Stati Generali della Green Economy | WWF Italy

Stati Generali della Green Economy

Notizie pubblicate su 07 November 2012   |  
i prodotti di Terre dell'Oasi
© WWF Italia
In Italia grazie anche alla collaborazione con il WWF cresce un nuovo ‘Made in Italy Green’ come dimostra l’esperienza di Terre dell’Oasi, Mutti e Sofidel

“La vera opportunità per le imprese che investono nella Green Economy è saper cogliere la sfida della conversione dei mercati – e dei relativi modelli di produzione e di consumo - verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, investendo in un’economia a bassa intensità di carbonio, sviluppando filiere di approvvigionamento meno impattanti e investendo nella funzionalità degli ecosistemi. In quest’ottica il WWF Italia guarda con molto interesse al percorso avviato dagli Stati Generali della Green Economy”. Così Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, interviene nel dibattito per gli Stati Generali della Green Economy, in corso a Rimini nell’ambito di Ecomondo, la Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile.

“La green economy può essere la chiave di volta per uscire dalla crisi economica ed ecologica attuale: l’esperienza infatti dimostra che non vi è incompatibilità tra gli obiettivi di sviluppo e benessere dell’umanità e la necessità di preservare e gestire in modo sostenibile le risorse del Pianeta che ci ospita, oggi gravemente minacciate dagli attuali sistemi di produzione. Secondo l’Ecological Footprint, infatti, consumiamo le risorse naturali di 1,5 pianeti.  In Italia arriviamo addirittura a consumare le risorse naturali equivalenti a 2,5 Pianeti. Stiamo accumulando un debito ben più grave di quello monetario che peserà ulteriormente sulle future generazioni. Se non interveniamo con la stessa intensità che propone il Governo nel settore economico, l’Italia è destinata ad un ‘default ambientale’ nel giro di pochi anni”.

“Per evitare questa bancarotta ecologica ed economia è necessario un superamento del PIL a favore di nuovi indicatori di benessere  che permettano di attribuire il giusto valore ai servizi ecosistemici fondamentali per la sopravvivenza umana  e rappresentino le basi fondamentali dei nostri sistemi economici e sociali, una vera e propria assicurazione personale ambientale ed economica attivata gratuitamente per tutti noi. Il WWF Italia ha già da tempo lanciato alle imprese la sfida di un’economia verde proponendosi di collaborare con coloro che accolgono con serietà e responsabilità questa sfida che implica la diffusione di nuove pratiche, prodotti, processi, basati su ricerca e innovazione tecnologica e che considerino l’intera filiera produttiva coniugando vantaggio economico e ambientale”.

Ecco alcuni esempi di un ‘Made in Italy green’ sviluppati attraverso la collaborazione con il WWF:

Terre dell’Oasi: la sostenibilità della piccola produzione diffusa

Le Oasi del WWF, oltre a tutelare importanti tasselli del patrimonio naturale, comprendono anche  ampi esempi del paesaggio agrario italiano. Una ricchezza per la presenza di biodiversità, ma anche per quello che questo paesaggio rappresenta, quale risultato di culture, storia, tradizioni.

Per mantenere vivo questo territorio e dove possibile e necessario anche riqualificarlo, oltre ad interventi conservativi, il WWF ha avviato in alcune aree attività produttive legate alle caratteristiche dei luoghi.  Un vero e proprio laboratorio di green economy su scala locale che da decenni rende le Oasi testimonianza di paesaggi trasformati ma in connessione con gli ambienti naturali.
I benefici son immediati: falde acquifere che restano pulite, risparmio d’acqua, zero sostanze chimiche,diffusione di una cultura dell’agricoltura pulita e di qualità, diffusione di un consumo maggiormente responsabile,riqualificazione del paesaggio agrario e della biodiversità. Il progetto mira ad espandersi su tutto il territorio nazionale sfruttando le potenzialità del sistema che oggi conta 100 aree.

Parma: Mutti e l’impronta idrica di una filiera tutta italiana

In Italia grazie alla partnership tra WWF e Mutti , per la prima volta,  è stata calcolata l’“impronta idrica” complessiva di un un’intera produzione aziendale. Nell’ambito della collaborazione è  stata, infatti, analizzata l'intera catena di produzione (coltivazione dei pomodori, lavorazione in stabilimento, confezionamento), è stata calcolata la quantità di acqua immagazzinata in ogni prodotto Mutti (concentrati, salse, passate, polpe, etc.) ed è stato fissato un target di riduzione dell’impronta idrica del 3% entro il 2015. Nel corso della stagione agraria 2012, Mutti ha inoltre avviato la sperimentazione per la gestione dell'irrigazione nelle 20 aziende agricole che le forniscono materia prima dislocate in Emilia-Romagna, tramite il “Progetto Sperimentale  Sonde Igrometriche”, che misurano il contenuto passivo di umidità nel suolo di coltivazione del pomodoro, comunicano questo dato a un PC che ne elabora il significato costruendo un grafico che mostra il momento esatto in cui è necessario eseguire un trattamento irriguo, evitando così sprechi e eccessi di irrigazione piuttosto che carenze, con evidenti benefici anche in termini qualitativi della bacca. Il confronto dei consumi delle aziende agricole 'guidate' con quelle 'non guidate', ha evidenziato un risparmio d’acqua fino al 30%. Un'equipe di professionisti, con monitoraggio diretto dell'umidita' del terreno, ha controllato l'esatto impiego dei volumi di acqua  uilizzata per l'irrigazione a goccia e a pioggia, guidando così l'agricoltore ad un ottimale utilizzo delle risorse.

Lucca: Sofidel e il programma Climate Savers

Sofidel è la prima grande azienda italiana ad aver aderito al programma internazionale WWF Climate Savers, il programma internazionale con cui dal 2000 il WWF dal 2000 propone alle grandi aziende di adottare volontariamente piani di riduzione delle emissioni di gas serra. In collaborazione con un istituto di ricerca, WWF ha analizzato le performance energetiche di Sofidel ed è stato definito congiuntamente un piano d’azione. Gli interventi hanno riguardato l’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili (es. coperture fotovoltaiche per stabilimenti), il miglioramento dell’efficienza d’impianti e attrezzature (es. lampade a LED), l’investimento in impianti di cogenerazione. Nello specifico, le azioni di riduzione riguardano le emissioni dirette causate dai processi produttivi e dal consumo di energia elettrica. Sono state inoltre analizzate le emissioni indirette, associate alla produzione delle materie prime e alla distribuzione dei prodotti finiti, per valutare prossimi progetti anche in quest’ambito. L’accordo tra WWF e Sofidel prevede un sistema di monitoraggio periodico e di verifica dei risultati raggiunti. Il Gruppo si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 dell’11% entro il 2012 e del 26% entro il 2020, rispetto al livello del 2007 (che ammontava a 531.315 tonnellate).
i prodotti di Terre dell'Oasi
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