

LA PIÙ GRANDE SFIDA, LA PIÙ GRANDE OPPORTUNITÀ

 

“Abbiamo appena 10 anni per fermare la perdita di biodiversità in Italia e rigenerare il nostro capitale naturale a favore del benessere e della salute di tutti noi: è la più grande sfida della nostra epoca”



La natura non è un optional, è la vera base essenziale della nostra esistenza: l’ossigeno nell’aria che respiriamo, l’acqua potabile delle nostre sorgenti, il cibo che possiamo coltivare in suoli fertili grazie all’azione degli impollinatori. Senza contare che anche i principi medicinali, i più diffusi materiali tessili, da costruzione e riscaldamento, vengono dalla natura. Essa è anche il nostro principale alleato per mantenere in equilibrio il clima del pianeta e difenderci dagli eventi estremi. Le società e le economie in salute si basano su tutto questo.

Ma negli ultimi decenni le attività umane hanno eroso il nostro prezioso capitale naturale e alterato in modo significativo i tre quarti degli ecosistemi terrestri e i due terzi degli oceani, distruggendo gli habitat, sovrasfruttando le risorse ed emettendo gas climalteranti e altri inquinanti. Ciò, oltre ad aver provocato una drammatica perdita di biodiversità, sta peggiorando i già pericolosi livelli di riscaldamento globale in atto e mettendo a rischio la stessa salute umana: come la pandemia COVID-19 ci ha purtroppo insegnato, il benessere umano e la salute del nostro pianeta sono inestricabilmente connessi #ForNatureForUs.

 L’unico modo per garantirci un futuro sul pianeta, in equilibrio con la ricchezza di vita che ospita, è aumentare gli sforzi di conservazione della natura e al contempo ridurre gli impatti dei nostri stili di vita. Da un approccio nature negative dobbiamo passare ad un sistema nature positive, dove con impegno e visione tuteliamo quanto rimane, riconnettiamo quello che abbiamo frammentato, rigeneriamo quello che abbiamo degradato e distrutto.

 

​Il problema: la Natura italiana è un mosaico incompleto

La natura italiana, a cavallo tra due ecoregioni prioritarie a livello globale - Alpi e Mediterraneo - è tra le più ricche d’Europa, ma questa ricchezza si sta perdendo ad un ritmo preoccupante: il 50% delle specie di Vertebrati presenti in Italia è minacciato d’estinzione e il 52% delle 570 specie di fauna italiana protette dalla Direttiva Habitat mostra uno stato di conservazione inadeguato o sfavorevole. E gli habitat non sono in una condizione migliore: l’86% di quelli tutelati dalla Direttiva Habitat versa in uno stato di conservazione inadeguato o sfavorevole. Negli ultimi anni sono stati fortemente ridotti alcuni importanti ambienti quali boschi di pianura e zone umide, il 64% delle quali è andato distrutto nell’ultimo secolo, mentre molti altri sono stati frammentati o degradati. Il 41% dei fiumi italiani monitorati non è in uno stato di conservazione adeguato e l’80% dei laghi italiani non presenta un buono stato ecologico e stanno perdendo la loro capacità di fornire i tradizionali servizi ecosistemici, a partire dal contrasto al dissesto idrogeologico e al cambiamento climatico. Ogni giorno in Italia perdiamo 16 ettari di territorio: suolo fertile, ecosistemi con i loro servizi, piccoli e grandi habitat, vengono trasformati da cemento e asfalto.

La soluzione: ReNature Italy

Con la campagna ReNature Italy proponiamo una visione per il nostro Paese grazie alla quale è possibile tutelare e rigenerare efficacemente il nostro capitale naturale, a beneficio delle generazioni attuali e future. La campagna sostiene un grande progetto capace di invertire la curva della perdita di biodiversità in Italia e favorire la coesistenza tra uomo e natura
 



Saranno 4 i filoni principali, con azioni interconnesse tra loro:

Protect

Per contribuire al raggiungimento dello sfidante obiettivo di raggiungere, entro il 2030, il 30% di superficie terrestre e marina efficacemente protetta, con un 10% di territorio a protezione integrale, e assicurare le tutela di specie chiave (come lupo, orso bruno marsicano e lontra). 

Connect

Per contribuire alla connessione tra le aree protette esistenti e in via di creazione, attraverso la realizzazione di una vera e propria rete ecologica nazionale a partire da 3 super-corridoi, le wildways alpina, padana ed appenninica.

