Non è un paese per lupi | WWF Italy


 
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#soslupo

Continua ad essere rimandato il Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia. 

Il 30 marzo era stato indicato come il giorno in cui la Conferenza Stato-Regioni avrebbe dovuto approvare il Piano di gestione e conservazione del lupo in Italia, ma per l'ennesima volta, il voto è stato rimandato. 

E mentre i decisori politici continuano a rimandare, aumentano i casi di lupi uccisi dai bracconieri nel nostro Paese: accanto a lupo Claudio, ucciso nelle Marche, si aggiungo i quattro lupi impallinati tra Toscana e Liguria e il caso del lupo ucciso e appeso ad un albero

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Piano lupo: rimandata di nuovo la discussione in Conferenza Stato-Regioni. 

Sosteniamo le Regioni che condividono il NO agli abbattimenti legali. In attesa di un accordo tra Stato e Regioni, ribadiamo: il paragrafo III.7, deve essere eliminato dal Piano.
La “rimozione di lupi dall’ambiente naturale” non può e non deve essere la soluzione del conflitto tra pastorizia e lupi. 

 

Fattoria #SOSLUPO

Convivere con il lupo è possibile! 

Mercoledì 22 febbraio, abbiamo trasformato la nostra sede nazionale nella "Fattoria di #SosLupo": uno spazio per dimostrare che lupi e allevatori possono convivere in pace e che esistono strumenti di prevenzione molto più efficaci rispetto agli abbattimenti. 

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Il lupo, per ora, è salvo!

Grazie allo straordinario supporto di tutti voi, siamo riusciti a raggiungere un primo importante risultato: la Conferenza Stato-Regione ha deciso di rinviare l'approvazione del Piano lupo!

Il Piano ritorna adesso in sede tecnica per una nuova discuissione, ma si ripartirà da un punto fermo fondamentale: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche.

Come ha ribadito ieri Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia: "Il WWF da oltre due anni ha evidenziato al Ministero, anche con osservazioni tecniche, i nodi che oggi sono venuti al pettine. In particolare abbiamo sempre sostenuto che le misure di prevenzione del Piano erano correttamente individuate ma che in assenza di finanziamenti specificatamente previsti queste sarebbero rimaste solo virtuali. Dal Piano andavano stralciati gli abbattimenti e andavano previsti  tempi e risorse congrue. Molte delle nostre richieste, rimaste inascoltate, rispecchiano proprio alcune delle problematiche che le Regioni stesse stanno sollevando."

Il Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, al contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane – lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.

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Nuovo Piano Lupo: se dovesse essere approvato, sarebbe come tornare indietro di quarant'anni!

È dalla metà di gennaio che nella Conferenza Stato-Regione sono ricominciate le discussioni circa l'approvazione del nuovo Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia.

Un Piano palesemente inefficacie e dannoso per tutte le parti coinvolte: per i pastori e per gli allevatori, perchè incapace di risolvere i loro problemi, ed eccessivamente dannoso per il lupo, specie simbolo del nostro Paese. 

Nell'ultima versione del Piano, infatti, si prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie.

















È dal 1971 che in Italia vige la piena tutela del lupo, ma oggi, se il Piano dovesse essere approvato sarebbe come tornare indietro di quarant'anni: una scelta che sembra essere più politica che volta alla tutela delle parti lese!

W il lupo!

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Dalla parte del lupo

Quasi all'unanimità tutte le Regioni si sono dichiarate contrarie all'approvazione del Piano nella parte in cui si prevedevano gli abbattimenti legali del lupo. 

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Difendere il lupo: perchè?

Il lupo è una specie particolarmente protetta da leggi nazionali ed internazionali per l’enorme impatto che ha avuto la sua storica persecuzione da parte dell’uomo.

La specie è oggi in evidente ripresa, ma non può essere ritenuta fuori pericolo nel territorio nazionale a causa della persistenza di minacce quali:
  • ibridazione con il cane;
  • bracconaggio;
  • collisioni con veicoli; 
  • malattie come il cimurro.

Abbattimenti legali: NON sono la soluzione ai conflitti uomo - lupo

La bibliografia scientifica dimostra, infatti, come gli abbattimenti legali non servano né a ridurre i danni né a ridurre i conflitti, ma piuttosto devono essere letti come un’autentica operazione di “distrazione di massa”. 
Si risponde alle istanze delle parti più retrograde degli operatori del settore, attraverso una soluzione che non solo è estremamente pericolosa per una specie che viene già colpita duramente ogni anno da bracconaggio e uccisioni accidentali, ma è del tutto inefficace e improduttiva per gli allevatori e per i pastori.

Come abbiamo già più volte ribadito, gli studi dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia), unite ad una corretta attività di informazione, si sono dimostrate la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del lupo.