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Una tigre siberiana trasporta il suo cucciolo
© naturepl.com /Edwin Giesbers / WWF

Il ciclo della vita

È difficile tradurre il ciclo della vita delle tigri in numeri esatti: in media, da una tigre nascono 2-3 cuccioli ogni 2 anni, a volte anche ogni 3 o 4. Può succedere che tutti i piccoli muoiano, e in questo caso un’altra cucciolata potrebbe nascere entro i cinque mesi successivi. In generale, la mortalità è alta: si calcola che circa metà delle tigri non sopravviva più di due anni.

Superato questo periodo critico, le possibilità di sopravvivere aumentano esponenzialmente: due anni è infatti anche l’età in cui le tigri acquistano l’indipendenza dalla madre. Nel giro di un altro paio d’anni, viene infine raggiunta la maturità sessuale, a 3-4 anni per le femmine e a 4-5 anni per i maschi.

Le tigri sono a questo punto pronte per riprodursi a loro volta: l’accoppiamento può avvenire in qualunque momento dell’anno, ma è più frequente nel periodo da novembre ad aprile. La gestazione dura di solito 104-106 giorni, e i cuccioli vengono partoriti in una caverna, in una fenditura rocciosa o in mezzo alla fitta vegetazione.

Il ciclo della vita delle tigri, se lasciate nel loro habitat naturale, si chiude intorno ai 26 anni.

Territorio e abitudini

A parte alcuni gruppi di madri e cuccioli, le tigri sono più che altro animali solitari. Questo non significa assenza di comportamenti sociali: in alcuni casi gli adulti possono persino collaborare per uccidere una preda.

Le tigri scelgono le loro tane tra la vegetazione, nelle cavità degli alberi o nelle grotte. Sono soprattutto animali notturni, ma alcune sottospecie del nord, come la tigre Amur siberiana, in inverno sono attive anche durante il giorno.

Lo spazio vitale delle tigri è molto ampio: marcarne i confini e difenderli è fondamentale, e una tigre mantiene il suo territorio fino alla morte. Quando c’è abbondanza di prede, come nel parco nazionale di Chitwan in Nepal, il territorio si estende da 10 a 20 km2 per le femmine e da 30 a 70 km2 per i maschi. Invece in Russia, dove la densità di prede è molto inferiore, i territori variano da 200 a 400 km2 per le femmine e da 800 a 1.000 km2 per i maschi.