Restore

Per contribuire a restaurare gli habitat degradati, a partire da 3 aree prioritarie a maggior frammentazione, con l’obiettivo di ripristinare almeno il 15% del territorio italiano, destinare almeno il 10% dei terreni agricoli alla natura e ristabilire la continuità ecologica di almeno 1600 km di fiumi italiani.

​Rewild

Per contribuire al ritorno in natura di alcune specie chiave per gli ecosistemi, strappandole al vortice dell’estinzione, attraverso progetti di ripopolamento o reintroduzione, ormai indispensabili per specie come la lince europea nelle Alpi e il cervo italico nella Penisola, proseguendo le azioni in corso su grandi rapaci come il falco pescatore. 

Protect

Obiettivo: verso il 30% di Aree Protette

Per conservare la natura, le aree protette sono uno strumento chiave. Purtroppo i nostri Parchi Nazionali sono ancora in alto mare dal punto di vista formale, privi di risorse adeguate dal punto di vista economico e di personale e senza un coordinamento di sistema efficace.

Proprio per questo è il momento di rilanciarli, sposando da subito l’obiettivo ambizioso della nuova Strategia Europea sulla Biodiversità, ovvero proteggere efficacemente almeno il 30% del territorio, e almeno il 10% in maniera integrale, incluso il 100% di foreste vetuste e a maggiore naturalità, per tutelare una quota fondamentale del nostro capitale naturale per conservarne la biodiversità e i servizi ecosistemici di cui beneficiamo, a partire dal contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico.

​Come raggiungere questo risultato?

Per concretizzare questo ambizioso obiettivo sarà necessario: 

  • ​creare nuovi Parchi, a partire da quelli “fantasma” come il Delta del Po, del Gennargentu e di Portofino, insieme a quelli già ipotizzati nella stessa Legge Quadro, come Monte Bianco e Tarvisio, e ad altre aree protette nelle zone chiave per la biodiversità identificate dagli esperti. In particolare, andranno tutelate in maniera stretta o integrale le ultime zone selvagge d’Italia, in particolare le foreste vetuste.

  • dotare quelli attuali di adeguate risorse e migliorarne significativamente l’efficacia di gestioneistituendo un vero Servizio Nazionale per le Aree Protette, inserito nel sistema nazionale di agenzie per la protezione dell’Ambiente (SNPA), che supporti e coordini concretamente i Parchi svincolandoli da logiche politiche e localistiche.

La nostra sopravvivenza e il nostro benessere dipendono dalla natura: occorre raggiungere il più rapidamente possibile quel 30% di capitale naturale efficacemente protetto. Intanto noi continueremo a tutelare grazie alle nostre 100 Oasi e oltre 36.000 ettari di natura italiana che accolgono molti degli habitat e delle specie più minacciate d’Italia.


Obiettivo: un futuro per specie chiave come orso, lupo e rapaci siciliani





Tutte le specie sono importanti, ma non tutte sono uguali:
proteggendo alcune specie che necessitano di ampi areali e che giocano ruoli chiave nelle complesse reti ecologiche, garantiremo la sopravvivenza di molte altre specie e il corretto funzionamento di interi ecosistemi.

 

​Come raggiungere questo risultato?

Come WWF abbiamo scelto di dedicarci alla conservazione di alcune specie chiave e a garantirne la corretta coesistenza con le attività umane. In particolare, porteremo avanti i nostri progetti sui grandi carnivori:

  • Orso: il progetto Orso 2x50 mira a raddoppiare la popolazione di orso bruno marsicano entro il 2050 grazie ad azioni per ridurre la mortalità legata all’uomo e favorirne l’espansione, anche attraverso il progetto europeo LIFE ARCPROM, per migliorare la coesistenza con le attività umane in un’area chiave per il futuro dell’orso, il Parco Nazionale della Majella.

  • Lupo: il nostro progetto mira a mantenere una popolazione vitale di lupo in equilibrio con gli ecosistemi, riducendo la mortalità antropica causata da incidenti stradali, grazie a speciali dissuasori, e dal bracconaggio, grazie all’azione delle nostre Guardie Volontarie, e in parallelo favorire la coesistenza con le attività umane, prevenendo i danni all’allevamento.

  • Rapaci: il nostro progetto LIFE ConRaSi mira a salvare dall’estinzione tre specie di rari rapaci mediterranei quali l’aquila di Bonelli, il falco lanario e l’avvoltoio capovaccaio, insieme ai preziosi habitat che li ospitano.

