Ciclo del carbonio | WWF Italy

Ciclo del carbonio

Dove finisce l'anidride carbonica che emettiamo?

Quando andiamo a scuola in motorino, quando accendiamo il computer o la televisione, quando viaggiamo in aereo emettiamo anidride carbonica in atmosfera. Ma dove finisce tutta questa anidride carbonica? Rimane in atmosfera oppure c'è qualche meccanismo che riesce, almeno in parte, a smaltirla? Fortunatamente tutti gli elementi chimici che compongono il nostro pianeta si muovono nei vari comparti della Terra (biosfera, geosfera, atmosfera, idrosfera) riciclandosi. La materia, infatti, non si crea né si distrugge! Così fa anche il carbonio, elemento fondamentale per la vita sulla Terra nonché componente base dell'anidride carbonica e del metano…che emettiamo in gran quantità! Vediamo come, andando alla scoperta del ciclo del carbonio.

Il ciclo del carbonio

Il carbonio si muove nei vari comparti del nostro pianeta (biosfera, geosfera, atmosfera, oceani). Il bilancio del ciclo del carbonio ci mostra che in atmosfera entra più anidride carbonica di quella che esce. Infatti gran parte delle emissioni dovute alle attività umane non riescono a venire bilanciate dall'assorbimento naturale degli oceani e degli ecosistemi terrestri (suoli e foreste). Allora che fine fanno i gas serra che continuiamo a immettere in atmosfera? Continuano ad accumularsi. Gli scienziati misurano la concentrazione di anidride carbonica (il gas serra che emettiamo maggiormente) già da vari anni e, attraverso complesse indagini, sono riusciti a risalire anche alle concentrazioni presenti milioni di anni fa. Disponendo dei dati possiamo allora indagare la "storia" della concentrazione atmosferica di CO2, ovvero la sua evoluzione nel corso del tempo per capire se è rimasta sempre costante oppure se è aumentata o diminuita.

Incremento delle emissioni

Il rapporto del Joint Research Centre della Commissione Europea,  tramite il suo Institute for Environment e Sustainability (IES) e della Netherlands Environmental Assessment Agency (PBL), dal titolo “”Trends in Global CO2 emission: 2012 Report”  ha fatto il punto sulla situazione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, principale causa del riscaldamento globale dovute all’intervento umano.
Il dato complessivo delle emissioni di anidride carbonica riportato per il 2011 è certamente preoccupante: le emissioni globali sono incrementate del 3%, raggiungendo la cifra più alta delle emissioni annuali antropogeniche sin qui prodotta, di ben 34 miliardi di tonnellate.  Nel 2009 si era verificato un declino delle emissioni dell’1% e nel 2010 invece un incremento del 5%.
I maggiori paesi emettitori sono (si tratta sempre di dati del 2011) : Cina per il 29%, Stati Uniti per il 16%, l’Unione Europea per l’11%, l’India per il 6%, la Federazione Russa per il 5% e il Giappone per il 4%.

I serbatoi naturali di carbonio (sink)

Gli oceani e la geosfera (ecosistemi terrestri e suoli) hanno assorbito il 54% delle emissioni totali di CO2 in atmosfera nel periodo 2000-2007 mentre la restante parte, il 46% circa, si è accumulata in atmosfera. La parte accumulata in atmosfera ha dato luogo all’aumento di circa 100 ppm (parti per milione) delle concentrazioni atmosferiche di CO2, portando il valore attuale a 391 ppmv.
Si sta peraltro assistendo ad un decremento dell’efficienza di questi serbatoi nel rimuovere l’anidride carbonica di circa il 5% nell’arco degli ultimi 50 anni, fenomeno che dovrebbe proseguire nel futuro. Cinquant’anni fa per ogni tonnellata di CO2 emessa, i serbatoi naturali ne riuscivano a rimuovere 600 kg. Oggi solo 550 kg. Vediamo il perché di questo fenomeno.