Cuore verde dell'Africa | WWF Italy

Cuore verde dell'Africa



Green Heart of Africa

L’ “Amazzonia africana”, come a volte viene chiamata quest’area, costituisce, per dimensioni, la seconda foresta pluviale al mondo.
Con una superficie di 2 milioni di km2 - circa quella dell’Europa – e una popolazione di oltre 75 milioni di persone, il Bacino del Congo ospita anche alcune specie simbolo, come il gorilla, il leopardo, lo scimpanzé e l’elefante di foresta.

Inoltre, le foreste di quest’area rappresentano il secondo serbatoio di assorbimento del carbonio del mondo per importanza, svolgendo le funzioni di “polmone” del clima mondiale e di regolatore del clima della regione.


Una crisi incombente

Tuttavia, questa complessa e vasta zona e gli esseri umani e gli animali che vivono in essa sono in pericolo. Il taglio illegale e non sostenibile, la costruzione di strade e dighe e le attività minerarie stanno decimando le foreste.

Nondimeno, è la caccia alle specie selvatiche il pericolo più insidioso, in quanto le foreste stanno subendo un progressivo depauperamento della fauna selvatica.

La carne delle specie selvatiche costituisce un piatto pregiato nelle città dell’Africa Centrale e di alcuni paesi europei: a rischio sono sopratutto i primati africani, fra cui i gorilla.

I branchi di elefanti continuano a essere decimati dal bracconaggio per il commercio d’avorio, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, che ha visto la sua popolazione di elefanti scendere a meno di 20.000 capi dai circa 200.000 degli anni ’60.

Il futuro dei grandi primati risulta sempre più incerto, a causa del taglio illegale e del diboscamento a scopo edile e agricolo della foresta.

Questa combinazione letale di distruzione forestale e caccia eccessiva sta distruggendo il cuore verde dell’Africa.

Proteggi con noi questo patrimonio unico di biodiversità!

  • Il cuore verde dell'Africa ospita 75 milioni di persone
  • Offre rifugio al 50% degli elefanti africani sopravvissuti e a oltre l'80% dei primati africani
  • In esso si trovano il 34% delle riserve mondiali di cobalto e il 64% di quelle di Coltan

Uno scrigno di biodiversità