Tutte queste azioni dovranno essere supportate dalle attività per contrastare il bracconaggio a livello nazionale, grazie all’azione delle nostre 300 Guardie Volontarie in particolare nei black spot, e internazionale, grazie al progetto europeo LIFE SWIPE.

 

Connect and Restore

Gli obiettivi

I principali obiettivi sono:

  • ​Obiettivo: una Rete Ecologica per l’Italia  

    Le aree protette devono essere adeguatamente collegate tra loro
    per garantire a piante e animali di potersi disperdere e spostare attraverso corridoi idonei e sufficientemente tutelati. Oggi questo è impossibile a causa delle innumerevoli barriere ecologiche e per questo l’effetto del cambiamento climatico in corso rischia di avere effetti potenzialmente drammatici sulla biodiversità italiana. Per questo, diventa sempre più indispensabile creare anche in Italia una vera e propria Rete Ecologica Nazionale, che si sviluppi a partire da tre super-corridoi fondamentali: il corridoio Alpino, quello Appenninico e quello lungo la Valle del Po. Come abbiamo visto, conservare la biodiversità rimasta non è sufficiente, dobbiamo anche ripristinare quella perduta. 

  • Obiettivo: un piano nazionale di rigenerazione della natura

    Anche in Italia vogliamo avviare un’azione di ripristino ambientale senza precedenti, a favore del recupero dei servizi ecosistemici, della tutela del patrimonio naturale e per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Gli obiettivi generali sono sfidanti:

  • restaurare almeno il 15% di territorio italiano, concentrandosi sugli ecosistemi con un elevato potenziale di stoccaggio del carbonio e su quelli che contribuiscono alla mitigazione delle inondazioni e alla prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, come foreste, zone umide, fiumi e aree costiere.

  • ripristinare la connettività di almeno 1.600 km di fiumi italiani, garantendone la continuità dalla sorgente alla foce, anche attraverso la rimozione delle barriere e il ripristino delle pianure alluvionali.

  • destinare almeno il 10% dei terreni agricoli alla natura e il 40% a produzioni biologiche amiche della biodiversità.

Queste azioni saranno tanto più importanti se concentrate in aree prioritarie in cui la natura è estremamente frammentata, quali:

  • il corridoio Alpi-Appennino, un’area di connessione estremamente delicata e vulnerabile tra le Alpi e gli Appennini, fondamentale per il passaggio e gli spostamenti verso nord. Inoltre è un’area di contatto tra l’Ecoregione Alpina e quella Mediterranea.

  • il medio e basso corso del fiume Po, in gran parte degradato a causa dell’eccessiva “canalizzazione” dell’alveo e della riduzione delle aree di esondazione naturale, dove è necessaria una vasta azione di rinaturazione per contribuire a ridurre il rischio idrogeologico e il recupero della sua naturalità.

  • l’Appennino Umbro - marchigiano, tra i Monti Sibillini e il fiume Metauro, minacciato soprattutto dalla frammentazione dovuta alla rete infrastrutturale viarie e da una gestione forestale non sempre adeguata.

  • l’Appennino Campano centrale, tra i monti Lattari, Picentini, l’Appennino Dauno e il Matese, minacciato da inquinamento delle acque interne, ampliamento della rete viaria, dissesto idrogeologico, sfruttamento incontrollato del patrimonio forestale e fondovalle urbanizzati

  • la Valle del Crati e pre-Sila cosentina, tra la Campania meridionale, la Basilicata e la Calabria nord-occidentale, minacciata da estrazione petrolifera e conseguente inquinamento, e frammentazione degli habitat causata dall’espansione della rete viaria e da un caotico consumo di suolo.

I progetti



I primi passi della Campagna ReNature ci vedranno impegnati sul campo in 4 progetti concreti, i primi dei quali focalizzati su due delle aree prioritarie in cui ripristinare la continuità ecologica:

  • UN "ALTRO" PO: insieme ad ANEPLA (Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei Affini di Confindustria) abbiamo identificato un primo elenco di 40 interventi per il recupero di lanche e rami laterali del fiume, la riforestazione delle fasce ripariali e il contenimento di specie vegetali invasive

  • CUORE VERDE D’ITALIA nell’Appennino Umbro-Marchigiano, dove si prevedono interventi di deframmentazione della rete viaria per favorire la dispersione soprattutto dei grandi carnivori.


