Le Guardie Giurate WWF | WWF Italy

Le Guardie Giurate WWF

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Sequestri operati dalle Guardie WWF di Salerno
© WWF Salerno
Volontari al servizio della legalità sul territorio

Oltre 300 volontari presenti in 15 regioni, che svolgono funzioni di vigilanza ambientale - venatoria - zoofila (a seconda delle norme regionali), con la qualifica di “pubblici ufficiali”,   in stretta collaborazione con Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato, oltre che con le altre Associazioni di protezione ambientale. Sono le Guardie Giurate volontarie del WWF Italia.

Le Guardie WWF perseguono i numerosi reati (uno ogni 43 minuti, secondi i dati 2010 del Ministero dell’Ambiente) che si compiono in Italia ai danni dell’ambiente: dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora, dall’inquinamento di fiumi e mari, alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti, agli scarichi abusivi, agli incendi.

Negli oltre venti anni di attività delle Guardie Giurate Volontarie del WWF, le loro competenze giuridiche e le possibilità di intervento si sono notevolmente ampliate, in parallelo con l’evolversi anche in Italia della legislazione di tutela ambientale. Da guardie zoofile le loro competenze si sono ampliate, e riguardano la “ vigilanza ambientale” in senso lato su tutti i reati ambientali.
Tutte queste attività sono sempre svolte in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e l'autorità giudiziaria. Le guardie del Panda sono presenti praticamente in ogni regione italiana, ed agiscono tutto l’anno . Però ci sono alcune aree dell’illegalità particolarmente “calde” , dove l’azione si concentra in alcuni periodi dell’anno: dalle Valli Bresciane per arginare il fenomeno del bracconaggio (in autunno), alle campagne del salernitano per combattere inquinamento e caccia illegale (in tarda primavera), fino alle piccole isole, come quella di Ischia, che negli anni ha visto ridurre sensibilmente l’abbattimento illegale della fauna migratoria proprio grazie alla presenza costante delle Guardie WWF.

Nell'ultimo Campo antibracconaggio di Salerno (primavera 2012), al quale hanno partecipato guardie da tutta Italia, sono stati sequestrati e successivamente liberati 460 uccelli, rinvenuti e sequestrati 28 richiami acustici, denunciate 2 aziende zootecniche, 38 bracconieri, sequestrate 220 cartucce da caccia, 8 persone denunciate per uccellagione e/o detenzione di avifauna protetta o non detenibile in periodo di caccia chiusa, altre 8 persone denunciate per maltrattamento animali d’affezione ed avifauna.

Nel 2012 a Torino, dopo la consegna dei premi Panda d'oro, il WWF Italia ha voluto consegnare un riconoscimento speciale “Custodi della Biodiversità” alle Guardie giurate volontarie della sezione WWF Lombardia, oggetto di gravi atti intimidatori.

 
	© Vigilanza WWF italia
Negli ultimi 10 anni si è assistito a un vero e proprio boom dei richiami elettroacustici, vietati dalla legge ma molto efficaci per fare avvicinare la fauna. Il progresso tecnologico,  con apparecchi sempre più piccoli e telecomandati, rende la loro individuazione sempre più difficile e il loro uso conseguentemente sempre più diffuso. Nei giorni di martedì e venerdì, giorni di un silenzio venatorio che mai pienamente si realizza durante la migrazione, l’attività di vigilanza si concentra sulla ricerca di trappole, reti e sull’identificazione dei bracconieri. 

Questi richiami (di solito chiamati fonofil) possono riprodurre il canto degli uccelli e sono particolarmente efficaci per attrarli o quantomeno farli abbassare di quota nei sorvoli, portandoli a tiro di fucile. Negli ultimi anni si è assistito a un notevole progresso tecnologico in questo campo. Dai vecchi richiami a cassetta con altoparlante esterno, pesanti e ingombranti, si è passati a quelli digitali, di dimensioni decisamente inferiori e con altoparlante integrato. È stato aggiunto un telecomando che consente al cacciatore di occultare il richiamo - di solito di colori mimetici – e comandarlo a distanza per eludere la vigilanza. Spesso i richiami vengono occultati e addirittura cementati (vedi foto).
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