Glifosato | WWF Italy


glifosato 
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Stop glifosato

Stop Glifosato

Il glifosato è il simbolo di quella agricoltura industriale e intensiva, basata sull’uso ordinario della chimica di sintesi, che costituisce una delle maggiori minacce per la conservazione della biodiversità a livello globale.
 Il 15 marzo 2017, il glifosato è stato dichiarato dall’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, sostanza pericolosa che provoca seri “danni agli occhi” ed è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”. Quando è stato introdotto sul mercato, il glifosato veniva considerato una molecola assolutamente sicura, nociva solo per le piante ”infestanti” che disseccava, immediatamente degradabile, che non comportava rischi di alcun tipo né per l’ambiente né per le persone. 

Il glifosato è la sostanza chimica di sintesi maggiormente diffusa nell’ambiente ed è stata dichiarata probabilmente cancerogena per l'uomo dall’Istituto internazionale sulla ricerca sul cancro (IARC) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma la Commissione Europea sta per rinnovare l’autorizzazione per il suo utilizzo per altri 10 anni, sulla base di pareri di scarso rigore scientifico sui quali pesano evidenti conflitti di interesse.


Stop Glifosato: i risultati raggiunti 

Con la raccolta firme europea "Stop Glifosato" abbiamo raccolto più di un milione trecentoventimila firme. 

L’Italia ha dato un suo importante contributo con oltre 73 mila firme, superando di molto il quorum di 54 mila necessarie in appena quattro mesi di campagna: è merito dei cittadini che si sono mobilitati e delle organizzazioni che hanno aderito alla campagna”, dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione StopGlifostato

Il risultato raggiunto è un segnale che rimandiamo forte e chiaro al Governo e al Ministro delle Politiche agricole: l’Italia, un paese che è all’avanguardia sull’agricoltura di qualità e sul biologico, deve fare la sua parte per vietare il glifosato e fermare metodi pericolosi e inadatti alla sua vocazione. Il ministro Martina e il suo dicastero inoltre non hanno ancora dettagliato in cosa consiste il cosiddetto Piano Nazionale Glifosato Zero, annunciato lo scorso anno. Sulla scorta dei risultati raggiunti dall’Ice, chiediamo che venga fatta chiarezza sul piano annunciato.

Il Piano potrebbe essere un importante strumento per l’implementazione della rete di monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, l’introduzione immediata di limitazioni al suo impiego e la definitiva eliminazione dell’erbicida dai disciplinari di produzione dei PSR delle Regioni per interrompere subito i contributi pubblici che finanziano l’uso di questo pericoloso erbicida. “Chiediamo al più presto un incontro con il ministro Martina – conclude la portavoce della Coalizione - e che il Governo ufficializzi il prima possibile la posizione che intende adottare in sede europea per quanto riguarda il negoziato sul glifosato”.



Per maggiori informazioni. visita il sito generale della campagna Stop Glifosato >>



Cos'è il glifosato

Il Glifosato  è  una sostanza attiva  impiegata  per la sua azione erbicida sia  su  colture arboree  che  erbacee  e  in aree  non  destinate alle colture agrarie.  Gli  erbicidi  a  base di glifosato sono  largamente  utilizzati  per  il  controllo  delle  piante  “infestanti” e indesiderate perché  non  sono  selettivi, infatti  eliminano  tutta  la vegetazione spontanea.

Il Glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente il 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui DNA è stato manipolato per resistere a questo diserbante. 

Quali sono i rischi

Persone, piante e animali  possono  essere  esposte  in molti  modi  al  glifosato e  ai prodotti che lo contengono.
Le formulazioni commerciali contenenti glifosato sono 1.000 volte più tossiche del solo principio attivo, rivelando esserci effetti sinergici tra i componenti dell' erbicida.
Il 20 marzo 2015 lo IARC (International Agency for Research on Cancer) agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, ha dichiarato il glifosato “cancerogeno” e “potenziale cancerogeno per l’uomo”. Una definizione che conferma la certezza che il pesticida è cancerogeno per gli animali, quindi fortemente rischioso anche per l’uomo

​La situazione in Italia

È una delle sostanze più vendute  a  livello nazionale e la  sua  presenza  nelle  acque superficiali è ampiamente confermata anche da dati internazionali, anche se il suo monitoraggio in Italia è ad oggi effettuato solo in Lombardia e Toscana.
Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato per: la pulizia di strade e ferrovie ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica

Secondo il rapporto nazionale “pesticidi nelle acque” di ISPRA  le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento della soglia di legge nelle acque superficiali sono il glifosato e il suo metabolita AMPA.

In Italia il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci autorizza l’utilizzo del glifosato, di conseguenza tutti i Programmi regionali per lo Sviluppo Rurale finanziano con la misura 10 l’agricoltura integrata e conservativa che fanno ampio uso di questo diserbante. Il suo utilizzo nell’agricoltura integrata e conservativa riceve premi superiori a quelli concessi per l’agricoltura biologica (fonte RRN) che esclude l’uso di sostanze chimiche di sintesi.