Gestione responsabile della foresta | WWF Italy

Gestione responsabile della foresta

Gestione responsabile del patrimonio forestale nelle foreste del Bacino del Fiume Congo

Una rivoluzione per la gestione responsabile del patrimonio forestale.
 Con il dilagare degli abbattimenti illegali delle foreste, la vaghezza dei confini delle concessioni assegnate per gli abbattimenti e le grandi superfici di foreste incontaminate date in pasto alle motoseghe, come è possibile evitare un disastro ecologico?

Il WWF difende le foreste e le popolazioni in molti modi diversi, anche collaborando con un alleato apparentemente improbabile, l’industria del legno.
I consumatori di legno in tutto il mondo stanno esercitando una fortissima pressione sulle foreste tropicali. Per soddisfare questa domanda, grandi quantità di prodotti a base di legno provenienti dal Bacino del Congo e da altre aree vengono importate in Giappone, Cina, Stati Uniti e nelle nazioni europee.

L’Africa Centrale è impegnata nel processo per lo sviluppo economico e sociale, e la necessità di valuta forte spinge al rilascio di un maggior numero di concessioni nelle foreste. Se il processo dovesse proseguire senza controllo, la conseguenza sarebbe un impoverimento delle risorse vitali, senza comunque riuscire a sconfiggere la povertà.

Cavalcare l’onda delle riforme della gestione forestale nel Bacino del Congo
Ma vi sono dei segnali che indicano che i principali soggetti della regione iniziano a schierarsi in difesa delle foreste. Ad esempio, i governi della Repubblica Democratica del Congo (DRC), del Camerun e del Gabon hanno adottato stringenti legislazioni in campo forestale per incoraggiare la gestione responsabile delle foreste.
Per il WWF, questo rappresenta un’opportunità senza precedenti per premere perché questi impegni vengano pienamente tradotti in realtà. In tutta la regione partecipiamo all’attuazione di queste normative, sostenendo le iniziative nazionali per la gestione responsabile del patrimonio forestale e fornendo il nostro aiuto per tenere sotto controllo la deforestazione illegale.

Chiarire il concetto di gestione responsabile del patrimonio forestale
Le aziende di legname investiranno nella responsabilità ambientale sola se questo avrà senso economicamente. Quindi dal Camerun alla Rep. Democratica del Congo, e dalle aziende di legname ai governi e alle comunità, portiamo lo stesso messaggio: la gestione responsabile del patrimonio forestale può garantire positivi risultati economici e ambientali e il WWF può contribuire a questo processo.

Fondare le iniziative su uno strumento fondamentale per la conservazione
Molti dei nostri progetti si basano sulla Convenzione di Yaoundé, nata con la collaborazione del WWF. La Convenzione di Yaoundé rappresenta un impegno di grande importanza preso dai Capi di stato dell’Africa Centrale per la gestione responsabile delle Foreste del Bacino del Congo.

Dov’è lo spirito della foresta?
Nel Camerun sudorientale, in un’area abitata dai pigmei BaAka, il WWF è impegnato nell’implementazione della Jengi Initiative. Questo progetto pilota è finalizzato a istituire un sistema per la gestione responsabile delle Foreste e delle Aree Protette nelle aree forestali della regione. Jengi è anche lo spirito della foresta. Ma Jengi veglia ancora sul popolo dei BaAka?
Un aspetto chiave del nostro lavoro consiste nel rendere più chiare e trasparenti le certificazioni e nel predisporre una roadmap per le autorità e il settore privato, perché si possa passare a una gestione responsabile del patrimonio forestale. Nell’ambito delle nostre iniziative ci stiamo impegnando per garantire sostegno all’amministrazione delle risorse forestali, delle ONG locali e internazionali, e dei donatori.

Le aziende di legname parteciperanno?
Vi sono anche altri segnali positivi. Abbiamo scoperto che alcune aziende di legname che operano nel Bacino del Congo sono in realtà alquanto intenzionate a ridurre il loro impatto sulle foreste. Così abbiamo istituito un quadro di riferimento per aiutare queste aziende a raggiungere questo importante obiettivo.

Cos è il legname certificato?
La certificazione forestale è un sistema basato su ispezioni delle foreste e consente di tracciare il legname e la carta attraverso una "catena di custodia" che segue la materia prima in tutto il suo percorso, fino ai prodotti finiti. Lo scopo è garantire che i prodotti provengano da foreste correttamente gestite, nella cui gestione si tenga conto di principi e criteri ambientali, sociali ed economici.

