Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

Nella media valle del fiume Reno si entra in un paesaggio di montagne isolate, con ripide pareti create dal distacco di antiche frane.
Le maestose moli di Monte Vigese e Montovolo sono costituite da grandi bancate di solida arenaria miocenica che "galleggiano" come zattere su una base di morbide argille. Sui ripidi versanti soleggiati crescono il Leccio e altre piante termofile, mentre rare specie di uccelli rapaci li hanno eletti a sito di nidificazione.
I due monti si ergono con due cime 'gemelle' (Montovolo di 940 metri e Monte Vigese di 1.089) e sono entrambi inclusi nel Sito di Importanza Comunitaria "Monte Vigese" (IT4050013 della Rete Natura 2000), esteso su 617 ettari. Sul fianco nord-est del Montovolo si estende, per circa 80 ettari, l’omonima Oasi del WWF.
Essa è proprietà dell'Associazione, che l'ha acquisita grazie a fondi raccolti, lasciti e donazioni, la prima delle quali fu fatta dai genitori dei ragazzi periti nel Liceo Salvemini di Casalecchio di Reno (BO).
 
	© I. Rizzo

Flora

Oggi la montagna è, ad eccezione dei calanchi argillosi, delle falesie rocciose e di poche praterie, interamente ricoperta di boschi: le specie arboree e arbustive spontanee stanno riconquistando lo spazio che nei secoli, specie nel tardo medioevo, gli uomini avevano investito nella coltura del Castagno.
Dove prima si imponevano i castagneti da frutto o da paleria oggi si affermano le specie spontanee, ad iniziare da quelle colonizzatrici
come il Carpino nero (Ostrya carpinifolia), l'Orniello (Fraxinus ornus), il Ciliegio (Prunus avium), il Pioppo tremulo (Populus tremula), fino al raggiungimento delle formazioni più stabili a Rovere (Quercus petraea), Tiglio (Tilia platyphyllos), Olmo montano (Ulmus glabra), Acero riccio (Acer platanoides), Carpino bianco (Carpinus betulus), ecc.
Le querce, della stessa famiglia del Faggio e del Castagno, dominano sui versanti caldi con la Roverella (Quercus pubescens), sui suoli argillosi con il Cerro (Quercus cerris), mentre il Leccio (Quercus ilex) incornicia di verde cupo le pareti rocciose; il Faggio (Fagus sylvatica) sta poi riconquistando le esposizioni più fresche dagli 800 metri in su.
Assai interessante la flora erbacea, che annovera molte specie di orchidee (dei Generi Orchis, Dactylorhiza, Limodorum, Ophrys, Platanthera, Cephalanthera, Epipactis, ecc.), alcune dellequali minacciate dalla crescente aridità.

Fauna

Le rare pozze d'acqua sono i luoghi vitali per gli Anfibi come la Rana verde (Rana lessonae/Esculenta complex) e, nel periodo riproduttivo, la Rana agile (Rana dalmatina), la Rana appenninica (Rana italica), il Rospo comune (Bufo bufo), il Tritone crestato italiano (Triturus carnifex), il Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), il Tritone alpestre appenninico (Mesotriton alpestris). Molto interessante la presenza, nelle cavità dei versanti umidi, del Geotritone appenninico (Speleomantes italicus), svincolato per la riproduzione dalle raccolte d'acqua.
Tra i Rettili, oltre alle comuni lucertole, l'Orbettino (Anguis fragilis), la Biscia dal collare (Natrix natrix), il Saettone (Zamenis longissimus), specie “di interesse comunitario”, il Biacco (Hierophis viridiflavus) e, piuttosto rara, la Vipera comune (Vipera aspis).
È tra gli Uccelli che troviamo, oltre ad una nutrita serie di piccole specie dei boschi e delle praterie, le presenze più significative.
Tra i rapaci notturni, l'Allocco (Stryx aluco) e, presso i villaggi, il Barbagianni (Tyto alba) e la Civetta (Athene noctua).
Tra quelli diurni è di grande rilievo la nidificazione regolare, nei confini dell'Oasi, del Falco pellegrino (Falco peregrinus), poco lontano del Lanario (Falco biarmicus) e, anche se in modo discontinuo, dell'Aquila reale (Aquila chrysaetos). Da qualche anno si è insediata e si riproduce anche una coppia del grande Corvo imperiale (Corvus corax), che predilige le cime isolate.
I Mammiferi dei boschi europei sono presenti quasi al completo: Cervo nobile (Cervus elaphus), Capriolo (Capreolus capreolus), Daino (Dama dama), Tasso (Meles meles), Faina (Martes foina), Volpe (Vulpes vulpes) e, con un nucleo stanziato stabilmente in questo territorio, il Lupo (Canis lupus), che svolge un ruolo assai importante nel controllo numerico del Cinghiale (Sus scrofa), introdotto per scopi venatori.
I Roditori arboricoli e terrestri, gli Insettivori e i Chirotteri completano l'elenco di questa Classe.
 
	© I. Rizzo
 
	© A. Cambone
Il Falco pellegrino