Glifosato | WWF Italy


glifosato 
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Stop glifosato

La tua firma per fermare il glifosato

Il glifosato è il simbolo di quella agricoltura industriale e intensiva, basata sull’uso ordinario della chimica di sintesi, che costituisce una delle maggiori minacce per la conservazione della biodiversità a livello globale.
 Il 15 marzo 2017, il glifosato è stato dichiarato dall’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, sostanza pericolosa che provoca seri “danni agli occhi” ed è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”. Quando è stato introdotto sul mercato, il glifosato veniva considerato una molecola assolutamente sicura, nociva solo per le piante ”infestanti” che disseccava, immediatamente degradabile, che non comportava rischi di alcun tipo né per l’ambiente né per le persone. 


Stop Glifosato: è il momento di agire

Il glifosato è la sostanza chimica di sintesi maggiormente diffusa nell’ambiente ed è stata dichiarata probabilmente cancerogena per l'uomo dall’Istituto internazionale sulla ricerca sul cancro (IARC) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma la Commissione Europea sta per rinnovare l’autorizzazione per il suo utilizzo per altri 10 anni, sulla base di pareri di scarso rigore scientifico sui quali pesano evidenti conflitti di interesse.

Possiamo ancora fermare questa decisione condizionata dalle lobby dell'agroindustria se entro giugno la petizione ECI (Iniziativa dei Cittadini Europei) contro il Glifosato raggiungerà l’obiettivo di un milione di firme, obbligando così la Commissione Europea a prendere in considerazione la richiesta di un provvedimento di divieto del diserbante nell’agricoltura europea.

Con le nostre firme per questa petizione europea chiediamo non solo uno stop totale e definitivo al Glifosato, ma anche una riforma delle procedure di autorizzazione di tutti i pesticidi, e una progressiva riduzione dell'uso degli stessi, in coerenza con la Direttiva UE sui pesticidi oggi disattesa. 
 

Firma ora, bastano pochi minuti >>

Stop glifosato: firma ora


Cosa abbiamo fatto? 

In meno di 4 mesi, sono state raccolte in tutta Europa quasi 800.000 firme, ma ne mancano ancora 200.000 per raggiungere il nostro obiettivo e di tante altre Associazioni che hanno promosso la Coalizione #StopGlifosato. 

Adesso ogni firma può fare la differenza, la tua firma conta e può essere decisiva per raggiungere l’obiettivo di una agricoltura libera da questo pericoloso diserbante. 
 

Cosa chiediamo 

Chiediamo all’Unione Europea e al Governo italiano di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. 

Chiediamo alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere  “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno” attraverso i contributi delle misure dei Programmi di Sviluppo Rurale della PAC 2014 – 2020.
 

Firma ora per dire STOP al Glifosato >>


 

Cos'è il glifosato

Il Glifosato  è  una sostanza attiva  impiegata  per la sua azione erbicida sia  su  colture arboree  che  erbacee  e  in aree  non  destinate alle colture agrarie.  Gli  erbicidi  a  base di glifosato sono  largamente  utilizzati  per  il  controllo  delle  piante  “infestanti” e indesiderate perché  non  sono  selettivi, infatti  eliminano  tutta  la vegetazione spontanea.

Il Glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente il 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui DNA è stato manipolato per resistere a questo diserbante. 

Quali sono i rischi

Persone, piante e animali  possono  essere  esposte  in molti  modi  al  glifosato e  ai prodotti che lo contengono.
Le formulazioni commerciali contenenti glifosato sono 1.000 volte più tossiche del solo principio attivo, rivelando esserci effetti sinergici tra i componenti dell' erbicida.
Il 20 marzo 2015 lo IARC (International Agency for Research on Cancer) agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, ha dichiarato il glifosato “cancerogeno” e “potenziale cancerogeno per l’uomo”. Una definizione che conferma la certezza che il pesticida è cancerogeno per gli animali, quindi fortemente rischioso anche per l’uomo

​La situazione in Italia

È una delle sostanze più vendute  a  livello nazionale e la  sua  presenza  nelle  acque superficiali è ampiamente confermata anche da dati internazionali, anche se il suo monitoraggio in Italia è ad oggi effettuato solo in Lombardia e Toscana.
Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato per: la pulizia di strade e ferrovie ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica

Secondo il rapporto nazionale “pesticidi nelle acque” di ISPRA  le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento della soglia di legge nelle acque superficiali sono il glifosato e il suo metabolita AMPA.

In Italia il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci autorizza l’utilizzo del glifosato, di conseguenza tutti i Programmi regionali per lo Sviluppo Rurale finanziano con la misura 10 l’agricoltura integrata e conservativa che fanno ampio uso di questo diserbante. Il suo utilizzo nell’agricoltura integrata e conservativa riceve premi superiori a quelli concessi per l’agricoltura biologica (fonte RRN) che esclude l’uso di sostanze chimiche di sintesi.