Il progetto ReNature Italy prevede anche azioni più diffuse sul territorio:

  • TERRA BUONA: in ambiente agricolo, grazie ad importanti collaborazioni con aziende agroalimentari, quali Barilla e Mutti, si svilupperanno percorsi a favore della tutela della biodiversità negli agro-ecosistemi per contribuire al mantenimento di una rete ecologica e tutelare singole specie, anche attraverso la realizzazione di piccole infrastrutture verdi.  In particolare la collaborazione con Mulino Bianco, Carta del Mulino, mira a rendere la filiera della coltivazione del grano tenero più sostenibile, restituendo spazio alla natura nei campi di grano, favorendo la naturale fertilità del suolo e riducendo l’uso dei prodotti chimici. Obiettivo è restituire alla natura oltre 1.800 ettari di terreni agricoli, creando aree seminate con fiori nettariferi e con piantumazione di alberi e siepi per la protezione degli insetti impollinatori e il restauro della biodiversità perduta nei nostri agroecosistemi.

Infine, molte azioni di restoration diffusa avverranno anche nelle 100 Oasi WWF, che da anni rappresentano una palestra dove sperimentiamo i migliori approcci grazie ai quali la natura può tornare ad espandersi.

  • ReNature PER LE OASI - grazie al quale ripristineremo centinaia di zone umide, ma anche aree forestali, aree per farfalle, bombi e altri impollinatori con l’obiettivo di aumentare siepi e fiori nettariferi per l’alimentazione degli insetti impollinatori offrire luoghi adatti per la loro riproduzione, e infine habitat fluviali.

  • URBAN NATURE - La natura si può e si deve rigenerare anche in ambiente urbano, proprio là dove vengono utilizzate la maggior parte delle risorse, cementificate le maggiori superfici e rilasciate le maggiori emissioni: le nature-based solutions aiutano a risolvere annosi problemi, dalle inondazioni alle isole di calore, ridando spazio alla natura in città e, con essa, benessere ai suoi abitanti, umani e non solo.

ReWild

Obiettivo: ridare natura a due simboli delle foreste, lince e cervo italico





Così come alcuni habitat hanno bisogno di essere ripristinati o riqualificate, anche alcune specie chiave, portate sull’orlo dell’estinzione da parte dell’uomo, hanno bisogno di un aiuto concreto per tornare a vivere in natura in numeri sufficienti a prosperare per generazioni e scampare al vortice dell’estinzione. Attraverso progetti di reintroduzione, ad esempio quando una specie è completamente scomparsa, o ripopolamento, quando gli individui di una specie sono troppo pochi perché la popolazione possa sopravvivere nel lungo periodo, molti paesi europei hanno favorito il ritorno di specie chiave per gli ecosistemi, dal bisonte europeo al castoro. 

I progetti

Il filone Rewild ci vedrà quindi impegnati nell’attivazione di due ambiziosi progetti su specie iconiche della fauna italiana: il ripopolamento della lince europea nelle Alpi e la reintroduzione in natura del cervo italico.

  • BENTORNATA LINCE - lince europea: tra gli animali più iconici della fauna europea e un tempo al vertice delle catene alimentari degli ecosistemi alpini, a causa della frammentazione degli habitat, del bracconaggio e della mortalità accidentale, oggi purtroppo sopravvive in Italia con pochissimi esemplari stabili sull’arco alpino (meno di 5 animali), unicamente in Trentino e Friuli, diversi dei quali a cavallo con altri Paesi.  Per questo miriamo a sostenere un ambizioso progetto di rewilding, come il progetto LIFE Lynx, che preveda il ripopolamento dell’esigua popolazione di lince nelle Alpi orientali, con l’obiettivo di creare una popolazione vitale di questo predatore, favorendo l’equilibrio con le altre specie e con le attività tradizionali locali.

  • IL PRINCIPE DELLA FORESTA - cervo italico: pochi sanno che tutti i cervi attualmente presenti in natura nella nostra Penisola provengono da reintroduzioni effettuate nel 19esimo secolo. Ma in un’area recintata all’interno della Riserva Naturale dello Stato “Bosco della Mesola”, in provincia di Ferrara, sopravvive l’ultimo nucleo di cervo italico, l’ultimo cervo autoctono della nostra penisola, con appena 300 individui, “cugino” del più famoso cervo sardo salvato grazie all’Oasi WWF di Monte Arcosu. Ma anche in semi-cattività, il cervo italico rischia l’estinzione, a causa dell’elevata consanguineità ed esposizione ai patogeni. Per garantire un futuro a questa popolazione unica occorre procedere alla reintroduzione in natura di un numero di individui sufficienti a garantire la sopravvivenza della popolazione nel lungo periodo.

