Safe Sharks | WWF Italy

Safe Sharks

Con noi per salvare gli squali nel Mediterraeno

© I stock

Chi è il vero squalo?

Attualmente nel rapporto tra esseri umani, mare ed i suoi abitanti, chi ricopre il ruolo dello “squalo” è proprio l'uomo che a causa della pesca eccessiva, sta portando il pianeta ad esaurire tutte le sue risorse ittiche. Molti non sanno che gli effetti negativi dell’attività umana ricadono anche su quelle specie catturate non intenzionalmente, come gli squali.

Gli squali appartengono alla famiglia dei grandi predatori e influenzano a cascata l'intera struttura degli ecosistemi ed il loro buon funzionamento. 

Diverse specie di squali rischiano di scomparire per sempre. Dobbiamo agire immediatamente per proteggerli e ripristinare il loro ruolo all’interno degli ecosistemi marini.


 

Cosa minaccia gli squali ?

Il Mediterraneo rappresenta uno dei posti più pericolosi del pianeta per gli squali, almeno la metà delle specie che lo popolano rischia di estinguersi. La minaccia più grande alla loro sopravvivenza è la cattura accidentale da parte degli attrezzi da pesca, calati in mare per pescare altre specie.

Le specie mediterranee di squali attualmente protette sono 24 e per questo motivo, una volta catturate in maniera accidentale, devono essere rilasciate illese. Spesso invece accade che gli squali pescati involontariamente vengono introdotti nel mercato, etichettati in modo scorretto e venduti illegalmente, alimentando così il fenomeno conosciuto come frode alimentare.

Nonostante la gravità del problema, non esiste ad oggi un appropriato programma di monitoraggio nel Mediterraneo che fornisca informazioni dettagliate sulle specie e sul numero di individui di squali presenti, sui tassi di cattura accidentale e sul fenomeno di frode alimentare.

Il progetto SafeSharks

SafeSharks è un progetto pilota triennale che abbiamo lanciato nel basso Adriatico grazie alla collaborazion con altri uffici  WWF del Mediterraneo, altre ONG, ricercatori e cooperative di pescatori.

4 obiettivi 

  1. ​aumentare la conoscenza dello stato ecologico degli squali e del fenomeno della cattura accidentale;

  2. individuare insieme ai pescatori migliori pratiche di rilascio degli squali per migliorare la sopravvivenza dopo la cattura e il conseguente rilascio​;

  3. valutare il fenomeno della frode alimentare;

  4. rendere prioritario a livello di istituzioni nazionali (Italia e Albania) la gestione e la creazione di misure di conservazione appropriate per combattere il fenomeno della pesca accidentale di squali e la frode alimentare.

© Brent Stirton / Getty Images

Cosa faremo?

Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, abbiamo programmato una serie di attività da svolgere durante le diverse fasi del progetto:

  • marcatura di individui di squali con etichette satellitari per valutare la loro probabilità di sopravvivenza dopo il rilascio e individuare linee guida per il miglior comportamento dei pescatori in termini di manipolazione e rilascio. La raccolta di dati utili dipende dal numero di etichette a disposizione, un maggior numero di etichette corrisponderà ad un maggior numero di informazioni sul quale lavorare per proteggere gli squali; ​

  • dialogo diretto con le comunità di pescatori per trovare soluzioni condivise al problema;​

  • monitoraggio elettronico del pescato e relative catture accidentali, tramite telecamere sulle imbarcazioni;

  • valutazione del fenomeno della frode alimentare nei maggiori mercati italiani;

  • coinvolgimento dei consumatori e della società civile in generale tramite il processo della citizen science per aumentare la raccolta dati relativa al fenomeno 

Per ulteriori informazioni sul progetto scrivi a marineprojects@wwf.it