Visita l'Oasi | WWF Italy

Visita l'Oasi

Dal Centro Visite, accompagnati dalla guida, si raggiunge il Sentiero Natura all’interno del territorio protetto, lungo il quale vengono accompagnati i visitatori in base alle loro esigenze e conoscenze naturalistiche.

Il Sentiero Natura, situato lungo la sponda sinistra del fiume Sele percorre ampi prati naturali, vaste zone di canneto e tratti di bosco igrofilo e consente di raggiungere da un lato tre osservatori posti ai bordi del canneto e dall’altro lato un unico osservatorio situato di fronte al bosco ripariale.

Il primo tratto del sentiero che porta verso sinistra ai capanni situati ai bordi del canneto, attraversa grazie ad una passerella un tratto di canneto:  il taglio periodico delle canne mantiene una zona aperta di acqua bassa in cui si sviluppa una varietà di piante acquatiche tra cui gli spettacolari gigli d’acqua, e in cui è frequente l’osservazione delle testuggini palustri e spesso qualche esemplare di natrice dal collare. Proseguendo, prima di raggiungere gli osservatori, il sentiero, costituito da un camminamento con legno poggiato a terra costeggia ampi prati naturali, che in primavera si tingono di rosso grazie alle estese fioriture di sulla o lupinella.

I capanni d’osservazione, ben mimetizzati nel canneto, consentono la vista su ampie zone del lago dove l’acqua è poco profonda e tra le numerose specie di uccelli acquatici presenti, nel periodo primaverile è possibile assistere alle spettacolari scene che fanno parte del rituale di corteggiamento dello Svasso Maggiore, che oramai da svariati anni con almeno una decina di coppie utilizza questo tratto di specchio d’acqua antistante i capanni per compiere le varie fasi dell’attività riproduttiva.

Per raggiungere l’unico osservatorio posto sul lato destro del sentiero natura, si attraversa, sempre grazie ad un camminamento in legno, prima un tratto di bosco igrofilo e poi si costeggia una meravigliosa siepe naturale costituita da arbusti in cui l’essenza principale è sicuramente il Prugnolo o Ciliegio selvatico. Il capanno, nascosto tra i salici, offre la vista su un tratto del fiume dove l’acqua è abbastanza profonda, ed anche qui tra le varie specie di uccelli acquatici presenti va menzionata questa volta nel periodo autunno invernale la massiccia presenza del Cormorano che proprio sui numerosi e maestosi alberi di pioppo situati di fronte al capanno, da anni da vita ad uno dei più grossi dormitori  di questa specie in Campania. 

I periodi piu’ interessanti per le osservazioni sono l’autunno, quando si raggiunge la massima concentrazione di uccelli acquatici svernanti, e la primavera, quando il paesaggio si colora con le fioriture dei prati.

Per le visite e’ consigliabile un abbigliamento mimetico e comodo. Bisogna anche fare attenzione al comportamento: parlare a voce alta, chiamarsi e rumoreggiare mette in allarme gli uccelli e ne rende difficile l’osservazione. Per lo stesso motivo e’ meglio visitare l’Oasi in piccoli gruppi, per ridurre al minimo il disturbo ed e’ necessario prenotare la visita.

L’Oasi di Persano e’ stata a lungo l’unica zona protetta adeguatamente attrezzata per le visite, con un Centro Visite, osservatori  per il bird-watching, sentieri natura, passerelle.
Nel corso degli anni tali strutture hanno avuto diverse vicissitudini, e purtroppo alcune di queste ancora oggi si ripetono, a causa delle piene del fiume, di incendi e di atti di vandalismo dovuti ad un costante clima di ostilita’ e di scarsa accettazione da parte dei proprietari dei terreni circostanti.
 

COME ARRIVARE

In auto: dall’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire allo svincolo di Campagna, svoltare a sinistra e proseguire sul rettilineo che immette sulla S.S. 19 delle Calabrie. Svoltare nuovamente a sinistra, e, dopo aver percorso 4 km imboccare, a sinistra, il bivio per la strada comunale Falzia e, dopo 1 km, si raggiunge il Centro Visite. 