Ma i nostri progetti di rewilding non finiscono qui: il falco pescatore e l’ibis eremita in Toscana e l’aquila di Bonelli in Sardegna, sono il primo passo per curare e rilasciare in natura le migliaia di animali che ogni anno vengono recuperati e curati nei nostri Centri di Recupero per la fauna selvatica (CRAS).

Cosa chiediamo alle istituzioni

Coerentemente con l’impegno del WWF Internazionale nel percorso verso la Conferenza delle Parti (CoP) sulla Diversità Biologica, le nostre azioni di lobby prevedono l’apertura di un tavolo di confronto verso la CoP con il ministero dell’Ambiente e ISPRA, e la creazione di due gruppi di lavoro, aperti al confronto con la società civile, per la definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 e un posizionamento ambizioso dell’Italia sul Global Biodiversity Framework post 2020.
Tra le azioni di advocacy si prevede invece la mobilitazione online delle ONG sensibili alle questioni ambientali per richiamare la priorità delle azioni per tutelare la natura e la biodiversità d’Italia, anche grazie al coinvolgimento di economisti e sociologi in un workshop online sugli effetti positivi degli investimenti in conservazione e ripristino della natura.

Cosa puoi fare tu

Rigenerare la natura d’Italia è la più grande sfida mai lanciata al livello nazionale in difesa della biodiversità: un impegno così grande richiede un enorme sforzo collettivo per ottenere i risultati auspicati.

Le azioni di conservazione e restoration, per quanto generino ritorni significativi per la collettività, richiedono infatti risorse non indifferenti.

 

Dai il tuo contributo

Sostieni il progetto WWF for Italy >>

Creiamo insieme un Fondo per curare la natura italiana



Oltre a sollecitare adeguati investimenti da parte degli enti pubblici, dal 2021 creeremo uno speciale FONDO RENATURE, che possa garantire il sostegno nel tempo ai migliori progetti di conservazione e ripristino del patrimonio naturale italiano, dentro e fuori le nostre Oasi.

Il FONDO RENATURE prende il via proprio in coincidenza del primo anno della decade proposta dall’ONU per promuovere le attività di restoration della natura. 

Partecipa



Compatibilmente alle restrizioni a cui la pandemia ci sta costringendo, abbiamo identificato una serie di azioni con cui ciascuno può contribuire alle attività di ReNature Italy:

  • aiutarci nelle attività di sensibilizzazione per favorire la coesistenza con il lupo

  • partecipare ai campi di volontariato per l’orso marsicano

  • aiutarci ad identificare i tratti di fiumi dove la continuità ecologica è interrotta

  • partecipare ad attività di Citizen Science nelle nostre Oasi

  • realizzare piccoli progetti di ripristino ambientale nella propria comunità o giardino

  • sostenere le nostre richieste alle istituzioni per dare spazio alla natura d’Italia 

  • comprare prodotti con materie prime da agricoltura biologica e deforestation-free

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Lavoriamo ogni giorno per costruire un futuro in cui l'uomo possa vivere in armonia con la natura. 

Il World Wide Fund for Nature (WWF) è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi. 5 milioni di persone in tutto il mondo con il loro aiuto permettono al WWF di sostenere la sua sfida: 1.300 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità. In 60 anni di lavoro abbiamo salvato migliaia di esseri viventi, protetto intere aree marine, abbiamo difeso il pianeta e noi stessi. Questo è esattamente il momento in cui dobbiamo agire insieme, unendo gli investimenti, gli sforzi, gli intenti e contrastare concretamente e velocemente il trend anti-evolutivo che stiamo vivendo. Un vento di barbarie sta attraversando il Pianeta. Un’umanità impazzita si scaglia contro i propri simili causando stragi ed esodi biblici. La natura non sfugge a queste mortali aggressioni. Intere regioni, un tempo ricche di biodiversità, vengono rase al suolo, specie animali uniche sono massacrate. Le risorse marine sono saccheggiate e le ricerche petrolifere uccidono i grandi cetacei e ne compromettono gli habitat. Questo ritorno di ferocia belluina in nome del profitto non risparmia neppure il nostro Paese. 

(Fulco Pratesi, 2014)