Delfino

Aiutaci a salvare i delfini!
  • 300
    metri la profondità a cui può immergersi.
  • 20-30
    la durata della vita in natura.
  • 65km/h
    la velocità che può raggiungere.

L’ABC DELLA SPECIE

L’adulto raggiunge circa i 2 metri di lunghezza e il peso di 90 kg. I maschi hanno dimensioni leggermente maggiori rispetto alle femmine. La colorazione del delfino è molto distintiva, con il dorso scuro o nero, il torace color crema e il ventre bianco, il disegno ‘a clessidra’ sui fianchi è l’elemento più diagnostico per il riconoscimento durante le osservazioni in mare. Il tursiope è più diffuso della specie precedente con una colorazione grigia omogenea, mentre la stenella ha una distintiva colorazione con strie grigio-nere. I delfini si riproducono durante l’estate, tra giugno e settembre nel nostro emisfero; i piccoli nati restano con la madre per ben 19 mesi fino allo svezzamento. La maturità sessuale è raggiunta dopo 6/7 anni nelle femmine e tra 5 e 12 nei maschi. L’alimentazione del delfino comune è composta da pesci come acciughe, sardine, aringhe e altre specie di dimensioni simili, ma anche da Cefalopodi come seppie e calamari. Branchi di delfini comuni sono stati osservati cacciare in gruppo in modo coordinato con un aumento dell’efficacia di cattura delle prede.

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

Il delfino è una delle specie più aggraziate e veloci, potendo raggiungere i 35 nodi (= 65 km/h), vive in branchi non troppo numerosi, in genere tra una o due dozzine di animali, tuttavia in alcune circostanze si possono riunire in gruppi enormi: nel Mar Nero sono stati osservati branchi di 300.000 individui, mentre un’osservazione in Nuova Zelanda si riferiva ad un branco che occupava un tratto di mare lungo 44 km e largo 27!

I delfini comuni possono restare in immersione anche 10 minuti, ma in genere le immersioni durano molto meno, da pochi secondi a 2 minuti.

Le stenelle sono cetacei molto attivi e visibili, soprattutto quando compiono salti fuori dall’acqua anche di 7 metri. Si radunano in grandi branchi di 500 individui, fino a 3.000 nell’oceano, mentre nel Mediterraneo i branchi sono generalmente di un centinaio di individui. 

LE MINACCE

Al di fuori del Mediterraneo, l’abbondanza del delfino comune è coerente con il suo nome, essendo il cetaceo più diffuso e abbondante. Alcune popolazioni sono tuttavia a rischio, come nel Mediterraneo e soprattutto nel Mar Nero dove in passato si verificava un’intensa attività di cattura a scopo alimentare in paesi come la Russia, Bulgaria, Turchia e Romania con prelievo che ha raggiunto in alcuni anni 120.000 esemplari.

Nel Pacifico tropicale orientale, nell’Atlantico e nell’Oceano Indiano un numero considerevole di delfini viene catturato accidentalmente (bycatch) durante la pesca al tonno. Oltre a ciò, l’inquinamento, il degrado degli habitat marini costieri e il disturbo dal turismo da diporto rappresentano fattori limitanti per i delfini mediterranei, sebbene ad oggi restino ancora poco chiare le cause del drastico declino in questo mare. Tra i predatori naturali delle varie specie di delfini ci sono le orche e i grandi squali e in alcune aree anche da altri cetacei come le false orche e le focene.

COSA FA IL WWF

Ormai da anni lavoriamo per limitare la cattura accidentale dei delfini e delle altre specie di cetacei promuovendo accordi internazionali e forme di pesca sostenibile. Siamo impegnati inoltre per far istituire e gestire correttamente e in modo efficace le grandi aree protette come i santuari dei cetacei in tutto il mondo. Nel Mediterraneo, il Santuario Pelagos tra Liguria, Corsica e sud della Francia è una delle aree più importanti per molte specie di Cetacei e ci ha visto sin dalla sua istituzione tra i principali promotori.

Grazie alla nostra presenza capillare nelle aree del Pianeta più minacciate e importanti per la biodiversità, lavoriamo con le comunità locali e gli enti di ricerca per attività di sensibilizzazione e lo studio di molte popolazioni di delfini e altri cetacei grazie al “Programma Oceani”.

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