La Storia

Gli insediamenti più antichi nella zona sono stati ritrovati nelle zone interne collinari, più riparate dalle “paludi malsane”, e sembrano risalire probabilmente alla media età del bronzo. Restano tracce di primi insediamenti umani in una grotta ossifera nelle vicinanze di Campagna e in insediamenti con resti di manufatti sul Monte Polveracchio.

Già ai tempi dei Romani, l’antico Silarus aveva importanza notevole, in particolare nel suo tratto terminale: a qualche chilometro dalla foce, infatti, sorgeva il Santuario di Hera Argiva, mentre in epoca coloniale l’emporio sul Sele costitui’ il luogo che vide compiersi tutti i passi cruciali della storia di Posidonia-Paestum.

L’evoluzione del paesaggio della pianura alluvionale del Sele ha seguito per secoli la naturale successione degli ambienti legati alle dinamiche del fiume, e delle sue periodiche inondazioni, restando in buona parte una delle aree piu’ vicine all’originaria situazione vegetazionale e faunistica fino a quasi tutto il XIX secolo.

Nel ‘700 la bellezza dei luoghi e l'abbondanza di animali indussero i Borboni a eleggere Persano Sito Reale, espressione che definiva i territori riservati alla caccia del re.
I diari di Ferdinando IV di Borbone ci tramandano l'immagine di un ambiente naturale ricco di “fontane, valloni, boschi di cerri, di alberi selvaggi, di cinghiali, di daini e di lepri”, cosi’ come appare negli acquerelli dell’epoca e come la descrisse Goethe nei suoi viaggi.

Le trasformazioni più importanti sono state avviate con la bonifica dei terreni realizzata a partire dal 1885 con la colmata della palude costiera, e proseguita fino agli anni trenta. Agli anni della bonifica risale un’espansione delle attivita’ agricole cui si deve in buona parte l’assetto del paesaggio agrario odierno della regione, compresi i piu’ vecchi manufatti di edilizia rurale; mentre la fitta infrastruttura stradale e’ stata impostata nel secondo dopo-guerra, dapprima rete di collegamento interpoderale, quindi innesco di massicce dinamiche di edificazione, soprattutto nelle aree costiere.

Alla trasformazione generalizzata del XX secolo e’ parzialmente sfuggita, insieme a poche altre, l’area di Persano, dove i boschi umidi planiziali sono rimasti a dominare la scena e la fauna si presenta particolarmente ricca di specie, anche rare come la Lontra.

La presenza della diga, ultimata nel 1934, e del bacino artificiale da essa generato, hanno contribuito in questi 70 anni ad un’evoluzione dei sistemi naturali complessivamente nel senso della ripresa delle antiche dinamiche fluviali: con esondazioni, seppur di piccola portata, formazione di specchi d’acqua secondari ed ambienti lentici di notevole interesse naturalistico.
 

Nei dintorni

- la centrale fotovoltaica di Serre-Persano, la più grande al mondo;
- la reggia borbonica di persano;
- il centro storico e il Museo della Civistà Contadina di Serre;
- il Museo archeologico ed il tempio di Paestrum;
- le Grotte di Castelcivita;
- i Monti Alburni;
- La Certosa di Padula;
- le grotte di Pertosa;
- il centro storico di Reggiano, nel Vallo di Diano

Mangiare e dormire


Il ristorante L'Airone, tel 0828.974446 ed il ristorante Al Borgo, tel 0828.396780, si possono assaporare i piatti tipici della cucina cilentana.

Per acquistare ottime mozzarelle di bufala, caseificio La Campagnola, di Amelio Del Corso, tel/fax 0828.974752 Località Paraglione, SS 19, Serre

Bed&Breakfast Torre in Pietra - Contrada Siepe Grande snc 84028 Serre. Tel 0828.6513131 fax 0828.437651 cell 320.4945763 e-mail info@torreinpietra.net www.torreinpietra.net

Hotel Grazia, ad Eboli, tel 0828.366038

Agriturismo Di Feo a Cerrelli di Altavilla Silentina