Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

La diversa profondità delle acque e la presenza di prati mesofili a contatto con le aree coltivate ed i boschi circostanti, hanno contribuito all’instaurarsi di una copertura vegetale ricca e varia e un differenziamento di nicchie ecologiche, che hanno reso il lago uno degli ambienti regionali a maggior diversità biotica. L'estensione della Riserva Pantano di Pignola è di 115 ettari.

Il luogo, frequentato dall’uomo sin da epoche remote, venne utilizzato in periodi più recenti per il pascolo delle greggi ma anche per la raccolta di cannucce e giunchi per l’intreccio di vari manufatti (panieri, ceste, sedie ecc.) o per la caccia.

Più puntuali descrizioni sul Pantano di Pignola si devono al medico naturalista locale Emilio Fittipaldi che agli inizi del Novecento annotava la presenza della Lontra (Lutra lutra). L’eminente botanico Orazio Gavioli nel 1934 realizzò l'erbario del lago e delle aree adiacenti redigendo un nutrito elenco di specie rare e tipiche della zona umida.  
 
	© A. Agapito Ludovici
 

Flora e fauna

Ai prati mesofili ricchi di specie igrofile ma anche ruderali, fa seguito una flora ad idrofite tipiche degli specchi lacustri, che si rinviene non solo sulle sponde, dove forma una cintura più o meno continua, ma anche sugli isolotti. Tra le idrofite il Potamogetum pectinatus, il Cerathophyllum demersum e Myriophillum spicatum vivono in presenza di acque stagnanti; nella parte più esterna, laddove il livello dell’acqua è minimo o assente sono predominanti i popolamenti a Phragmites australis, mentre quando l’acqua diventa più profonda o si ha uin maggiore ristagno idrico prevale Typha angustifolia.

La fascia di specie arboree ed arbustive che separa i prati dagli specchi lacustri, è costituita prevalentemente pioppi neri, ontani e salice bianco, salice rosso, salice fragilis e salicone, che resistono alle inondazioni invernali e sono interamente ricoperti di licheni, organismi simbionti con un fondamentale ruolo di bioindicatori.
Numerose le specie animali presenti nel Pantano di Pignola, centinaia per quanto riguarda i soli insetti.
Questi ultimi, assai meno vistosi rispetto agli uccelli e ai vertebrati, sono in realtà molto importanti perché rappresentano i migliori indicatori dello stato di salute e conservazione del territorio.

Sono 158 le specie di uccelli censite nelle diverse stagioni delle quali 37 nidificanti nell’area del lago che si propone come una delle più importanti stazioni per la sosta e riproduzione dell’avifauna. Ogni stagione offre particolari suggestioni: lungo i prati allagati e le rive fangose si possono osservare nutrite popolazioni di canapiglie, volpoche, moriglioni, mestoloni, fischioni,alzavole, morette, codoni, folaghe, gallinelle d’acqua

In primavera e in estate i colori cambiano e si rinnovano i versi del canneto e lo sguardo è rivolto alle coppie di svasso maggiore che fanno precedere l’accoppiamento da complicate e bellissime danze di corteggiamento; al tuffetto, simbolo della riserva; al caratteristico nido del pendolino, sui salici; al volo maestoso con battute d’ali lente e profonde dell’airone cenerino e di altri trampolieri come la garzetta, la sgarza ciuffetto, la spatola, l’airone bianco maggiore.
Tra i rapaci diurni: il falco di palude, la poiana, il nibio bruno e il nibbio reale.

Presso la Riserva Pantano di Pignola è attivo anche il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) che cura soprattutto rapaci feriti dalle armi dei cacciatori, provvedendo nei casi migliori, al reinserimento nel loro ambiente naturale.
 
	© C. Falanga