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chi è?

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© Wim van Passel / WWF

Perché l'orso è così importante:

E' una specie unica e irripetibile, specializzata per vivere in condizioni estreme dove pochi altri animali sopravviverebbero.
Principe dei ghiacci dell’estremo Nord, l’Orso polare è il più grande carnivoro terrestre del Pianeta.
Il suo nome Ursus maritimus vuol dire orso del mare ed è perfetto per questo animale che in effetti vive dentro e fuori l’acqua.
L’habitat fondamentale per la sua sopravvivenza sono i ghiacci marini del Polo Nord dove si contano 19 popolazioni di orsi polari tra Canada, Alaska (Stati Uniti), Russia, Isole Svalbard (Norvegia) e Groenlandia (Danimarca). Oggi si stimano solo 20.000-25.000 individui.
L'orso polare trascorre la maggior parte del suo tempo ai margini della calotta polare e in particolare sulla banchisa da cui può procacciarsi il cibo.
La sua principale fonte alimentare è costituita dalle foche che l'orso caccia in modo davvero singolare: sente il rumore della preda sotto il ghiaccio e non appena la foca esce per respirare, con una zampata, la uccide.

L’orso polare è anche un ottimo indicatore dello stato di salute dell’artico. La sua sopravvivenza è infatti legata in modo strettissimo a quella di questo incredibile ecosistema: se qualcosa nell’artico non va come deve l’orso polare è purtroppo il primo a risentirne.
Essendo un grande carnivoro si trova in cima alla catena alimentare. Il suo ruolo quindi è quello di regolare la salute di tutto l’ecosistema artico da cui dipende la sopravvivenza anche di altri animali incredibili come trichechi, foche e narvali.
I fatti ci stanno dimostrando che a causa dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo i ghiacci dell’Artico si stanno fondendo ad una velocità impressionante, ben al di sopra di quella stimata dagli scienziati fino a poco tempo fa. Un problema che dobbiamo assolutamente risolvere se vogliamo garantire un futuro all’orso polare.


Le Minacce

L’orso polare è gravemente minacciato dagli effetti del riscaldamento globale.
Anno dopo anno i ghiacci artici si formano sempre più tardi e si sciolgono prima, costringendo l’orso polare a vivere in un ambiente sempre meno idoneo alle sue esigenze e a vagare fra lastroni di ghiaccio, alla deriva nell’oceano, spesso molto distanti tra loro, percorrendo lunghe distanze a nuoto che rendono lo spostamento sempre più difficile e pericoloso.

A causa della scarsità di cibo, si è registrato un preoccupante aumento del tasso di mortalità dell'orso bianco, che è costretto a consumare sempre più risorse energetiche per sopravvivere. In particolare, le femmine hanno sempre più problemi con lo svezzamento dei piccoli che mostrano tassi di accrescimento ridotti e di mortalità in aumento.

L'impegno del WWF

Il WWF sta lavorando in tutto l’artico e non solo, per garantire un futuro agli orsi polari. L'orso polare, specie carismatica dell’ecosistema artico, è dal 1972 la specie chiave del lavoro di ricerca e di conservazione del wwf sul campo.
Il Programma Artico del WWF ha creato la Riserva dell’Isola di Vaigach, che ospita una popolazione importante di orsi del Mare di Barents in pericolo per le attività estrattive di gas e petrolio.
Lavoriamo inoltre, con le comunità locali intorno al Mare di Bering per cercare di risolvere il problema della pesca eccessiva. Infatti la minore disponibilità di pesci influenza la popolazione di foche, che sono la preda principale dell’orso polare.
Infine, portiamo avanti attività di ricerca dotando alcuni individui di “radio collari” satellitari, in modo da poterne monitorare gli spostamenti e migliorare le strategie di conservazione di questa specie.

L’ABC dell’Orso polare

Nome scientifico
Ursus maritimus

Peso
352-680 kg

Lunghezza
2-3 m

Popolazione
Rimangono 20-25mila orsi polari nel mondo

Status di vulnerabilità IUCN
V- Vulnerable

Caratteristiche Fisiche
Il suo fitto mantello è costituito da peli idrorepellenti ed è in grado di accumulare il calore. Sotto la spessa pelliccia la pelle è nera, ideale per assorbire i raggi del debole sole artico. Uno strato di grasso che arriva fino a 11 cm li tiene caldi.

Curiosità
L’orso polare è un nuotatore provetto e può raggiungere una velocità di 10 km/h usando le zampe anteriori come remi mentre quelle posteriori come un timone.

Fatti:

  • 40 km/ora è la velocità massima
  • 42 affilatissimi denti con un paio di canini più grandi di quelli del Grizzly fanno di questo orso un vero predatore
  • 30 cm è la larghezza della zampa—una vera e proprio “scarpone” da neve e da ghiaccio
  • 3 palpebre—la terza protegge l’occhio dell’orso dai rigori del clima
  • 10 centimentri di grasso sotto la pelle proteggono l’orso dal freddo.
  • Nero, il colore della pelle sotto al pelo
  • Bianco, il colore del pelo
  • Blu, il colore della lingua

Orsi polari e ghiaccio marino

Gli orsi polari sono eccellenti nuotatori ma il loro habitat preferito è il ghiaccio che ricopre l’oceano artico per gran parte dell’anno.
Per l’orso polare così come per le altre specie artiche il ghiaccio è come un vero e proprio suolo che mantiene in vita un ecosistema che va dai minuscoli gamberetti del plancton all’enorme balena artica. E’ sul ghiaccio che gli orsi polari cacciano, si accoppiano e allevano i propri piccoli.
Gli scienziati calcolano che al Polo Nord entro il 2040 il ghiaccio marino estivo - quello che permane tutto l’anno offrendo rifugio alle specie artiche - si sarà ridotto ad una piccola area a cavallo tra Canada e Groenlandia. Quest’area è quella che gli scienziati chiamano l’ “ultimo rifugio dei ghiacci” (Last Ice Area)
 
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