State of the world 2013 | WWF Italy

State of the world 2013

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Un uomo d'affari con un puzzle del mondo
© Istockphoto.com / WWF-Canada
E' ancora possibile uno sviluppo (davvero) sostenibile?
Il tema che tratta il rapporto State of the World 2013 è certamente di grandissimo interesse per tutti.

I ricercatori del prestigioso think tank di Washington al loro 30° anno di pubblicazione dell’analisi sullo stato del mondo, con la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti internazionali di economia ecologica, scienze del sistema Terra, scienza della sostenibilità e scienze sociali e protagonisti della società civile, si interrogano su di un tema cruciale per l’intera civiltà umana e cioè se, allo stato attuale della situazione, sia ancora possibile per l’umanità imboccare una rotta di sostenibilità dei propri modelli di sviluppo sociale ed economico.

I numerosi autori del rapporto 2013 cercano di dipanare questa complessa questione, con la ricchezza di dati e di analisi e con l’abituale stile del Worldwatch Institute, divulgativo ma rigoroso, capace di connettere diverse discipline, sottolineando innanzitutto i pericoli derivanti da una banalizzazione ed un utilizzo distorto del termine sostenibilità e, contestualmente, analizzando la necessità di muoversi con urgenza per fare ciò che può e deve essere realizzato da subito, perché certamente il fattore tempo non gioca a nostro favore.

«Negli ultimi decenni, si è dimostrato un eccessivo interesse per il prodotto interno lordo (PIL) come indicatore dell’andamento economico nazionale. Un tale interesse per la produzione economica monetizzata non riesce a riflettere il crescente degrado delle risorse naturali, il lavoro inestimabile ma non retribuito di assistenti e volontari e le sperequazioni del reddito che conducono molti individui in tutte le società alla povertà e all’esclusione sociale. Il dominio del PIL ha abbondantemente superato la sua legittimità: è necessario impiegare una strumentazione più adeguata che ci permetta di navigare nel 21° secolo in direzione dell’equità e della sostenibilità. Fortunatamente si stanno mettendo a punto indicatori più adeguati»

Kate Raworth (senior researcher di Oxfam e docente presso l’Environmental Change Institute della Oxford University)