Agricoltura sostenibile | WWF Italy

Agricoltura sostenibile

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© Michel Gunther / WWF

Un impegno storico per il WWF Italia

Le attività del WWF Italia per promuovere un’agricoltura sostenibile per l’ambiente naturale partono da lontano, precisamente dal 1988 quando l’Associazione lancia la sua “Campagna per la Campagna”. Non un semplice progetto ma un vero e proprio programma di azione che univa progetti sul campo ad attività di comunicazione, formazione ed educazione. Nel 1988 l’agricoltura era ancora caratterizzata da una gestione condizionata dalla vecchia Politica Agricola Comunitaria che metteva al centro la produzione stressando la produttività dei terreni con la chimica di sintesi, favorendo le monoculture e una meccanizzazione spinta che appiattiva il paesaggio e demoliva la biodiversità degli agroecosistemi. In questa forma l’agricoltura rappresentava senza dubbi una minaccia per la conservazione della biodiversità e il WWF individuò subito una possibile strategia per uscire da una crisi ambientale che aveva conseguenze devastanti sul paesaggio, sulle specie legate agli ambienti agricoli, sulle risorse naturali prime fra tutte l’acqua e il suolo e, certamente non meno importante, sulla saluteumana.

La “Campagna per la Campagna” poneva quindi con forza all’attenzione dell’opinione pubblica l’esigenza di una svolta nella gestione dell’agricoltura che anticipava di oltre un decennio la riforma della PAC da parte dell’Unione Europea.

Oltre ad una diffusa campagna per la promozione dell’agricoltura biologica il WWF avviò importanti progetti di conservazione di alcune specie minacciate dalla trasformazione degli ambienti agricoli:

Progetto Starna: la starna era un tempo diffusa in tutti gli ambienti agricoli, dai campi di grano a quelli di ortaggi, dai vigneti ai pascoli, dai granturcheti ai medicai. Per l’uso massiccio di sostanze chimiche, per la distruzione degli ambienti marginali (siepi e campetti, spallette incolte e fossi) e per la caccia indiscriminata la starna è scomparsa dal paesaggio italiano. Nella sua Oasi di Pian Sant’Angelo (oggi Monumento Naturale della Regione Lazio) nel 1988 il WWF Italia ha realizzato i primi tentativi di riproduzione e reintroduzione delle starne, verificando le tecniche migliori per il rilascio degli animali e le caratteristiche ottimali dell’ambiente per una buona riuscita dell’operazione di ripopolamento.

Progetto Albanella: per la tutela delle Albanelle minori, eleganti rapaci che fanno il nido nei campi di grano, il WWF attivò una rete di rilevatori per individuare i nidi che rischiavano di finire distrutti dalle mietitrebbiatrici. In accordo con i proprietari o conduttori dei fondi agricoli i volontari del WWF provvedevano a spostare temporaneamente i nidi o preferibilmente ad acquistare una porzione del raccolto lasciato in campo per la tutela del sito di riproduzione.

Progetto Gallina prataiola: la Gallina prataiola è uno degli uccelli più rari legati agli ambienti agricoli, la specie ha subito un forte declino proprio a causa dell’agricoltura intensiva, in particolare in Puglia dove il WWF ha operato per creare una rete di aree naturali protette a tutela della specie e realizzato alcuni progetti LIFE dedicati a questa specie e alle steppe, suo habitat preferito.

Progetto “Pipistrello è bello”: il WWF è stata la prima Associazione a promuovere un progetto per la tutela dei Chirotteri collocando le prime bat-box nelle proprie Oasi e avviando una diffusa campagna di sensibilizzazione ed educazione per la conservazione delle specie oggetto spesso di una persecuzione legata a credenze popolari prive di fondamento.

Progetto Flora dei campi: papaveri, fiordalisi e gladioli sono alcuni esempi di specie che caratterizzano la flora spontanea degli ambienti agricoli, considerate per molto tempo solo delle piante infestanti da eliminare attraverso l’uso massiccio di diserbanti. Il WWF attraverso i soci volontari più giovani avviò un censimento delle aree dove erano ancora presenti queste specie ed ha allestito nelle proprie Oasi dei campi vivaio per la loro conservazione. Fu inoltre realizzato uno specifico manuale per l’impiego di tecniche alternative al diserbo chimico.

Progetto Siepi: la conservazione e l’impianto di nuovi filari di siepi è stata l’iniziativa più diffusa e riuscita del progetto promosso dal WWF. L’azione fu avviata prima nelle principali Oasi gestite dall’Associazione per essere poi estesa in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato ad aziende agricole biologiche in un primo esempio di coinvolgimento degli agricoltori in un progetto di conservazione della biodiversità.

La “Campagna per la Campagna” ha rappresentato un primo esempio di azioni concrete che potevano essere messe in campo per rendere compatibile l’agricoltura con la conservazione della biodiversità, fu un’iniziativa che ebbe essenzialmente un valore educativo e di sensibilizzazione, un esempio di buone pratiche che sarebbero state sostenute solo un decennio dopo dall’Unione Europea attraverso la riforma della PAC.

 

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