Nuovi approcci, nuove opportunità
Grazie alla CAFTN stanno accadendo cose entusiasmanti nel punto di incontro tra gestione responsabile del patrimonio forestale e commercio del legname. Il WWF ha già facilitato i contatti tra le aziende di legname dell’Africa Centrale impegnate per la gestione responsabile delle foreste e i grandi acquirenti di legname olandesi che hanno obiettivi analoghi.

Il passo successivo? Gli accordi commerciali. Anche in questo caso abbiamo avuto la fortuna di riuscire ad agevolare la firma di un contratto commerciale tra Decolvenaere, un’azienda di legname che opera nel Camerun, e VETKA, un acquirente che opera in Europa commercializzando prodotti forestali certificati dal Forest Stewardship Council (FSC).

Le sfide della certificazione…
Malgrado il WWF stia impegnandosi a fondo per diffondere la conoscenza del FSC, è inevitabile dover affrontare una realtà oggettiva. Nell’Africa Centrale il processo di certificazione in campo forestale prende piede molto lentamente, perché a volte le aziende del settore sono riluttanti ad adottare pratiche di estrazione del legname che potrebbero rivelarsi più costose nel breve termine.

Tuttavia, potrebbero essere interessate a valutare altre questioni: ad esempio, dove vi è una domanda di mercato limitata per i prodotti certificati, spesso si riscontra la disponibilità delle aziende a tentare di limitare la caccia alle specie selvatiche (bushmeat) e i trasporti all’interno delle rispettive concessioni forestali.

Molto spesso questo è un importante punto di inizio che può condurre a un maggiore impegno per la gestione responsabile delle foreste.

Le industrie estrattive responsabili nel Cuore Verde dell’Africa

Trovare il giusto equilibrio tra la conservazione delle risorse naturali e le esigenze di sviluppo è la sfida principale che il WWF deve affrontare nel Cuore Verde dell’Africa. Le agende politiche nella regione attribuiscono maggiore priorità alle grandi infrastrutture e alle industrie estrattive rispetto alla conservazione.
 Il WWF riconosce l’importanza dell’alleviare la povertà e della creazione di occupazione e redditi sostenibili in tutte le aree prioritarie nelle quali è presente.

Pertanto, il WWF non si oppone alle attività minerarie, a condizione che vengano svolte in modo ambientalmente e socialmente responsabile.

Le attività minerarie non dovrebbero compromettere i diritti delle comunità e le esigenze delle generazioni future in termini di aria, acqua e territorio puliti, con popolazioni di piante e specie animali sostenibili.

Massimizzazione degli impatti positivi
Il WWF intende implementare una strategia che riconosce l’esigenza di uno sviluppo economico sostenibile, e, pertanto, dell’estrazione dei minerali, ma secondo modalità che massimizzino gli impatti positivi sulle comunità, minimizzando gli impatti negativi sociali e ambientali.

Il settore minerario al centro dell’attenzione
Un ruolo ideale per il WWF nell’Africa Centrale sarebbe quello di esaminare gli impatti di tutti gli sviluppi industriali nella regione. Tuttavia, dato che attualmente lo sviluppo dei nuovi siti minerari è una delle principali minacce per la deforestazione e il degrado delle foreste nel Bacino del Congo, l’attenzione si concentra sul settore minerario e sulla parallela espansione delle grandi infrastrutture.

Questo non significa che il WWF resterà passivo se le attività dell’industria del gas e del petrolio dovessero minacciare in modo diretto la biodiversità nel Bacino del Congo. Al contrario, in una simile situazione il WWF non esiterebbe a prendere le misure necessarie.

Strategie
Il lavoro del WWF sulle industrie estrattive sarà articolato attorno a sei strategie prioritarie:
1. Promuovere un approccio coerente e integrato alla pianificazione della destinazione d’uso del territorio e alla governance delle risorse
2. Arrestare l’estrazione di petrolio e minerali nelle Aree Protette e ridurre al minimo gli impatti sulle aree e gli ambienti prioritari e sulle specie
3. Minimizzare gli impatti sociali e ambientali negativi delle aziende minerarie attraverso migliori valutazioni degli impatti
4. Promuovere attività minerarie artigianali artigiane responsabili
5. Promuovere e agevolare una strategia mineraria regionale per il Bacino del Congo
6. Promuovere la sostenibilità degli investimenti cinesi nel settore petrolifero e in quello minerario